<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931</id><updated>2011-11-26T05:24:53.046-08:00</updated><category term='B'/><title type='text'>Cervello Nero</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>84</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-7332478975318612181</id><published>2011-11-25T08:53:00.001-08:00</published><updated>2011-11-25T08:53:57.002-08:00</updated><title type='text'>Continuava a dormire da sola</title><content type='html'>La prima cosa che Antonella vide aprendo la porta dell’appartamento furono gli occhi luminosi di Ettore. &lt;br /&gt;Il persiano avanzò elegantemente e miagolando la propria fame iniziò a serpeggiare sinuoso attorno alle caviglie doloranti della sua anziana padrona. Era stata in piedi tutto il giorno. Prima nella camera ardente. Poi in chiesa. E infine al funerale. Pierluigi si era ammalato improvvisamente e se n’era andato ancora più in fretta. Erano sposati da 36 anni. Antonella chiuse la porta, accese il lume dell’ingresso ed entrò in cucina per posare il recipiente rettangolare che stava iniziando a pesarle. &lt;br /&gt;Lo osservò in silenzio e mentre le tornavano in mente le parole imbarazzate dell’impresario delle pompe funebri, non poté fare a meno di paragonare quel contenitore poco più grande di una scatola di scarpe alla bara dove in quel preciso istante era chiuso suo marito. “Signora” aveva detto l’impresario porgendole la scatola, “questo le appartiene. Ce l’ha consegnato l’ospedale. Noi non sapevamo che lui…” Sebbene sfiorasse gli ottanta Antonella aveva il cervello di una ragazzina. Capì al volo. &lt;br /&gt;“Arrivo amore, arrivo! Tutta la pappa che vuoi!” disse richiamata alla realtà dai versi insistenti di Ettore. Il gatto, dopo aver spazzolato tutto, raggiunse Antonella nella sua stanza. La vide spogliarsi, indossare la camicia da notte e sedersi sul letto con la scatola sulle ginocchia. I sigilli dorati scattarono con uno schiocco e un secondo dopo, tra le dita anziane della donna, apparve una rigida mano di plastica troncata all’altezza dell’avambraccio. Quegli idioti dell’agenzia funebre avevano chiuso la bara senza sincerarsi se il defunto fosse in possesso di una protesi artificiale. La donna la esaminò con malinconia, poi si sfilò la fede d’oro dall’anulare sinistro e cercò di inserirla nel dito paralizzato della protesi. Non c’era verso. L’anello era troppo stretto, così provò col mignolo. Sì, il mignolo era perfetto. Antonella si alzò, si avvicinò alla specchiera e posò la mano sul ripiano accanto alla spazzola. &lt;br /&gt;Ettore, con un balzo, si accostò all’arto e quando Antonella spense la sua luce i suoi occhi videro meglio di prima il piccolo graffio che lui stesso, tempo prima, giocando, aveva inferto sul palmo di plastica. Che cosa ci faceva lì quella mano? Perché la sua padrona continuava a dormire da sola? Ettore miagolò e non trovò risposta a nessuna domanda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-7332478975318612181?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/7332478975318612181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=7332478975318612181' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7332478975318612181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7332478975318612181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2011/11/continuava-dormire-da-sola.html' title='Continuava a dormire da sola'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-3245039696098121910</id><published>2011-10-20T10:29:00.001-07:00</published><updated>2011-10-20T10:39:55.952-07:00</updated><title type='text'>I morti di Acquafredda</title><content type='html'>Avevo diciassette anni quando fratel Gerardo mi parlò della missione. L’epidemia era scoppiata da un mese. I film che avevo visto sugli zombie avevano previsto tutto, tranne che i morti sarebbero tornati in vita senza appetito.   &lt;br /&gt;Dove si era cacciata la loro rabbia, la loro voglia di carne umana? &lt;br /&gt;Forse non avevano fame perché erano apatici anche da vivi. Triste scoprire che neppure la morte reca sollievo. Fratel Gerardo diceva che ero uno sciocco a credere che sarebbe andata come in un horror di Romero. E io mi lasciavo dare dello sciocco, perché qui ad Acquafredda non avevo nessun altro al di fuori del vecchio prete. &lt;br /&gt;Gli amici, i parenti, hanno iniziato a chiudere gli occhi senza motivo e dopo un po’ li riaprivano come se prima di morire si fossero scordati di fare un’ultima importante cosa. Perché a noi non tocca la stessa fine? Fratel Gerardo continua a dire che è la volontà di Dio. Dio ci ha scelto per dare la pace ai morti che non riescono ad addormentarsi. &lt;br /&gt;Ma pace significa falce. E falce significa teste che saltano come tappi di sughero da una bottiglia di Champagne. Ogni tanto ho l’impulso di prenderne uno e portarlo con me. Per studiarlo, per capirci qualcosa. Fratel Gerardo dice che non c’è niente da capire. &lt;br /&gt;Ormai ho trentadue anni e affilo la roncola una volta alla settimana. Stamattina ho sentito dei colpi alla porta. Prima di aprire ho guardato dalla finestra. Era fratel Gerardo. Sbatteva la testa contro l’uscio camminando sul posto. Ho fatto quello che andava fatto. Mentre la testa del prete saltava sullo zerbino ho capito che l’avrei fatta finita con un colpo di pistola. Poi mi sono visto vagare in eterno per le campagne di Acquafredda senza trovare nessuno che mi riconsegnasse alla morte e ho cambiato idea. Che sciocco vero?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-3245039696098121910?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/3245039696098121910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=3245039696098121910' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3245039696098121910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3245039696098121910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2011/10/i-morti-di-acquafredda.html' title='I morti di Acquafredda'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-989048969806383743</id><published>2011-04-20T07:57:00.000-07:00</published><updated>2011-04-20T07:58:59.010-07:00</updated><title type='text'>Violenta insegna al neon (capitolo 1)</title><content type='html'>L’idea era venuta a Lorenzo De Loi, ma gliene sarebbero stati riconoscenti in molti. &lt;br /&gt;Adesso, seduto sulla poltrona della sua stanza, sperava che Emanuele gliel’appoggiasse. &lt;br /&gt;Osservava l’amico con attenzione, esaminando ogni leggerissima espressione del suo volto a pochi centimetri dalle pagine aperte del diario di Augusto Piceli.&lt;br /&gt;Il loro professore di Letteratura Italiana. &lt;br /&gt;“Non serve che leggi tutto”, disse Lorenzo. “Ho evidenziato le parti più gradevoli.”&lt;br /&gt; “Lo vedo”, disse Emanuele corrucciato. Su alcune righe, scritte con una calligrafia leggermente incurvata e nervosa, risaltavano delle strisce gialle di evidenziatore. “Come hai detto che l’hai preso?” Chiese Emanuele alzando gli  occhi dalla pagina. &lt;br /&gt;“Davo l’esame di letteratura. Andava una merda perché lui ha iniziato a fare lo stronzo come sempre. Era la terza volta che ci provavo…”&lt;br /&gt;“Io non l’ho passato nemmeno alla quarta.”&lt;br /&gt;“A un certo punto un uomo si è affacciato alla porta. Non so chi fosse. Piceli si è alzato ed è uscito con lui. E’ stato fuori una ventina di minuti.”&lt;br /&gt;“E il diario era sulla scrivania.”&lt;br /&gt;“Esatto.”&lt;br /&gt;“Che motivo c’era di prenderlo?”&lt;br /&gt;“Cazzo ne so, rabbia, avevo voglia di fargli uno screzio.”&lt;br /&gt;“Hai avuto un bel coraggio.”&lt;br /&gt;Lorenzo non disse nulla. Dalla finestra aperta alle spalle di Lorenzo il brontolio basso e continuo della tangenziale pareva il verso di una persona imbavagliata. &lt;br /&gt;“Quando è tornato non si è accorto di niente?”&lt;br /&gt;“Assolutamente.”&lt;br /&gt;“Ma ti ha bocciato.”&lt;br /&gt;“L’aveva deciso prima che mi sedessi.”&lt;br /&gt;“Secondo te sospetta qualcosa?”&lt;br /&gt;“Penso di no, crederà di averlo smarrito da qualche parte. Diventerà matto a furia di cercarlo per tutta casa, in macchina, nello studio. Deve impazzire lo stronzo.”&lt;br /&gt;Emanuele sospirò profondamente. &lt;br /&gt;“Che hai?” Chiese Lorenzo. &lt;br /&gt;“Ci sto riflettendo.”&lt;br /&gt;“Non serve rifletterci. Cos’è che ti fa più paura?”&lt;br /&gt;“Forse sapere che là fuori c’è un uomo così malato. E’ spaventoso immaginarlo a casa sua mentre”, Emanuele fece scorrere il polpastrello del pollice contro il bordo delle pagine del diario, “pensa e scrive certe cose.” Poi i suoi occhi si ridussero a due fessure, la fronte solcata da una ruga di curiosità e aggiunse: “Hai capito a chi si rivolge? E’ come se parlasse a una figura femminile.” &lt;br /&gt;Lorenzo accavallò le gambe rispondendo dopo qualche secondo. “Non lo so. Un personaggio immaginario, una presenza con la quale si sfoga.”&lt;br /&gt;“Una donna.”&lt;br /&gt;“Sembrerebbe di sì.”&lt;br /&gt;“Certe cose che ha scritto non hanno senso”, asserì Emanuele distendendo nuovamente la fronte.&lt;br /&gt;“Almeno per adesso.”&lt;br /&gt;“La luce, i bagliori, che cazzo è? Un fantasma?”&lt;br /&gt;“Magari la moglie morta. La figlia!”&lt;br /&gt;Un brivido drizzò i peli della braccia di Emanuele. “Sai se era sposato?”&lt;br /&gt;“Non ne ho la minima idea, ma non ce lo vedo sul divano davanti la tv con moglie e ragazzino. E’ solo un pazzo, e pure pericoloso.”&lt;br /&gt;“Dici che siamo gli unici a sapere del diario?”&lt;br /&gt;“Da quello che scrive è evidente che è un uomo che non condivide molto le proprie emozioni, e comunque che importanza avrebbe, anche se qualcun altro sa che il professore tiene un diario di sicuro non sa che ce l’abbiamo noi.” &lt;br /&gt;A quel noi Emanuele provò un certo fastidio, in quanto se al posto di Lorenzo ci fosse stato lui non avrebbe mai compiuto il gesto di imboscare un oggetto personale nello zaino per venire a conoscenza dei più intimi segreti del proprietario, oltretutto non aveva ancora valutato le varie sfaccettature del piano del suo migliore amico e per il momento voleva rimanerne fuori il più a lungo possibile. &lt;br /&gt;Per un po’ i ragazzi non dissero nulla. Gli occhi di Emanuele fissi sul diario, quelli di Lorenzo fissi su di lui. &lt;br /&gt;“E’ un bastardo Emanue’!” Fu Lorenzo a spaccare il silenzio. &lt;br /&gt;Emanuele sollevò il volto di scatto. “Lo so, ma è malato…”&lt;br /&gt;“E sti cazzi, me ne sbatto. Facciamolo!”&lt;br /&gt;“E’ omicidio!”&lt;br /&gt;“No che non lo è.”&lt;br /&gt;“Ah no? E che cazzo è?”&lt;br /&gt;“Legittima difesa. Se mi boccia la quarta volta i miei m’ammazzano.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-989048969806383743?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/989048969806383743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=989048969806383743' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/989048969806383743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/989048969806383743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2011/04/violenta-insegna-al-neon.html' title='Violenta insegna al neon (capitolo 1)'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-6065190643298948209</id><published>2011-03-03T10:38:00.000-08:00</published><updated>2011-03-03T10:39:00.738-08:00</updated><title type='text'>Sogno d'oppio</title><content type='html'>Non mi stendo al buio&lt;br /&gt;non mi desto al mattino &lt;br /&gt;chi ha rimesso i tuoi capelli sul cuscino?&lt;br /&gt;Tenera come le guance di un bambino &lt;br /&gt;gonfie di gomma da masticare&lt;br /&gt;ti vestirei di rosso &lt;br /&gt;rosso rubino &lt;br /&gt;per illuminare &lt;br /&gt;il pozzo del tuo stomaco&lt;br /&gt;profondo come la fine del mondo.&lt;br /&gt;Sogno d’oppio&lt;br /&gt;sogno doppio&lt;br /&gt;ho stancato il cielo&lt;br /&gt;a furia di pregare &lt;br /&gt;e disciolto il gelo&lt;br /&gt;a furia di calpestare&lt;br /&gt;i serpenti dai bellissimi occhi verdi&lt;br /&gt;che ti inseguivano&lt;br /&gt;strisciando nei tuoi campi. &lt;br /&gt;Li ho uccisi tutti&lt;br /&gt;ma ci ho messo così tanto &lt;br /&gt;lottando contro i crampi&lt;br /&gt;che i mari son tornati stagni&lt;br /&gt;le prugne diamanti  &lt;br /&gt;le farfalle ragni  &lt;br /&gt;sprofondati i miei piedi&lt;br /&gt;nel fango del tuo petto &lt;br /&gt;avvicinatesi le pareti &lt;br /&gt;del corridoio già stretto &lt;br /&gt;e decomposti i molluschi di ogni conchiglia &lt;br /&gt;ciò che era più a nulla rassomiglia &lt;br /&gt;tranne il vento, quel vento fiacco&lt;br /&gt;che in faccia ancora ci sbadiglia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-6065190643298948209?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/6065190643298948209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=6065190643298948209' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/6065190643298948209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/6065190643298948209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2011/03/sogno-doppio.html' title='Sogno d&apos;oppio'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-5005008238558408522</id><published>2011-02-25T03:25:00.000-08:00</published><updated>2011-02-25T03:31:27.910-08:00</updated><title type='text'>Little Charlotte</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-AU1PyslOmGc/TWeTCbtpEPI/AAAAAAAAAI8/pj1diDfHzDM/s1600/3401727825_d3ee931d0b.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 223px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-AU1PyslOmGc/TWeTCbtpEPI/AAAAAAAAAI8/pj1diDfHzDM/s400/3401727825_d3ee931d0b.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577588333529862386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Livio si sentì improvvisamente in colpa. Se fosse stato da solo mai si sarebbe soffermato a controllare da che parte provenisse il pianto della bambina. Sua moglie al contrario si arrestò di colpo a un passo dalle porte a vetri della stazione. Un uomo andò a sbattere contro le loro schiene, imprecò a denti stretti e sparì in un taxi chiudendosi la giacca nello sportello. Livio non fece in tempo a compiacersene che Loredana l’afferrò per un braccio spostandolo dall’ingresso che stavano intralciando.&lt;br /&gt;Alle sette di sera Termini si stava spopolando, quindi non fu difficile individuare la piccola dai lunghi capelli biondi di fronte la biglietteria chiusa. Per terra, una piccola valigia a scacchi. Due ragazzi con jeans strappati infilati negli anfibi e larghe felpe oltre il ginocchio la guardavano con interesse così profondo da dimenticare per qualche secondo le birre che avevano in mano. La bambina vestiva di bianco. Bianche erano anche le scarpe e le calzette di cotone, una delle quali, scivolata verso il basso, lasciava scoperto un candido polpaccio. I grossi lacrimoni che le rigavano le guance e lo sforzo per recuperare il fiato rotto dai singhiozzi non mascheravano i tratti aggraziati del viso. &lt;br /&gt;A occhio e croce, giudicò Livio da lontano, poteva avere massimo dieci anni, poi si girò verso sua moglie, ma non la vide. Era già accovacciata davanti a lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sensazione avuta da Loredana mentre si avvicinava a passo svelto verso la biglietteria era azzeccata. La bambina era straniera. Dovette rispolverare un inglese alquanto rozzo ma efficace per scoprire il suo nome e quanti anni avesse. Diceva di chiamarsi Charlotte e Livio aveva visto giusto, aveva nove anni. Non capirono da dove venisse e non era inglese; evidentemente quel poco che riuscì a dire lo doveva a ciò che le avevano insegnato a scuola.   &lt;br /&gt;L’idea di Livio di portarla in braccio per la stazione con la speranza di imbattersi in una coppia di genitori in preda al panico fu vana, quindi decisero di esaminare la valigia a scacchi, rendendosi subito conto che era chiusa con un lucchetto provvisto di combinazione.    &lt;br /&gt;Livio condusse Loredana e la bambina in un bar dove provarono a tranquillizzarla davanti a una tazza di tè zuccherato tentando di scoprire dove fossero i suoi genitori o chi l’avesse accompagnata alla stazione. &lt;br /&gt;Doveva partire? Era appena arrivata? Quanto era passato dal momento in cui si era accorta di essere da sola? &lt;br /&gt;Livio vedeva poche alternative. Polizia. Ci avrebbero pensato loro. &lt;br /&gt;Loredana non era d’accordo. Non si fidava a lasciarla nelle mani di un paio di poliziotti che avrebbero finito per condurla in centrale senza preoccuparsi se avesse fame, sete, bisogno di andare in bagno, tra grida, via vai continuo di gente, col rischio di non averla sott’occhio e perderla di nuovo.  &lt;br /&gt;Livio chiese alla moglie di abbassare la voce, visto che da qualche minuto il barista li esaminava corrucciato, ma non tanto per il tono acceso della conversazione, quanto per il contrasto delle figure sedute di fronte a lui. Coi loro vestiti Livio e Loredana sarebbero passati inosservati anche suonando una tromba in chiesa mentre chi aveva vestito Charlotte aveva fatto di tutto per farla rassomigliare a una bambola di porcellana.&lt;br /&gt;Ora che il tepore del tè le aveva scaldato le guance e rasserenato lo sguardo sembrava fosse stata rapita da un’illustrazione di una fiaba per bambini. Se ne accorsero anche loro, ormai sulla cinquantina, e lontano da un aspetto fresco e giovanile che non si ricordavano di aver mai avuto. Niente figli. Non potevano averne. Ma se avessero potuto metterne al mondo uno mai avrebbe raggiunto la raffinata delicatezza di quella candida creatura dagli occhi color della pioggia. &lt;br /&gt;Loredana immaginò la stanza dove la bambina si era svegliata quella mattina: era certa che avesse lunghe tende rosa che assorbivano i raggi del sole.     &lt;br /&gt;La osservarono a lungo, in silenzio. Il bianco del vestitino, il biondo dei capelli di seta e le piccole mani morbide intorno alla tazza erano distensivi, riposanti. Sembrava che il tempo smettesse di scorrere finché lo sguardo era posato su di lei. &lt;br /&gt;Il cellulare di Livio squillò e lui trasalì. Lo chiamavano dal ristorante dove aveva prenotato; voleva fare una sorpresa a Loredana, ma non si era accorto che le otto erano passate da un pezzo. &lt;br /&gt;Si alzò dalla sedia e rispose per disdire la prenotazione.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di solito Livio non discuteva le decisioni della moglie e non lo fece neanche quella volta. Avrebbero ospitato Charlotte fino al mattino seguente quando, prima di recarsi a lavoro, si sarebbero rivolti alla Polizia. &lt;br /&gt;Durante il tragitto dalla stazione all’appartamento la bambina non disse una parola. &lt;br /&gt;Guardava ammaliata fuori dal finestrino con la valigia sulle ginocchia. &lt;br /&gt;“A volte mi dimentico che traffico e cemento non fanno per forza parte della vita di ogni persona” disse Livio puntando lo specchietto retrovisore sull’espressione meravigliata della piccola: la bocca minuta era leggermente spalancata come quella di chi, al cinema, è affascinato da una scena particolarmente intensa.&lt;br /&gt;Livio estrasse il pacchetto di Camel dal cappotto e se ne accese una. Una boccata di fumo azzurrognolo si distese come una tovaglia sul parabrezza.&lt;br /&gt;“Abbassa il finestrino, la vuoi affumicare?” lo richiamò Loredana.&lt;br /&gt;Il cristallo scese cigolando. Fermi a un nuovo semaforo il rumore della città penetrò nella macchina insieme a un fragrante odore di cucina. La bambina disse qualcosa, &lt;br /&gt;si sporse oltre i sedili posteriori e la ripeté indicando con un dito la pizzeria accanto.&lt;br /&gt;Mentre Livio parcheggiava iniziò a battere contenta le mani come una di quelle scimmiette con i piattini. Loredana sorrise. Non le capitava spesso.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando il cameriere si accostò al tavolo Charlotte, col menù sollevato con entrambe le mani, sembrava nascosta dietro un paravento. &lt;br /&gt;Livio e Loredana ordinarono una pizza ciascuno e acqua minerale. &lt;br /&gt;Il cameriere strappò la comanda e fece per andarsene, ma Loredana lo richiamò mentre Livio, abbassando il menù della bambina, scoprì un visetto spaesato dai grandi occhi brillanti. Il cameriere non tradì il minimo stupore; disse che sarebbe ripassato tra un paio di minuti. &lt;br /&gt;Che Charlotte non volesse la pizza era chiaro: continuava a scuotere la testa ogni volta che quella parola usciva dalla bocca di Loredana e di rimando pronunciava un termine per loro privo di significato. Rassegnata prese la valigetta a scacchi, inserì la combinazione ed estrasse un vocabolarietto che sfogliò in tutta fretta per poi mostrarlo a Loredana col dito premuto sulla parola hallon. Loredana chiuse il vocabolario ed esaminò la copertina. Era un dizionario dallo svedese all’italiano. Lo passò a Livio che dopo esserselo rigirato tra le mani come un orefice con un prezioso di dubbio valore esclamò: “Allora? Cosa mangia la svedesina?”&lt;br /&gt;“Lamponi” rispose Loredana senza staccare gli occhi dalla bambina.&lt;br /&gt;Il ristorante non li aveva freschi, ma essendo il dolce del giorno una torta ai frutti di bosco Loredana ne ordinò tre fette, estrasse i frutti dalla gelatina nella quale erano immersi e li sistemò su un piattino pulito. Ce n’era un bel mucchietto e Charlotte lo divorò avidamente mentre Livio e Loredana erano a metà della prima fetta di pizza.    &lt;br /&gt;Prima che arrivasse il conto Loredana andò un momento in bagno. Quando tornò suo marito stava sventolando una polaroid in attesa che si sviluppasse. Appena si era allontanata, le spiegò, la bambina aveva preso una macchina fotografica dalla valigetta e scattato l’istantanea che lo ritraeva in primo piano con un’espressione tra il sorpreso e il divertito. Loredana guardò Charlotte che sorrise mostrando una fila di dentini bianchi come confetti di zucchero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bambina si addormentò in macchina. Fu Livio a prenderla in braccio e portarla a casa mentre Loredana gli faceva strada aprendogli la porta del palazzo e dell’appartamento, dove furono accolti da un buio avvolgente e da un odore di stoviglie sporche e sigarette spente male. &lt;br /&gt;Loredana se ne accorse subito, accese la luce e aprì la finestra. Il soggiorno con angolo cucina era in subbuglio. Era stata via per due settimane: aveva assistito la madre malata per dare la possibilità alla sorella di prendersi una piccola vacanza. “Meno male che non può vedere lo schifo che hai creato” disse a bassa voce rassettando velocemente ciò che le capitava sotto mano. &lt;br /&gt;“Dove la metto?” domandò Livio che non si era mosso dall’ingresso.&lt;br /&gt;“Mica è una borsa” lo rimbrottò la moglie svuotando un posacenere colmo di cicche in una busta di plastica che pendeva dal braccio di una sedia.           &lt;br /&gt;“Allora mi vuoi dire gentilmente dove hai intenzione di sistemarla?” &lt;br /&gt;“Sul divano intanto, poi va di là e prepara la branda. Dormirà con noi.” &lt;br /&gt;Livio si diede da fare, poi tornò in soggiorno e si sedette a fumare con i gomiti appoggiati sul tavolo mentre la moglie si sfilava i guanti di gomma e li gettava nel lavandino. L’ambiente odorava di detersivo per piatti. Quando si voltò, stanca e col bisogno di stendersi, vide quello che il marito aveva posato di fronte a sé. “Il lucchetto è aperto” disse fissando la valigetta a scacchi. &lt;br /&gt;Loredana prese una sedia e gli si sedette accanto dicendo: “Voglio che mi prometti una cosa.”  &lt;br /&gt;“Che cosa?”&lt;br /&gt;“Qualsiasi cosa troveremo la rimetteremo dentro e faremo finta di non averla mai vista. Non ho mai rubato e non ho intenzione di iniziare stasera.”&lt;br /&gt;“Va bene” disse Livio. Era serio.&lt;br /&gt;Rovistando nella valigetta, oltre alla macchina fotografica e al vocabolario, pescarono un fermaglio per capelli, un astuccio con spazzolino e dentifricio, una spazzola &lt;br /&gt;e un fascicolo rilegato in scura pelle che una volta aperto capirono trattarsi di un album fotografico. Sfogliando le prime pagine videro come l’unico soggetto fosse un’anziana signora dai capelli grigi come fumo di camino. Era ritratta da sola e in ambienti diversi: il centro storico di una cittadina, il salone in penombra di una casa di campagna, in riva al mare, su un masso al centro di un torrente. Sembrava felice e in ottima salute. Loredana pensò subito a sua madre malata nel letto. Un tempo era stata allegra e sorridente anche lei. Livio sfogliò altre pagine stupendosi di come la donna acquistasse man mano un aspetto migliore, fresco e vivace. I capelli non erano grigi come nelle prime fotografie, ma brillavano di un biondo sempre più acceso. Anche lo sguardo aveva qualcosa di diverso o era solo l’effetto della luce essendo una parte delle foto scattate in estate? &lt;br /&gt;“Chi può essere?” chiese Livio.&lt;br /&gt;“Non credo la madre, troppo anziana.”&lt;br /&gt;“La nonna?”&lt;br /&gt;“Perché una bambina se ne andrebbe in giro con l’album fotografico della nonna?”&lt;br /&gt;“Per darglielo. Forse era lei che doveva andarla a prendere alla stazione. Si è sentita male e non ce l’ha fatta.”&lt;br /&gt;“Avrebbe mandato qualcun altro. Questa è gente coi soldi e aver soldi vuol dire avere chi fa le cose al posto tuo.” &lt;br /&gt;“Se ce la fai a informarli prima di avere un infarto.”&lt;br /&gt;“Livio!”&lt;br /&gt;“E’ solo un’ipotesi.”&lt;br /&gt;“Non sei Marlowe.”&lt;br /&gt;“Guarda qua,” disse indicando una pagina in cui l’anziana appariva ringiovanita di una decina d’anni. &lt;br /&gt;“Non è la stessa persona” disse Loredana.&lt;br /&gt;“Però il ciondolo che porta al collo è identico.”&lt;br /&gt;Livio continuò a sfogliare le pagine lentamente rivivendo a ritroso anni e momenti della donna che riacquistava bellezza e sensualità tra le sua mani. A metà album non poteva avere più di trentacinque anni. Loredana, scossa, lo afferrò e lo chiuse.          &lt;br /&gt;“Mi mette i brividi. C’è altro  nella valigetta?” chiese bruscamente per scacciare la sensazione di aver assistito alla vita di un fiore all’incontrario. &lt;br /&gt;“Non mi sembra, ho controllato… aspetta, c’è qualcosa.”&lt;br /&gt;Si trattava di un quadernetto nero poco più grande del palmo della mano di Livio. &lt;br /&gt;A ogni pagina era riservata una Polaroid di primi piani di uomini e donne; ogni tanto qualche bambino. Dormono, pensò Loredana. Anche Livio aveva avuto la stessa impressione. Poi, osservando meglio i tratti irrigiditi dei volti, il pallore della pelle e le palpebre senza spessore, avvertirono il molle e fetido abbraccio di un gorgo senza fondo. L’odore di mille stoviglie sporche e incrostate di cibo andato a male gli invase le narici anche se l’aria profumava di limone. Loredana, scioccata, si precipitò alla finestra per una boccata d’aria. Livio rimase al suo posto. Non riusciva a distogliere lo sguardo dai volti di quei cadaveri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Livio cercò di far ragionare sua moglie attento a non alzare la voce per non svegliare la bambina. &lt;br /&gt;“Bambina? Demonio! Hai visto quelle foto?” sibilò la donna trattenendo la foga.&lt;br /&gt;“Chi ti ha detto che sono vere? Potrebbe essere uno scherzo ben riuscito. E poi se quelli sono davvero morti,” dopo aver pronunciato quella parola diede un’occhiata in giro chiedendosi perché l’avesse fatto, “di sicuro non lo sono per colpa sua.”&lt;br /&gt;“Come fai a dirlo?”&lt;br /&gt;“In metà di quelle foto ci sono uomini, credi che una bambina possa averli uccisi da sola?”&lt;br /&gt;“Livio, so solo che sul nostro tavolo ci sono foto di almeno trenta cadaveri.”&lt;br /&gt;“E se ho capito bene vorresti dirlo alla Polizia.”&lt;br /&gt;“Sarei già lì se non mi avessi fermato.”&lt;br /&gt;“Immagina che bella storia avresti raccontato. Agente, come potevo sapere che la bambina che ho sequestrato alla stazione con mio marito colleziona salme in Polaroid?”&lt;br /&gt;“Non l’abbiamo sequestrata, salvata piuttosto. Avrebbe passato la notte in stazione e comunque avrei detto soltanto la verità. Di certo non è colpa mia se quel… quel mostro!”&lt;br /&gt;“Zitta!” l’ammutolì Livio alzando una mano. &lt;br /&gt;Si udì un rumore proveniente dalla camera da letto seguito da deboli passi sul pavimento. La coppia trattenne il fiato finché Charlotte emerse dalle ombre del corridoio. Dalla bocca ancora leggermente sporca di tracce di lampone fuoriuscirono parole strascicate e incomprensibili. Aveva entrambe le mani al basso ventre. &lt;br /&gt;“Prendo il vocabolario” disse Livio.&lt;br /&gt;“Non serve. Ha bisogno di andare in bagno.”&lt;br /&gt;“Come lo sai?”&lt;br /&gt;“Fidati una buona volta e falle vedere dov’è” disse Loredana dandogli una pacca sul braccio. Livio prese Charlotte per mano e la condusse fuori dal soggiorno. Quando tornò Loredana lo aggredì con una domanda pronunciata a denti strettissimi: “Dov’è finita la tua?”&lt;br /&gt;“La mia cosa?”&lt;br /&gt;“La tua foto, quella che ti ha fatto al ristorante” gli occhi della donna erano più sgranati di un rosario. &lt;br /&gt;“L’ultima volta che l’ho vista ce l’aveva lei.”&lt;br /&gt;“Dobbiamo trovarla” Loredana riaprì la valigetta a scacchi e rovistò dappertutto, inutilmente.&lt;br /&gt;“Forse l’ha buttata” suggerì Livio senza convinzione. &lt;br /&gt;“Impossibile” sua moglie era al culmine del nervosismo, “deve averla lei.”&lt;br /&gt;“Non possiamo cercargliela addosso.”&lt;br /&gt;“Perché no?”&lt;br /&gt;“E’ rischioso, potrebbe... insospettirsi.” Livio si rese subito conto di aver sbagliato risposta. &lt;br /&gt;“Hai paura?” Non rispose. Loredana incalzò. “Non eri tu quello che cinque minuti fa diceva che era solo una bambina?”&lt;br /&gt;L’uomo lottò per riacquistare un briciolo di vigore. Il terrore che gli si era aggrappato addosso da quando si era ricordato della Polaroid lo soffocava. &lt;br /&gt;Perché mi ha fotografato?    &lt;br /&gt;Provò a parlare, ma dalle sue labbra uscì un suono strozzato che si udì appena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decisero di passare la notte sul divano, una scelta che gli avrebbe permesso di controllare la porta di casa e contemporaneamente rimanere il più lontano possibile dalla bambina il cui solo pensiero li raccapricciava.&lt;br /&gt;Avrebbero dormito a turno e appena si fosse fatto giorno sarebbero andati alla Polizia. &lt;br /&gt;Il primo ad addormentarsi fu Livio. Quando si svegliò sua moglie era perfettamente vigile e gli chiese se volesse un caffé. Le rispose che sarebbe rimasto sveglio anche senza. Loredana sospirò, chiuse gli occhi e si addormentò quasi subito. Sognò di trovarsi in una stanza dalle persiane socchiuse; la luce del sole era troppo debole per vedere chiaramente, così fece per avvicinarsi alla finestra, ma appena si mosse avvertì di aver pestato qualcosa. Era scalza e il pavimento totalmente ricoperto di un denso strato vischioso. Finalmente riuscì a spalancare le imposte e quello che a prima vista le sembrò un tappeto di viscere sanguinolente non era altro che un’immensa distesa di lamponi spappolati. Guardando la stanza perfettamente illuminata si accorse che sulla parete più lontana erano appese una serie di istantanee. Si avvicinò alle foto attenta a non scivolare e vide che raffiguravano macabri volti di persone morte, tra i quali riconobbe il suo. &lt;br /&gt;Si svegliò di soprassalto e la luce del giorno le ferì la vista. &lt;br /&gt;Accanto a lei il divano era vuoto. Andò in bagno, ma Livio non c’era. &lt;br /&gt;La porta della camera da letto era socchiusa. La aprì il minimo necessario per sbirciare all’interno. Charlotte dormiva avvolta in un plaid. Il loro letto era vuoto. Tornò in soggiorno; la giacca di Livio era sull’appendiabiti vicino la porta. Le chiavi della macchina e il portafoglio ancora sul tavolo. Prese il cellulare e lo chiamò. Il telefono squillò nella tasca della giacca. &lt;br /&gt;Che fosse uscito per andare al bar? Improbabile, non era sua abitudine fare colazione fuori. Sentì il panico sciogliersi nelle  vene come schiuma di detersivo velenoso in un torrente, dopodichè si rese conto di un particolare che le era sfuggito. La valigetta a scacchi di Charlotte era sparita. Tornò di là. Non erano passati che un paio di minuti, ma la bambina era in piedi e perfettamente vestita: stava sistemando qualcosa nella piccola valigia. &lt;br /&gt;Il vestitino bianco, notò Loredana, le stava più largo di quanto ricordasse e anche il suo aspetto era leggermente differente, più tenero e infantile, come se quelle ore di sonno non l’avessero soltanto fortificata, ma fatta ringiovanire di almeno due anni. Brutalmente, con un tono di voce che non riconobbe suo, le chiese dove fosse suo marito. Charlotte si voltò dedicandole uno sguardo placido, di una benevolenza snervante. Scaricando la frustrazione che le fasciava i nervi Loredana le strappò dalle mani la valigetta a scacchi, tornò in soggiorno e la rovesciò sul tavolo, sicura che la foto di Livio fosse nella macabra collezione di espressioni defunte. &lt;br /&gt;Prese il libretto nero e lo aprì quasi strappandolo alla foto di Livio nel ristorante. &lt;br /&gt;La vista le si oscurò per un attimo quando si concentrò sul suo volto e dovette reggersi alla sedia per non svenire. Come una pianta lasciata troppo tempo senz’acqua, l’espressione di suo marito, fino alla sera prima florida e in carne, aveva assunto uno spento color grigiastro, le labbra erano quasi del tutto sparite all’interno della bocca e gli occhi, che Loredana ricordava spalancati e divertiti, erano chiusi e infossati nelle orbite. Era avvizzito.       &lt;br /&gt;Barcollando, sorreggendosi alle pareti, tornò in camera, dove la bambina l’attendeva in piedi sul letto matrimoniale con la macchina fotografica puntata contro. Loredana si pietrificò sulla soglia e riconobbe, appeso al suo collo, lo stesso ciondolo dell’album fotografico. Ordinò alle sue mani di coprirle il volto, ma non riuscì a muoverle di un centimetro, ogni muscolo del corpo era paralizzato. &lt;br /&gt;Charlotte scattò la foto e dalla Polaroid, come uno sberleffo da terza elementare, fuoriuscì una bianca lingua di cellulosa che subito ghermì con piccole e velocissime dita. &lt;br /&gt;Uscì dalla stanza con la valigia in mano squittendo una risata da brivido. &lt;br /&gt;Sotto shock Loredana la seguì nel soggiorno deserto. Anche il taccuino mortuario era sparito. Spossata si lasciò cadere sul divano, chiuse gli occhi e si abbandonò a un pianto sommesso, perdendo la percezione del proprio corpo che diventò in poco tempo prigioniero di un territorio dove non esistevano parole, tempo e luce. &lt;br /&gt;Non era da sola. Lo percepiva dall’alito caldo delle persone che le respiravano intorno senza produrre alcun suono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una piccola mano di bimba rubò un grosso lampone dal cestello di plastica mentre dagli altoparlanti del supermercato veniva annunciata l’apertura della cassa 4. &lt;br /&gt;Charlotte schiacciò il frutto con la lingua contro il palato e ne gustò il dolce succo leggermente acro. L’irrefrenabile voglia di riassaporare quelle deliziose, rossissime gemme l’aveva colpita all’improvviso la sera del ristorante quando era stata così abile a sfruttare la bontà di quella stupida coppia. Se durante l’infanzia i genitori gliel’avessero permesso si sarebbe nutrita esclusivamente di lamponi, quanto li adorava, e adesso che era ritornata a dimostrare sei anni probabilmente l’avrebbe fatto davvero. Dopotutto che male c’è a soddisfare quello che si è sempre desiderato fare da piccoli e che resta sopito nelle pieghe dell’inconscio per tutta la vita? Stava riscoprendo se stessa, un po’ come si fa dallo psicologo, ma vivendolo concretamente sul proprio corpo. Non le dispiaceva per tutte le morti che aveva causato dal momento che erano essenziali per il funzionamento della macchina fotografica. &lt;br /&gt;La macchina fotografica! Che straordinaria scoperta era stata. La sua vita era cambiata nel momento in cui si era rassegnata al fatto che non potesse offrirle nessun nuovo colpo di scena. &lt;br /&gt;Non seppe trattenersi e rubò un altro lampone, quando una voce squillante alle sue spalle la spaventò. &lt;br /&gt;“Piccola, sei venuta a far la spesa da sola?” &lt;br /&gt;Una ragazza sui vent’anni in tuta da jogging con i capelli corvini raccolti in una treccia  abbandonò il carrello davanti al reparto verdura, si avvicinò alla bambina e le tese la mano amichevolmente. &lt;br /&gt;Charlotte sembrò rifletterci un istante: le sarebbe convenuto ringiovanire più di così?  &lt;br /&gt;Poteva essere rischioso. Si era posta un limite e non osava superarlo.&lt;br /&gt;Decise di sorridere e guardando di sfuggita la piccola valigia a scacchi posò la mano in quella della ragazza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-5005008238558408522?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/5005008238558408522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=5005008238558408522' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5005008238558408522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5005008238558408522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2011/02/little-charlotte.html' title='Little Charlotte'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-AU1PyslOmGc/TWeTCbtpEPI/AAAAAAAAAI8/pj1diDfHzDM/s72-c/3401727825_d3ee931d0b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-8139460044025863687</id><published>2010-12-09T06:49:00.000-08:00</published><updated>2010-12-09T06:50:20.765-08:00</updated><title type='text'>Il buio di vicolo D'Agata</title><content type='html'>Una volta a Roma, prima di imboccare vicolo D’Agata di notte, dovevi accertarti che non ci fosse lo Spettro se non volevi essere assalito da una valanga di bestemmie e insulti che avrebbero persuaso a tornare sui suoi passi l’uomo più imprudente di questo mondo. Ma c’era solo un modo per sincerarsi della presenza dello Spettro, data l’oscurità quasi completa del vicolo scarsamente illuminato. Percorrerlo. A volte ti andava bene. Lo Spettro non era ancora arrivato, o quella notte non sarebbe giunto affatto. A volte ti andava male. Lo Spettro era in piena “terapia”. In ogni modo, per non rischiare di morire di crepacuore, la gente preferiva allungare il giro sperando che prima o poi le forze dell’ordine avrebbero portato via quel disgraziato che, in pieno giorno in un luogo qualsiasi, per la raffinatezza dei suoi abiti e l’affascinante classe di cui era imbevuto, avresti scambiato per un ricco industriale o un noto avvocato.&lt;br /&gt;Quel soprannome gli era stato affibbiato per i finissimi capelli bianchi come ragnatele che fluttuavano nella notte come una lucente medusa nelle scure acque marine. Cosa lo Spettro facesse in quel vicolo e perché si accanisse contro chiunque osasse attraversarlo lo scoprii durante una fredda notte invernale, quando ebbi la fortuna di essere invitato a cena in via Magliotti. &lt;br /&gt;Il civico era il 34 e la facciata est del palazzo si affacciava direttamente su vicolo d’Agata. Sapevo dello Spettro. Anch’io una volta sperimentai il terrore palpitante della sua voce furente che con veemenza mi costrinse a cambiare strada quando decisi tagliare per il vicolo per accorciare il tragitto.&lt;br /&gt;In ascensore sperai che da almeno una stanza dell’appartamento avrei potuto scorgere la stretta e umida strada sottostante, della quale posso dire di non averne mai visto un’altra immersa in un’oscurità maggiore. &lt;br /&gt;Duilio, il padrone di casa, mi disse che l’unica camera che dava su vicolo D’Agata era il bagno di servizio, così mi ci feci accompagnare, aprii la finestra e scrutai verso il basso, distinguendo una coppia passeggiare tranquillamente sui sanpietrini lucidi dalla pioggia caduta fino a qualche minuto prima. Ma non udii alcun grido. Nessuno si avventò sui fidanzati latrando come un demonio ubriaco ed essi arrivarono sino in fondo, sani e salvi, scomparendo dopo aver voltato l’angolo. &lt;br /&gt;- E’ presto. – disse Duilio per il quale era chiarissima la ragione della mia curiosità.&lt;br /&gt;Mi scostai dal davanzale e mi voltai verso di lui. &lt;br /&gt;- Secondo te arriva? – chiesi.&lt;br /&gt;- Ormai viene ogni giorno. -&lt;br /&gt;- A che ora? -&lt;br /&gt;- Di solito verso le undici. - &lt;br /&gt;Duilio mi raccontò che le serate più divertenti le aveva trascorse con Benedetta affacciato alla finestra del bagnetto a osservare lo Spettro mettere in fuga chiunque osasse addentrarsi nella viuzza. Aveva il suo bel da fare soprattutto nel fine settimana, quando il via vai si faceva più fitto e doveva correre comicamente da un’estremità all’altra del vicolo come una pallina da ping pong per bloccare il flusso di gente sgolandosi a più non posso. Se nessuno aveva ancora fatto nulla per portarlo via di lì era perché quell’uomo, mi spiegò Duilio, aveva conoscenze di un certo peso nell’Arma dei Carabinieri. &lt;br /&gt;Andammo a cena e su mia insistenza si parlò dello Spettro. &lt;br /&gt;Seppi che quando non era impegnato a scacciare passanti sgraditi, l’uomo restava immobile al centro del vicolo, gli occhi chiusi e le gambe leggermente divaricate. Non faceva nulla fuorché respirare. Inalava aria, gonfiando il petto, trattenendola nei polmoni, per poi soffiarla fuori, lentamente, producendo il rumore di un pallone che si sgonfia. Poi, appena un passo disturbava la sua concentrazione, si voltava in cagnesco verso l’ingresso del vicolo scagliandosi contro il povero passante a prescindere da chi esso fosse. Oltre a una serie infinita di improperi blaterava frasi sconnesse che avevano a che fare col buio che lo circondava. Il miglior buio della città... e gli altri non avevano il diritto di portarglielo via! Era suo, l’aveva trovato per primo. Fresco, scurissimo, un buio di prima qualità. &lt;br /&gt;Trascorreva nel vicolo anche tre, quattro ore, respirando profondamente la nera aria della notte e aggredendo con discorsi deliranti chi di tanto in tanto aveva la pessima idea di tagliare per vicolo D’Agata. Null’altro.&lt;br /&gt;Null’altro? Volevo vederlo assolutamente!&lt;br /&gt;La cena era terminata e la mia curiosità era montata come panna. Non me ne fregava niente di Duilio che monologava su quanto soddisfatto fosse, dopo aver tanto tribolato, di essere riuscito a sfondare come scenografo, trasferendosi da Milano a Roma. Lo ascoltai per cortesia, annuendo costantemente, giocherellando distratto col cucchiaino del caffé nella tazzina. A soccorrermi fu Benedetta che, alzandosi per sparecchiare, ci informò che erano quasi le undici.&lt;br /&gt;Io e Duilio andammo in bagno. Era passato a descrivermi il laboratorio che aveva aperto sulla Tuscolana, ma le sue parole mi arrivavano vaghe e senza importanza. &lt;br /&gt;Eccola là! La vedevo! Quella testa canuta, dieci metri più in basso, al centro del vicolo dove non un lampione era stato installato, dove non la vetrina di un ristorantino o le luci di un seminterrato rischiaravano le fredde mura che lo delimitavano. &lt;br /&gt;Feci cenno a Duilio di zittirsi e indicai lo Spettro con un dito. L’uomo si stava comportando esattamente come Duilio e Benedetta mi avevano descritto durante la cena. Immobile, respirava a pieni polmoni sbuffando profondamente. Non fece altro per un bel pezzo, circa un quarto d’ora, quando due ragazzi si infilarono nel vicolo chiacchierando animatamente. Con la foga di un leone lo Spettro, sgolando il proprio odio, balzò contro gli intrusi. Si sbracciava, sbatteva i piedi, saltava avanti e indietro come un selvaggio intorno a un totem.&lt;br /&gt;Non trovavo alcun senso in ciò che urlava. &lt;br /&gt;Il buio è mio! Il buio è prezioso! &lt;br /&gt;Porci ladri! Andate a rubarlo da qualche altra parte!      &lt;br /&gt;I ragazzi lo guardarono atterriti. Quello più alto, dopo aver capito dov’erano capitati leggendo l’indirizzo sulla lastra di marmo, strattonò l’amico per la giacca. Senza voltare le spalle allo Spettro i due fecero marcia indietro. L’uomo parve calmarsi. Si lisciò l’elegante cappotto con i palmi delle mani e tornò al centro della stradina, riprendendo quel bizzarro esercizio respiratorio in totale concentrazione.  &lt;br /&gt;Una volta a Roma, prima di imboccare vicolo D’Agata di notte, dovevi controllare che non ci fosse lo Spettro... Ora non più.   &lt;br /&gt;Lo Spettro è morto. &lt;br /&gt;Una sera un gruppo di hooligans del Manchester in trasferta romana per i quarti di Champions ha intuito che la via più breve per il Sir Daniel’s Pub era svoltare per vicolo D’Agata...  &lt;br /&gt;La polizia, dopo i primi accertamenti sulla vittima pestata a sangue, fece una scoperta eccezionale. &lt;br /&gt;Lo Spettro, che di nome faceva Eugenio Ramarri, era nato nel 1878. Aveva 132 anni. Nel suo appartamento fu ritrovato un diario le cui pagine svelavano il mistero delle sue notti nel vicolo oscuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il buio dentro il nostro corpo. Ci penso continuamente. C’è luce dentro di noi?&lt;br /&gt;Nei polmoni, nelle vene, reni, milza, retto, prostata, cavità, mucose, tra un osso e l’altro è buio totale o un po’ di luce dall’esterno riesce a filtrare attraverso la pelle?&lt;br /&gt;Il corpo come scatola. Contenitore di buio. &lt;br /&gt;Mi piacerebbe essere sincerato del livello di oscurità dentro di me, visto che la porto appresso ovunque vado, ovunque mi siedo, mentre parlo, grido, lavoro. &lt;br /&gt;Il buio. Lo sento parte dell’organismo, vivo come ogni cellula, indispensabile come il sangue. &lt;br /&gt;Si sta ammalando anche lui. &lt;br /&gt;Pensate ciò che volete, datemi del pazzo, ma io mi sento spaventosamente bisognoso di una urgente trasfusione di buio, come una stanza chiusa da troppo tempo ha bisogno di spalancare le finestre per tornare a respirare. &lt;br /&gt;Del buon buio. Il migliore della città. Fresco, vitale! &lt;br /&gt;E so dove catturarlo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non abito più a Roma. Ho fatto come Duilio, ma al contrario. Milano! &lt;br /&gt;Al TG delle 20.00 un servizio attira la mia attenzione. &lt;br /&gt;Un inviato dà le spalle all’ingresso di vicolo D’Agata diventato, a quanto pare, la principale meta di pellegrinaggio della città. Respirare la sua aria di notte, afferma il giornalista, fa ringiovanire! Lo scetticismo degli scienziati non persuade i centinaia di visitatori che ogni sera affollano la via. Nessun cenno a Eugenio “Spettro” Ramarri. A breve il comune di Roma aprirà il vicolo al pubblico solo in precise fasce orarie e a pagamento. Il giornalista compie un passo a sinistra permettendo al cameraman di inquadrare il vicolo in profondità. Donne, uomini, vecchi e anche un paio di stralunati bambini condotti lì dai propri genitori fiutano l’aria come animali notturni, assimilando il potere benefico del buio di vicolo D’Agata.&lt;br /&gt;Forse mi sbaglio, ma tra la folla, con gli occhi chiusi e il naso all’insù, mi sembra di riconoscere anche Duilio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-8139460044025863687?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/8139460044025863687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=8139460044025863687' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8139460044025863687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8139460044025863687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2010/12/il-buio-di-vicolo-dagata.html' title='Il buio di vicolo D&apos;Agata'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-5849184790430304890</id><published>2010-09-08T08:13:00.000-07:00</published><updated>2010-09-08T08:16:32.536-07:00</updated><title type='text'>Al posto del nero</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Articolo apparso su Kromo n. 18  del 24 maggio 2010 &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A due mesi di distanza dalla morte di Piergiorgio Iannelli la famiglia ha acconsentito di rendere pubblica la lettera di addio che il noto scrittore ha steso durante i suoi ultimi giorni di vita. &lt;br /&gt;Ritrovato nell’appartamento romano in cui viveva da tempo in completa solitudine il giorno del rinvenimento del corpo, il messaggio, scritto a mano su diversi fogli di carta, è l’ultima testimonianza di uno degli autori italiani le cui opere Le distanze del tempo, Veleno, Trenta bocche, rappresentano uno dei picchi più alti della letteratura contemporanea.     &lt;br /&gt;Nella sua introduzione Damiano Iannelli, padre di Piergiorgio, ci tiene a fornire alcune precisazioni riguardo la lettera che vi proponiamo in esclusiva assoluta.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Introduzione di Damiano Iannelli alla lettera del figlio &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’idea di pubblicare la lettera di Piergiorgio nacque nello stesso momento in cui passò dalle mani della polizia alle nostre. &lt;br /&gt;Sia io che mia moglie siamo certi che é quello che mio figlio avrebbe voluto, ma se abbiamo atteso così a lungo è per un motivo tanto preciso quanto avvilente. &lt;br /&gt;La prima volta che i miei occhi si sono posati sulla lettera ho pensato a uno scherzo, a un errore, non potevo credere che quello che stessi leggendo fosse stato scritto da una penna mossa dalla mano di mio figlio. Parole e intere frasi, vergate a mano con una calligrafia a volte tachigrafica, apparivano prive di senso, sconclusionate, composte da lettere alla rinfusa, tra ampi spazi, righe vuote e punteggiatura quasi del tutto inesistente. Impossibile coglierci un senso. Quello che tutt’ora mi viene in mente ripensando a quelle righe è un sorriso sdentato e irregolare su un volto abituato a sfoggiare da sempre una dentatura perfetta. &lt;br /&gt;Il testo della lettera che state per leggere non è lontanamente paragonabile all’originale trovato nella camera da letto di Piergiorgio più di due mesi fa. E’ stato lavorato da un gruppo di esperti che si sono prodotti in una consistente opera di restauro proprio come accade alle facciate delle chiese per renderle gradite ai passanti. &lt;br /&gt;Perché comprendiate meglio quanto detto riporto le prime tre righe della lettera così come mi apparve la prima volta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;So he l linuagio si      rivlrà co chiroo &lt;br /&gt;     dl uto ffeabile.e.       Nondipen dame Qllo e vichieo &lt;br /&gt;   è     ptare zienza    ditrare    le dovuconclu a lettra     comple.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto mi riguarda è stato deprimente accettare che un farneticare del genere appartenesse a mio figlio, ma la calligrafia non ha lasciato adito a dubbi e la profonda demenza degenerativa che l’ha colpito è l’unica giustificazione a un messaggio che molti di voi, so bene, faticheranno ad accettare come concepibile da quello che un tempo fu un intelletto di rara bellezza, la cui scomparsa non mancherà di tormentarmi ogni giorno della mia vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ricostruzione testuale della lettera originale di Piergiorgio Iannelli&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;So che il mio linguaggio si rivelerà poco chiaro o del tutto inafferrabile. &lt;br /&gt;Non dipende da me. Quello che vi chiedo è di portare pazienza e di trarre le dovute conclusioni a lettura completata.&lt;br /&gt;(Se vi sarà possibile).&lt;br /&gt;Non so bene da dove iniziare, mi è molto difficile trovare la concentrazione e organizzare le idee. Credo sia meglio scrivere di getto senza badare alla forma, visto che non esistono più parametri per distinguere quella corretta da quella sbagliata.&lt;br /&gt;Se in passato l’idea di far sparire il mondo fantasticando a occhi chiusi era uno dei massimi sollievi, adesso sarei disposto a sparire io stesso se potessi ridare alla mia mente la capacità di lavorare limpidamente come una volta.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;[porzione di testo indecifrabile]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Mi sto lasciando morire. &lt;br /&gt;Non sento e non vedo nessuno da giorni, forse più di due settimane. Prima che lo staccassi il telefono squillava di continuo. Un’agonia. La maggior parte delle chiamate proveniva dalla casa editrice. Sapevo che prima o poi si sarebbe fatta viva per sapere a che punto é il romanzo, ma non immaginavo che avrebbe iniziato a farmi pressione così presto. Scrivo per loro da cinque anni e non ho mai mancato una scadenza. Cinque anni di soddisfazioni che hanno cancellato un passato di silenzi, rifiuti, tentativi, giornate trascorse a macchina con la sensazione di battere i tasti a vuoto, mentre il tetto della stanza si abbassa e ti soffoca, e non puoi far altro che affidarti ai pensieri per ricacciarlo verso l’alto come un coperchio di una pentola sull’acqua che bolle.&lt;br /&gt;Io di pensieri non ne ho più e i pochi che riesco a produrre lui li soffoca sul nascere. &lt;br /&gt;Che senso ha vivere in questa condizione?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;[porzione di testo indecifrabile]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ha appena suonato il citofono.&lt;br /&gt;Se potessi azzittirei anche lui, ma le insistenze di chi, tre piani più in basso, si domanda che fine abbia fatto, sono decisamente inferiori alle chiamate che ricevevo durante tutto il giorno. Oltretutto mi chiedo come abbia fatto così tanta gente a scoprire il mio indirizzo noto a pochi amici carissimi. Sicuramente prima o poi la smetteranno di suonare sperando di ricevere risposta, come è altrettanto chiaro che arriverà il giorno in cui i pompieri butteranno giù la porta e mi troveranno in qualche angolo della casa consumato dalla fame, se non ci avrò già pensato io stesso a togliermi la vita in un modo che solo adesso sto iniziando a figurarmi. &lt;br /&gt;Nella mia stanza, devo ancora valutare dove, in bella vista non appena varcata la porta, il primo a entrare noterà questi fogli, che probabilmente passeranno tra le mani di più persone, prima che qualcuno, forse un ispettore di polizia, li legga e finalmente sciolga ogni dubbio sulla mia scomparsa. &lt;br /&gt;Lui apparve non più di tre mesi fa. &lt;br /&gt;Io ne fui terrorizzato. &lt;br /&gt;Sul letto, nel buio della mia camera, pensai di stare dormendo, ma al tempo stesso sapevo benissimo che non era così, perché chi dorme, e non importa in quale sogno possa precipitare, non sente distintamente il ticchettio della sveglia, le macchine oltrepassare di tanto in tanto il tratto di strada sotto la finestra e il battito del proprio cuore crescere all’impazzata come quello di un animaletto imprigionato.  &lt;br /&gt;Aprii gli occhi come a salvare la ragione da un violento incubo e quel grande, profondo occhio che era apparso per la prima volta nel nero del mio campo visivo, sparì immediatamente, lasciando posto a un’oscurità quasi totale attraverso la quale a malapena distinguevo i contorni del bicchiere sul comodino. &lt;br /&gt;Richiusi gli occhi ed eccolo nuovamente, verde scuro, nitido, una membrana muscolare in soffice palpitazione, nudo, senza palpebre né ciglia, non inserito in nessuna orbita e quindi perfettamente sferico, un occhio sgranato che da quella notte, ogni notte, mi fissa nel buio.&lt;br /&gt;Una volta, più per ossessione che per sperimentare le possibili cause delle apparizioni dell’occhio, ho spostato dodici ore avanti tutti gli orologi della casa e mi sono coricato. Come a voler dimostrare maggior furbizia egli non è apparso, ma quella stessa notte sì, puntuale come sempre, un bulbo lattiginoso non più grande di un cipollotto la cui pupilla, nera come una goccia di carbone, si dilata e si contrae come la bocca di una pianta carnivora che inviti un insetto a entrare.&lt;br /&gt;Prima, durante il giorno, qualsiasi cosa stessi facendo, anche un riposo pomeridiano, l’occhio non mi perseguitava e io potevo chiudere le palpebre col sollievo di non essere scrutato contro la mia volontà. Questa era l’unica scappatoia che mi permetteva di non uscire di senno prima di quanto non sarebbe effettivamente successo. &lt;br /&gt;Ciò che mi ha permesso di resistere così a lungo è che durante il primo periodo di allucinazioni ero ancora in grado di scrivere senza ricorrere a sforzi inumani per afferrare il senso dei miei pensieri, sebbene in alcune circostanze iniziassi a sentirli sfilacciati, indefiniti. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;[porzione di testo indecifrabile]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Come potevo immaginare che l’occhio fungesse da catalizzatore e che avesse già iniziato a suggere idee, concetti e ogni cosa sgorgasse dalla mia mente?&lt;br /&gt;Le cose sono cambiate nel giro di pochi giorni, quando l’unica certezza riguardo l’occhio, ossia che apparisse solo quando mente e corpo erano in procinto di abbandonarsi al torpore del sonno notturno, si è frantumata nell’attimo in cui il bulbo ha iniziato a perseguitarmi ogni istante della giornata, piantandosi nella mia cecità come un diamante sulla pelle scura di una donna. &lt;br /&gt;Adesso lo vedo quando sbatto le palpebre, quando chiudo gli occhi sotto la doccia e quando, stanco per la giornata trascorsa, li massaggio con i polpastrelli per dar loro sollievo. &lt;br /&gt;Posso vederlo anche in questo momento, viscido come un uovo senza guscio nel vuoto della mia mente.  &lt;br /&gt;So di non essere pazzo e che l’occhio esiste davvero perché sono convinto che qualsiasi fantasia prodotta, anche la più abbagliante, ha durata limitata nel tempo e soprattutto sa quando è il momento di emergere e quando restare al riparo sotto il peso degli altri pensieri. &lt;br /&gt;Se l’occhio non nasce dalla mia immaginazione ne deduco che é concretamente estirpabile. Ma in che modo? &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;[porzione di testo indecifrabile]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Forse per arrivare a una soluzione, ammesso che esista, dovrei partire da più lontano e interrogarmi su un’altra questione, e cioè a chi appartiene l’occhio? Per quanto mi sforzi di ragionare non arrivo a nessuna conclusione principalmente perché non è racchiuso in nessuna orbita e non ci sono elementi che lo associno a un volto che, tra l’altro, non è detto che possa riconoscere come familiare. E’ come avere tra le dita un dente e dire a chi appartiene. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;[porzione di testo indecifrabile]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Non posso neanche chiudere gli occhi per concentrarmi meglio sulle infinite possibilità che me lo ritrovo davanti come se volesse leggere i miei pensieri. Indubbiamente non è un occhio animale. Nessun altro occhio, se non umano, esprimerebbe quella fulgida sensazione di incertezza e solitudine trasmessa dallo sguardo ciclopico nella mia testa, accentuata dall’umida patina protettiva che lo ricopre, come se ci avessero appena pianto sopra. E’ così una bella immagine un occhio che piange in un altro occhio che mi infastidisce non poterla raffigurare mentalmente dato che lo spazio delle mie fantasie è ostruito da un parassita che assorbe ogni cosa provi a immaginare. &lt;br /&gt;Perché è esattamente questo che la comparsa dell’occhio ha provocato! Avendolo davanti, sono in grado di riconoscere ogni tipo di oggetto, una sedia per esempio, in quanto vive nei miei ricordi, ma se tento di visualizzarla mentalmente [porzione di testo indecifrabile] l’unica cosa che riesco a produrre è un insieme curvilineo e informe senza significato che, per quanti sforzi faccia, in nessun modo riesco a rimodellare secondo ciò che mi ero proposto di pensare, la cui idea, nel frattempo, è completamente svanita dalla mia memoria. &lt;br /&gt;Divorata dall’occhio dentro me. &lt;br /&gt;E’ come quando non vi viene in mente il nome di una persona o di un luogo ma siete convinti di poterlo ricordare da un momento all’altro. Immaginate se vi capitasse con ogni pensiero, immagine o fantasia, ogni giorno, in ogni momento, sempre. &lt;br /&gt;Per colpa di un intruso.&lt;br /&gt;L’occhio ha fame di idee e più mi indebolisco più la sua forza ha il sopravvento. Devo interrompermi parecchie volte prima di rendermi conto di aver scritto appena poche righe, sulle quali sono costretto a ritornare dopo una prolungata pausa [porzione di testo indecifrabile] so che scoprirò sempre numerose lacune nel discorso, errori di sintassi, parole incomprensibili, lettere accostate a caso, il che rende la stesura della lettera atrocemente estenuante, ma indispensabile se voglio che non mi reputiate un codardo fuggito dal peso delle responsabilità, ma una persona che ha combattuto contro un male arrivato improvvisamente.&lt;br /&gt;L’angoscia che l’occhio avrebbe intaccato non solo i miei pensieri si è fatta realtà.&lt;br /&gt;Una mattina, appena sceso dal letto e aver compiuto due passi verso la porta, mi sono involontariamente piegato su un ginocchio senza sapere come agire per continuare a camminare. Ho chiuso gli occhi e ci siamo guardati. Il pensiero di come proseguire l’azione, di mettere un piede davanti all’altro, si è sbriciolato nel buio della sua pupilla. Ho riacquistato la coordinazione delle gambe dopo un prolungato minuto in cui cercavo di mantenere calmo il respiro per non venir sopraffatto da una crisi di panico. &lt;br /&gt;Ora capita che per raggiungere il bagno ci impieghi un quarto d’ora e una volta lì, prima di capire cosa ci sia andato a fare, già mi si sono inzuppati i pantaloni. Raramente riesco a cambiarmi i vestiti. Al posto di camminare, visto che a volte mi riesce impossibile, mi siedo per terra e scivolo sulle natiche fin dove desidero arrivare. In sostanza devo escogitare nuovi sistemi di spostamento per eludere la forza che l’occhio esercita sulle mie facoltà motorie. Spesso uso la sedia della scrivania. Ha le rotelle. Non importa dove vado, basta che mi muova. Mi spingo con le gambe quando l’occhio libera i miei movimenti e anche se finisco a sbattere contro il muro alle mie spalle è una conquista che mi rende felice.  &lt;br /&gt;Ho paura di accendere i fornelli perché non so se sarò in grado di spegnerli. &lt;br /&gt;Ho paura di aprire la finestra perché non so se sarò in grado di chiuderla.&lt;br /&gt;Ho paura di chiedere aiuto perché non voglio finire rinchiuso in nessuna casa di cura.&lt;br /&gt;Preferisco morire che pesare sulla vita di qualcuno. &lt;br /&gt;Anche se volessi comunicare non riuscirei a farmi capire. Ho provato a parlarmi davanti allo specchio e con orrore mi sono reso conto di non essere capace di far uscire alcun suono dalla mia gola. &lt;br /&gt;Concettualmente sono già morto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;[porzione di testo indecifrabile]&lt;/span&gt; ma prima di andarmene fisicamente voglio che l’occhio muoia con me. &lt;br /&gt;Dopo un pomeriggio intero ce l’ho fatta. Ho raggiunto la cassetta degli attrezzi nel ripostiglio e ho preso questo cacciavite. &lt;br /&gt;Farò quello che va fatto. &lt;br /&gt;In questo momento, lottando contro l’occhio, riesco a figurare il mio unico e ultimo pensiero. &lt;br /&gt;E’ bellissimo. &lt;br /&gt;E’ nero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-5849184790430304890?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/5849184790430304890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=5849184790430304890' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5849184790430304890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5849184790430304890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2010/09/al-posto-del-nero.html' title='Al posto del nero'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-2485691869355578189</id><published>2010-08-03T08:47:00.001-07:00</published><updated>2010-08-05T11:50:16.192-07:00</updated><title type='text'>Infezione</title><content type='html'>Più ghiotto del Tempo che si nutre della vita&lt;br /&gt;Amore, avaro, mangia e gusta ogni ferita&lt;br /&gt;che sui morbidi cuori con tagliente lama squarcia&lt;br /&gt;nelle cui piaghe, febbrilmente, senza timore sbircia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso modo in cui le teste mozza il boia &lt;br /&gt;del suo svago millenario Amore mai s’annoia&lt;br /&gt;perché di gonfie cicatrici, ai suoi occhi così pallide,&lt;br /&gt;le molli labbra succhia come amanti in stanze squallide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scorticandosi la gola con un fiume di veleni&lt;br /&gt;al dolore si abbandona gorgogliando versi osceni&lt;br /&gt;e una volta rigettato l’amarissimo tumore &lt;br /&gt;della vita ti ridona ogni brezza, ogni colore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma egoista io lo imploro che lo sfregio da me inferto&lt;br /&gt;non ti levi dalla carne e non chiuda ciò che ho aperto  &lt;br /&gt;affinché la mia infezione appesti chi al tuo fianco &lt;br /&gt;ciecamente hai scelto catturandolo dal branco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-2485691869355578189?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/2485691869355578189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=2485691869355578189' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2485691869355578189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2485691869355578189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2010/08/infezione.html' title='Infezione'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-759458591909386699</id><published>2010-07-05T04:51:00.000-07:00</published><updated>2011-02-14T05:38:35.869-08:00</updated><title type='text'>Mentre la notte continua a entrare</title><content type='html'>Viva è ormai la notte&lt;br /&gt;e liquida&lt;br /&gt;nero fluido mortale&lt;br /&gt;che scivolando tra le case, per le strade&lt;br /&gt;tutto invade&lt;br /&gt;colando su alberi, lampioni, tetti&lt;br /&gt;obbligandoci nei letti&lt;br /&gt;col terrore che gli infissi&lt;br /&gt;siano tutti ben serrati&lt;br /&gt;per non farla penetrare &lt;br /&gt;e morire soffocati. &lt;br /&gt;Durante il temporale&lt;br /&gt;dalla finestra chiusa male&lt;br /&gt;affamato il buio è entrato&lt;br /&gt;mentre ero addormentato.&lt;br /&gt;Riversandosi per terra&lt;br /&gt;scivolando verso il letto&lt;br /&gt;con un tentacolo m’afferra&lt;br /&gt;nella tela son l’insetto.&lt;br /&gt;Scuri artigli lungo le braccia&lt;br /&gt;ce li ho addosso, sulla faccia,&lt;br /&gt;nero inchiostro nella bocca&lt;br /&gt;è la mia ultima filastrocca&lt;br /&gt;perchè sento di annegare&lt;br /&gt;che lentissimo affogare.&lt;br /&gt;Lei, la notte, non si ferma&lt;br /&gt;entra a fiotti come melma&lt;br /&gt;si distende come un manto &lt;br /&gt;sui cuscini su cui ho pianto.&lt;br /&gt;Lei, la notte, un po’ perversa&lt;br /&gt;è un’amica assai diversa&lt;br /&gt;dal mio corpo si allontana&lt;br /&gt;e anche tu sei già sommersa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-759458591909386699?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/759458591909386699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=759458591909386699' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/759458591909386699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/759458591909386699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2010/07/mentre-la-notte-continua-entrare.html' title='Mentre la notte continua a entrare'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-8225409587404521465</id><published>2010-06-24T04:45:00.000-07:00</published><updated>2010-06-24T07:53:52.788-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>I protagonisti di questa storia sono un uomo e una donna non giovanissimi.&lt;br /&gt;Per tutta la durata del racconto non parleranno mai, perché non c’è nulla da dire. Non conosciamo i loro nomi e non ci è dato sapere dove abitano.&lt;br /&gt;Se la loro vicenda venisse trasposta cinematograficamente le immagini sarebbero di un nitido bianco e nero e numerosi i primi piani dei volti stralunati, grotteschi, imbambolati.  &lt;br /&gt;Tutto inizia con un vassoio che avanza traballante, ma con decisione, sul quale sono sistemati cibi particolarmente grassi e insani. Il vassoio, che procede lungo il corridoio di un appartamento, è sorretto dalle mani di una donna. Poiché non le vediamo il volto sono le mani a suggerirci il suo aspetto: dita affusolate, unghie curate laccate di smalto color prugna, una finissima fede all’anulare sinistro. Il vassoio si ferma davanti a una porta chiusa, la donna la apre, entra e si ferma al centro di una camera da letto. &lt;br /&gt;Adesso la osserviamo a figura intera dalla soggettiva di chi, steso sul letto, rantola fastidiosamente come se non riuscisse a inalare sufficiente aria nei polmoni. &lt;br /&gt;Il vestito corto e leggero della donna le lascia scoperte le gambe levigate e ci fa intuire che siamo in estate. &lt;br /&gt;L’immobilità della scena è rotta da due elementi soltanto: il respiro affannoso che proviene dal letto a ritmo regolare e la spallina del vestitino che, improvvisamente, scivola sul braccio della donna. &lt;br /&gt;Solo ora, per la prima volta, le vediamo il viso. &lt;br /&gt;I capelli sono corti con frangetta, neri, naso e bocca minuti e delicati, occhi grandi, neri anch’essi, non è truccata. Annusa il vassoio come una mamma farebbe con la pappa del proprio bambino e sorride radiosa.&lt;br /&gt;Davanti ai vostri occhi, su sfondo nero, appare una scritta a caratteri bianchi: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN UOMO MATURO&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il titolo sparisce dopo pochi secondi per lasciare posto a un uomo di spalle che cammina sul marciapiede diretto verso casa. E’ vestito senza fantasia per l’ennesima giornata di lavoro, il passo flemmatico e ciondolante. Si ferma davanti al portone di un palazzo, estrae un mazzo di chiavi dalla borsa a tracolla e le inserisce nella serratura. &lt;br /&gt;La donna dalla frangetta nera, in cucina mentre sminuzza delle verdure su un tagliere, trasale nell’attimo in cui il marito apre la porta di casa. Tra la soglia della cucina e il corridoio, l’uomo guarda la moglie senza dire una parola. La cinghia della borsa gli scivola dalla spalla e con un gesto impreciso cerca di afferrarla prima che cada.  &lt;br /&gt;Brevi respiri concitati. Spiamo la coppia far sesso nella penombra della propria camera da letto. Non c’è passione né trasporto. Lo sguardo della donna è vacuo e inespressivo mentre l’uomo, sopra di lei, si muove poco abilmente risultando per nulla virile. &lt;br /&gt;Se fossimo lì ci renderemmo conto dell’aria viziata che si respira nella stanza e del leggero sentore di detersivo dato dalle lenzuola lavate di fresco. &lt;br /&gt;Si è fatto giorno. L’uomo, in pigiama davanti al water, sta urinando. Dopo aver tirato l’acqua va al lavandino per guardarsi allo specchio. Sulla pelle liscia e senza imperfezioni della fronte osserva il grosso foruncolo maturatogli durante la notte. Lo tocca con un polpastrello avvicinandosi al vetro. In quello stesso istante la moglie, assonnata e arruffata, entra in bagno; attratta dalla curiosità del compagno si posiziona accanto a lui contemplando a sua volta il brufolo. L’uomo si scosta dal lavandino ed esce. La donna lo segue con lo sguardo.&lt;br /&gt;Poiché le giornate della maggior parte delle persone sono spaventosamente uguali ed è difficile distinguerle se non fosse per pochi minimi dettagli dell’abbigliamento o per le macchine parcheggiate diversamente lungo la strada, ci sembra di rivivere la scena del giorno precedente, in cui l’uomo, di sera, ritorna verso casa. Potrebbe anche camminare all’incontrario perché non ha più senso se sta rincasando o andando a lavoro, dato che soprattutto per il nostro personaggio tempo e luoghi hanno perso ogni significato. &lt;br /&gt;L’uomo cammina dunque, soprappensiero, infatti, quando porta una mano alla fronte per toccarsi il brufolo, lo fa senza accorgersene. &lt;br /&gt;Calda è la notte mentre la coppia si ritrova a far sesso tristemente, implacabilmente, deficientemente sul letto che cigola, e più cigola più lui pensa che i vicini possano sentire, quindi si concentra sulle molle per non farle guaire troppo. Che altro può fare una coppia annoiata se non del sesso annoiato? Non deprimetevi, pur di chiavarla fino in fondo molti di voi non direbbero nulla nemmeno a una donna che vi sbadiglia in faccia. &lt;br /&gt;Zero emozioni sul volto di frangetta nera mentre il compagno si produce in uno sterile orgasmo.&lt;br /&gt;Dissolvenza in nero su gemito strozzato di lui. &lt;br /&gt;Assolvenza su singulto di lei che si sveglia di colpo nel cuore della notte e si mette seduta sul letto. Accende la debole abatjour, beve un sorso d’acqua e si volta verso il marito che, in mutande, dorme con la schiena rivolta verso di lei respirando pesantemente. All’improvviso l’uomo cambia fianco e mi piacerebbe sapere cosa sta sognando visto che per qualche secondo si succhia il labbro inferiore come se ne traesse gran piacere. Lasciando la luce accesa la donna si distende accanto all’uomo e così, immobile e silenziosa, resta a fissare da vicino il foruncolo fattosi più grande e pruriginoso.   &lt;br /&gt;Spero non vi scocci troppo assistere all’ennesima scena in cui il nostro personaggio maschile, solita borsa penzoloni, torna verso casa camminando sullo stesso marciapiede, ripassando accanto agli stessi palazzi, sotto lo stesso cielo di una giornata qualsiasi. Se vi infastidisce e pensate di averne avuto abbastanza cancellatela dalla vostra mente e non visualizzatela più, per quanto mi riguarda farò il possibile per non riproporvela. &lt;br /&gt;Siamo in cucina. L’uomo indossa tuta e maglietta. Non vi dico cosa raffigura la maglietta perché dovrebbe essere bianca, ma purtroppo non lo è. Immaginate che lo sia. Sedutosi al tavolo, attende che la moglie gli serva un abbondante e unto piatto traboccante patatine e pesce fritto guarnito da grassa pancetta. &lt;br /&gt;Frangetta nera si è preparata una leggera insalata di pollo e non appena il marito si porta una patatina alla bocca gli sorride dolcemente riabbassando subito lo sguardo. &lt;br /&gt;Rumore turbinante basso e costante. Due corpi nudi ondeggiano quasi indistinguibili in un’immagine confusa e agitata. indietreggiando lentamente scopriamo la coppia far sesso sul letto attraverso le pale di un ventilatore. Fa molto caldo. L’uomo, sopra la donna, ha la fronte imperlata di sudore e gli occhi chiusi. La donna, totalmente inespressiva, è concentrata sul foruncolo del marito che entra ed esce dal suo campo visivo accompagnato dai sommessi gemiti di lui. &lt;br /&gt;Durante la notte frangetta nera apre gli occhi fissandoci. L’oggetto del suo sguardo è in realtà il brufolo maturo del marito che, leggera, sfiora con un dito. Ritrae la mano, lo tocca di nuovo, più decisa. Senza svegliarsi l’uomo si volta infastidito. La donna rimane immobile, il fiato sospeso, i grandi occhi colmi di desiderio.  &lt;br /&gt;In pigiama, intontito dal sonno, l’uomo entra in cucina. Sul frigo, un messaggio: Mangia tutto! L’uomo, voltandosi, scopre la colazione già servita sul tavolo: uova, pancetta, pane tostato, un barattolo di Nutella dal quale spunta un cucchiaio. Frangetta nera deve essere uscita da poco visto che il cucchiaio, pian piano, ancora affonda nel cioccolato. &lt;br /&gt;Notte. La donna apre gli occhi di colpo. Il marito non è accanto a lei. Il corridoio è rischiarato dalla luce accesa del bagno dove l’uomo, davanti allo specchio, sta per spremersi il brufolo. Come un bianco fantasma la donna, senza far rumore, varca la soglia del bagno e afferra la prima cosa che le capita tra le mani: un phon poggiato sulla lavatrice. L’uomo è a un centimetro dal vetro, gli indici a stretto contatto col foruncolo. Frangetta nera compie un ulteriore passo e lo colpisce con forza sulla testa.&lt;br /&gt;Il brufolo esplode schizzando lo specchio di pus lattiginoso e sangue.&lt;br /&gt;L’uomo cade a terra come uno straccio bagnato. &lt;br /&gt;La donna si china su di lui. &lt;br /&gt;Sulla fronte, al posto del foruncolo, è comparso un foro nero largo un paio di centimetri nel quale, incuriosita e calmissima, la donna infila un dito e lo sfila, lo introduce di nuovo, lo sfila ancora, più e più volte, chiudendo gli occhi e succhiandosi il labbro inferiore mentre il piacere la pervade.  &lt;br /&gt;Poi si avvicina al foro cercando di sbirciarci dentro. &lt;br /&gt;Vediamo il buco dagli occhi della donna, ma non riusciamo a scorgere nulla al suo interno.&lt;br /&gt;La soggettiva si stringe. &lt;br /&gt;Il foro ci inghiotte. &lt;br /&gt;Nero.   &lt;br /&gt;Usciamo dopo qualche secondo, lentamente, ma dalla pupilla della donna, fino a vederla chiaramente in viso e a fermarci a un metro da lei che, sorreggendo il vassoio, sorride fissandoci.&lt;br /&gt;Rapidissimi dettagli di alcune parti anatomiche del marito steso sul letto. Dai polsi, collo, caviglie e ventre rigonfi, capiamo che è obeso e legato mani e piedi da spessi lacci.&lt;br /&gt;D’ora in poi seguiamo tutta la scena dalla soggettiva dell’uomo agonizzante. &lt;br /&gt;Frangetta nera, il sorriso squilibrato ormai sparito dalle sue labbra, siede sul bordo del letto col vassoio sulle ginocchia, allunga una mano e strappa il nastro isolante dalla bocca del marito, il cui respiro è ridotto a un’asma profonda che gli impedisce di parlare, poi, con molta cura, prepara un’abbondante forchettata di cibo fritto grondante olio. &lt;br /&gt;La forchetta si avvicina sempre più verso di noi, sfuocandosi. &lt;br /&gt;La donna, come una mamma che imbocca, dischiude le labbra invogliando l’uomo a mangiare. &lt;br /&gt;La forchetta sparisce nella bocca dell’uomo impallando la nostra visuale. &lt;br /&gt;Nero.&lt;br /&gt;Fine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-8225409587404521465?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/8225409587404521465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=8225409587404521465' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8225409587404521465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8225409587404521465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2010/06/i-protagonisti-di-questa-storia-sono-un.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-5987399136643453371</id><published>2010-06-14T05:37:00.000-07:00</published><updated>2010-06-15T14:27:34.610-07:00</updated><title type='text'>Clarsang, la vergine del vampiro - ovvero - La notte in cui Marta ruppe l'imene</title><content type='html'>In città nessuno a parte Daniele sa che Marta, l’indomani, non sarà più vergine. I suoi partono per la campagna ed è la prima volta che la lasciano un week end da sola. Daniele dormirà da lei, e finalmente lo faranno! &lt;br /&gt;A dire il vero la spaventa più il sangue che il dolore, non sa quanto ce ne potrà essere e spera di non sentirsi troppo in imbarazzo quando gli chiederà di poterlo fare con un asciugamano sotto. &lt;br /&gt;Adesso che è appena passata la mezzanotte, nella semioscurità della propria camera, mentre nella stanza adiacente la mamma e il papà dormono sonni tranquilli, sembra che anche lei, dal sorrisetto beato che le addolcisce le labbra, stia sognando qualcosa di delizioso. In realtà non lo sta sognando. Lo sta solo pensando, ma in fin dei conti che differenza fa? &lt;br /&gt;All’improvviso un rumore la distoglie da ogni fantasia.&lt;br /&gt;Tic, tic, tic, come la punta di una matita picchiettata sul tavolo. &lt;br /&gt;Marta tende le orecchie, non è sicura di aver udito bene.&lt;br /&gt;Tic, tic, tic, proviene dal fondo della stanza… &lt;br /&gt;Con una punta di apprensione Marta si alza dal letto e si avvicina alla finestra. Scostate le tende, scruta attraverso la notte e, come appeso a fili invisibili, scorge un tetro pipistrello sospeso nell’oscurità. Mossa da una forza che non le appartiene apre di poco la finestra quel tanto che basta per impedire al freddo invernale di riversarsi nella camera ben riscaldata, ma sufficiente a far sgusciare il fremente animale tra le ante dischiuse. Quando lo scuro pipistrello, senza il minimo rumore e con regale armonia, dopo un repentino volteggio e un ultimo battito d’ali, si trasforma in umana e nuda creatura, uno splendido sorriso, bianco come il ghiaccio, si allarga sulle labbra di Marta, ormai impotente di fronte al fascino della macabra meraviglia. Senza muovere un muscolo lascia che il vampiro la sollevi da terra con le sue forti e lunghe braccia, ma dopo essere stata adagiata sul letto riapre istintivamente gli occhi per essere sicura che non sia solo un sogno, infatti, quando i figli della notte si sdraiano su una preda, lo fanno così delicatamente che la pressione del loro corpo è quasi impercettibile. &lt;br /&gt;Lui è sempre lì, leggero come la seta, i lunghi canini scintillanti nella penombra della camera.&lt;br /&gt;Il vampiro scosta i capelli corvini dal collo di Marta e quando la azzanna lei spalanca la bocca senza produrre alcun suono. &lt;br /&gt;Non sa se è permesso gridare quando si gode.&lt;br /&gt;La linfa di Marta è così dolce e lei tanto giovane e bella che il vampiro è sicuro di essersi imbattuto, dopo anni di peregrinazione, in una vergine Clarsang (dal rumeno clar = chiaro + sange = sangue), per cui non ha più senso continuare l’eterno viaggio a caccia di sangue sempre nuovo, visto che è impossibile trovarne di migliore. Al tempo stesso non può permettersi che Marta diventi vampiro a sua volta, o c’è il rischio che, iniziando a nutrirsi di sangue umano di scarsa qualità, il suo nettare possa contaminarsi. Per un Nosferatu trattenersi dal vampirizzare una preda è un atto che richiede enorme sacrificio tanto che, umanamente parlando, è come se un uomo rinunciasse al proprio orgasmo per soddisfare completamente la donna che ama. Di certo per un sangue come quello di Marta, fin adesso il più incontaminato che abbia mai assaggiato, una privazione del genere sembra al vampiro il male minore in un mondo alla deriva dove la purezza e il candore sembrano morti nei secoli; oltretutto imbattersi in una Clarsang è sempre più difficile, visto che in tutto il mondo ne nasce una ogni dieci anni. Un vampiro che pasteggia con una vergine Clarsang non può comportarsi come se avesse a che fare con una preda ordinaria. La indebolirebbe, e ciò provocherebbe conseguenze gravissime, prima su tutte, l’insorgere di pericolosi sospetti da parte di chi ruota intorno alla ragazza. Quindi, visto che non può prosciugarla come se stesse succhiando un limone dopo un shot di tequila, il vampiro deve rispettare una tecnica di suzione sanguigna che categoricamente non superi i 400 centimetri cubici, ma, per non correre alcun rischio, è senz’altro meglio riuscire a starne sotto. E’ facile immaginare come tutto questo costringa il non-morto ad agire contro natura, infatti, la proverbiale voracità con la quale da secoli è contraddistinto il suo appetito, di fronte alla rarità e alla delicatezza di una Clarsang, deve assolutamente venire meno, lasciando posto a una delicatezza e un’attenzione proporzionali al rispetto che egli nutre nei confronti del suo preziosissimo sangue. Ogni vampiro é ben cosciente che dopo il primo bacio a una Clarsang la sua esistenza cambierà radicalmente. Se prima era abituato a ingollare anche decine di litri di sangue alla settimana e a sentirsi vigoroso, forte e sempre in salute, d’ora in poi dovrà rinunciare alle soddisfazioni  dell’abbondanza per il bene della vergine stessa, come un marito fedele con la sposa che ama, incappando in fastidi fisici come periodi di prolungata spossatezza, abbassamento di pressione, anemia. La storia insegna che numerosi vampiri assoggettati a una Clarsang siano deperiti al punto da perdere la vita, in quanto è impossibile separarsi da essa: il primo morso stabilisce un legame indissolubile per il quale, se il vampiro dovesse mordere un’altra vittima o la vergine venisse deflorata, egli morirebbe all’istante. &lt;br /&gt;Marta ha appreso tutto questo tra uno sbadiglio e un altro, non vedendo l’ora che il vampiro sloggiasse da camera sua, dal lungo monologo che egli ha appena finito di snocciolarle con tra le ombre della camera da letto. Adesso, distesa tra le sue braccia mentre lunghe dita le scorrono tra i capelli, riesamina la situazione realizzando di essere completamente fottuta. &lt;br /&gt;“Aspetta un attimo!” Marta, affannandosi, scansa il braccio del vampiro e si siede sul letto fissandolo negli occhi con grave serietà, “in sostanza stai dicendo che non posso diventare vampira e che devo conservare la verginità per la tua sopravvivenza?”&lt;br /&gt;“Esattamente” la risposta della creatura è gelida e inespressiva.&lt;br /&gt;“Ma che cazzo! Non potevi dirmelo prima di mordermi?” &lt;br /&gt;“Avrei potuto, ma tu come avresti reagito?”&lt;br /&gt;“Sempre meglio di quanto sto per fare!” Esclamato ciò Marta balza giù dal letto e rimproverando il vampiro con un’occhiataccia di fuoco si avvicina alla porta della stanza. &lt;br /&gt;“Dove vai?” le chiede la creatura improvvisamente disorientata.&lt;br /&gt;“Un momento in bagno” risponde Marta maledicendolo e qui, pensando a cosa inventarsi l’indomani con Daniele, si accomoda sul wc e dischiuse le gambe si accanisce prima con una e poi con due dita contro l’esile membrana che mai avrebbe pensato di profanare in quel modo. &lt;br /&gt;Una volta, mentre si documentava, lesse che la parola deflorazione ha origini latine e significa privare del fiore della verginità. Un’immagine senza dubbio molto poetica, ma in quel momento il fiorellino pareva attaccato al gambo di un carciofo, tant’era duro da recidere. &lt;br /&gt;Presto, un paio di cesoie!&lt;br /&gt;Niente da fare, le dita non sono lo strumento adatto; per giunta - le viene in mente solo ora - se la membrana non si era rotta quell’unica volta che erano state le dita di Daniele ad avvicinarcisi, come pensa di poterla violare lei che ce le ha almeno un paio di centimetri più corte?     &lt;br /&gt;Col terrore che il vampiro possa uscire dalla camera e andarsene in giro per casa e magari imbattersi in suo padre alzatosi per un bicchiere d’acqua, Marta passa in veloce rassegna oggetti e utensili che le capitano sotto gli occhi. Tra tutti quei tubetti di creme e lozioni, spazzolini, dentifrici, profumi e deodoranti, gel per capelli e bigodini le uniche cose che le sembrano adatte all’evenienza sono il manico di una spazzola e i tampax maxi della mamma.&lt;br /&gt;Vada per la spazzola: manico arrotondato, lungo abbastanza, sembra perfetta, e infatti…&lt;br /&gt;Scelta azzeccatissima!&lt;br /&gt;Contemporaneamente alla rottura dell’imene un grido di atroce sofferenza scuote la casa. &lt;br /&gt;“Merda!” sentenzia Marta. Si da una veloce lavata, mette apposto la spazzola e mentre un falò le avvampa tra le cosce esce dal bagno sperando che la mamma e il papà non si siano svegliati. &lt;br /&gt;Come non detto, eccoli lì, immobili e sbigottiti sulla soglia della camera da letto della loro bambina. &lt;br /&gt;La testa di Marta spunta tra loro. &lt;br /&gt;Lo spettacolo è degno di un horror low budget di pessimo gusto.  &lt;br /&gt;Il letto dove il vampiro si è liquefatto è ricoperto da uno strato di maleodorante poltiglia color caffelatte, come se qualcuno ci avesse gettato sopra una secchiata di vomito. &lt;br /&gt;Sono inzaccherate anche le pareti.&lt;br /&gt;Il papà si tappa la bocca con la mano e scappa in bagno.&lt;br /&gt;La mamma, completamente sbiancata, mantenendo la calma, prende il viso della figlia tra le mani e affettuosamente, ma con voce scossa, le domanda: “Amore dolce, è stata la cena?”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-5987399136643453371?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/5987399136643453371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=5987399136643453371' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5987399136643453371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5987399136643453371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2010/06/clarsang-la-vergine-del-vampiro-ovvero.html' title='Clarsang, la vergine del vampiro - ovvero - La notte in cui Marta ruppe l&apos;imene'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-8810966773463967856</id><published>2010-05-24T13:36:00.001-07:00</published><updated>2010-05-24T13:39:14.284-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/S_rjxQUKiXI/AAAAAAAAAGk/BFjXOdbxo9M/s1600/zombie_last_supper.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 199px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/S_rjxQUKiXI/AAAAAAAAAGk/BFjXOdbxo9M/s400/zombie_last_supper.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474938732354898290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brains for dinner&lt;br /&gt;Brains for lunch&lt;br /&gt;Brains for breakfast&lt;br /&gt;Brains for brunch&lt;br /&gt;Brains at every single meal&lt;br /&gt;Why can't we have some guts?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-8810966773463967856?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/8810966773463967856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=8810966773463967856' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8810966773463967856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8810966773463967856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2010/05/brains-for-dinner-brains-for-lunch.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/S_rjxQUKiXI/AAAAAAAAAGk/BFjXOdbxo9M/s72-c/zombie_last_supper.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-4293724171401384576</id><published>2010-05-12T12:37:00.000-07:00</published><updated>2011-02-14T05:41:11.572-08:00</updated><title type='text'>Trenta bocche</title><content type='html'>Dormi con me &lt;br /&gt;facciamo pace&lt;br /&gt;ho un male serio &lt;br /&gt;un cancro atroce.&lt;br /&gt;Sotto la pelle &lt;br /&gt;sento le schegge&lt;br /&gt;dei nostri specchi &lt;br /&gt;che si son rotti.  &lt;br /&gt;Sui loro vetri&lt;br /&gt;noi corpi vecchi&lt;br /&gt;balliamo zoppi &lt;br /&gt;senza più frutti.  &lt;br /&gt;Non ti fermare&lt;br /&gt;sali le scale&lt;br /&gt;non vuoi restare &lt;br /&gt;al tuo funerale? &lt;br /&gt;Silenziose&lt;br /&gt;fino a mattina&lt;br /&gt;due mosche fottono  &lt;br /&gt;sulla tua cena. &lt;br /&gt;Con un sorriso&lt;br /&gt;di là in cucina&lt;br /&gt;che ho nascosto  &lt;br /&gt;dietro la schiena? &lt;br /&gt;La notte è dolce  &lt;br /&gt;ma mette sete&lt;br /&gt;più che un coltello&lt;br /&gt;sembra un machete! &lt;br /&gt;Ti vedo appena &lt;br /&gt;lì nel buio&lt;br /&gt;grigia e opaca  &lt;br /&gt;come l'acciaio&lt;br /&gt;dormi serena&lt;br /&gt;nel mio letto&lt;br /&gt;tra non molto&lt;br /&gt;io ti affetto. &lt;br /&gt;Ti sfioro con un dito &lt;br /&gt;piano piano  &lt;br /&gt;te lo dico, &lt;br /&gt;un po’ più forte lo ripeto: &lt;br /&gt;cosa vuoi che me ne frega &lt;br /&gt;del tuo sangue sul tappeto?  &lt;br /&gt;Muori bene&lt;br /&gt;muori piano&lt;br /&gt;va da sola &lt;br /&gt;la mia mano.&lt;br /&gt;Ora so come si ama&lt;br /&gt;mentre affondo la mia lama!&lt;br /&gt;Muori piano&lt;br /&gt;muori sola&lt;br /&gt;trenta bocche &lt;br /&gt;han le lenzuola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-4293724171401384576?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/4293724171401384576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=4293724171401384576' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4293724171401384576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4293724171401384576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2010/05/trenta-bocche.html' title='Trenta bocche'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-836965382306655732</id><published>2010-01-31T11:49:00.001-08:00</published><updated>2010-01-31T11:56:46.697-08:00</updated><title type='text'>Strani crani</title><content type='html'>Da candido manto  &lt;br /&gt;a fetido fango&lt;br /&gt;in appena due ore&lt;br /&gt;si scioglie la neve&lt;br /&gt;come l’amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strani crani.&lt;br /&gt;Mi avvicino e ti rintani.&lt;br /&gt;Strani crani. &lt;br /&gt;Ti accarezzo e tu mi sbrani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/S2XgBGkfZ8I/AAAAAAAAAGU/LnUcTOTlPhE/s1600-h/converge_axe_to_fall.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/S2XgBGkfZ8I/AAAAAAAAAGU/LnUcTOTlPhE/s320/converge_axe_to_fall.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432994835040528322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-836965382306655732?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/836965382306655732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=836965382306655732' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/836965382306655732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/836965382306655732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2010/01/strani-crani_31.html' title='Strani crani'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/S2XgBGkfZ8I/AAAAAAAAAGU/LnUcTOTlPhE/s72-c/converge_axe_to_fall.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-2370014358346189828</id><published>2010-01-09T04:09:00.000-08:00</published><updated>2010-01-09T04:11:46.161-08:00</updated><title type='text'>Il Virus del Blues</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/S0hyejhgOkI/AAAAAAAAAGE/4qCFVk2fqxs/s1600-h/Jeffrey%2BLee%2BPierce%2BWildweed.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 236px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/S0hyejhgOkI/AAAAAAAAAGE/4qCFVk2fqxs/s320/Jeffrey%2BLee%2BPierce%2BWildweed.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424711620425169474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A Los Angeles, negli anni 80, s’aggirava uno stupratore. Indossava un impermeabile Playmouth grigio e il suo cuore innaffiato di tequila era come i camperos che portava ai piedi: inzaccherato di fango e polvere del deserto del Mojave. Sboccato, osceno, martire di se stesso, Jeffrey Lee Pierce era uno stupratore atipico. Non straziava corpi umani. Le sue vittime erano le radici musicali del rock americano. In testa ai suoi Gun Club s’avventava su di esse con la ferocia di un Ted Bundy al culmine dell’eccitazione sessuale. Afferrate le roots per il collo, amava scorticarle a colpi di lurido punk, oltraggiarle con liriche demoniache e depravate. Le demoliva. Le annientava. Diabolicamente, riconvertiva i canoni del country e del blues in un ibrido viscerale dannatamente seducente. &lt;br /&gt;Giamaica. Terra magica. Voodoo e culti atavici. Il giovane Jeffrey s’imbeve di ciò che incontra durante agitate peregrinazioni nelle terre caraibiche e poi, dopo aver distillato il tutto con abusi di stupefacenti, ritorna a L.A. Qui, circondato da vecchi dischi blues, abbandona la chitarra, passa al microfono e trasforma i Creeping Rituals in Gun Club. Ma la California non è il Mississippi e a Los Angeles, feroce metropoli-vampiro, la riesumazione della ruralità  della musica folk afro-americana non può prescindere dalle inquietudini e dalla rabbia post punk. Ne nasce qualcosa di mai sentito prima, una febbricitante creatura che tuttora istiga i cultori di musica rock a battibeccarsi sul genere d’appartenenza. Post punk, d’accordo, ma non basta. I Gun Club miscelano lo psychobilly dei Cramps col delta blues di Son House e Robert Johnson, rincorrono Bo Diddley lungo autostrade fantasma, costruiscono tribali giochi di luce nell’umida vegetazione di giungle afose e dimenticate. Nel 1981, con Pierce alla voce, Ward Dotson alla chitarra, Rob Ritter al basso e Terry Graham alla batteria, la band registra Fire Of Love, primo enorme passo verso un destino che li vorrà emarginati protagonisti di una rivoluzione biologico-musicale che solo con Jon Spencer sarà ampiamente riconosciuta: la corruzione della sacra tradizione blues attraverso il purulento virus del punk.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-2370014358346189828?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/2370014358346189828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=2370014358346189828' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2370014358346189828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2370014358346189828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2010/01/il-virus-del-blues.html' title='Il Virus del Blues'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/S0hyejhgOkI/AAAAAAAAAGE/4qCFVk2fqxs/s72-c/Jeffrey%2BLee%2BPierce%2BWildweed.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-2709705757934138986</id><published>2009-12-28T14:27:00.000-08:00</published><updated>2011-03-14T04:11:13.503-07:00</updated><title type='text'>Veleno</title><content type='html'>Buio presto.&lt;br /&gt;Buio pesto.&lt;br /&gt;Un altro inverno &lt;br /&gt;che non hai chiesto&lt;br /&gt;arriva lesto, arriva adesso. &lt;br /&gt;Lo zerbino, consumato&lt;br /&gt;come le unghie di un’isterica, &lt;br /&gt;non trattiene più il freddo &lt;br /&gt;delle scale condominiali&lt;br /&gt;e il fiato di Gennaio, &lt;br /&gt;veleno,&lt;br /&gt;scivola sotto la porta&lt;br /&gt;ghiacciando il corridoio.&lt;br /&gt;Di nuovo, come un caffé,&lt;br /&gt;sali lenta fin da me&lt;br /&gt;che non ho neanche&lt;br /&gt;il tempo di sanguinare &lt;br /&gt;mentre mi faccio la barba.&lt;br /&gt;Il fiato di Gennaio,&lt;br /&gt;veleno,&lt;br /&gt;scivola sotto la porta &lt;br /&gt;ghiacciando il corridoio &lt;br /&gt;ma mi basta una moka &lt;br /&gt;per scaldare la cucina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-2709705757934138986?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/2709705757934138986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=2709705757934138986' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2709705757934138986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2709705757934138986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/12/veleno.html' title='Veleno'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-940803456059432888</id><published>2009-10-05T05:36:00.001-07:00</published><updated>2009-10-05T05:36:25.788-07:00</updated><title type='text'>Piano piano nell'orecchio</title><content type='html'>Sei come una bella storia. &lt;br /&gt;Ma le storie sono di tutti e passano di bocca in bocca.&lt;br /&gt;Sei di chi a letto ti consuma prima di puntare la sveglia,&lt;br /&gt;di chi al bar fa andare la lingua non soltanto per chiedere il rabbocco,&lt;br /&gt;di chi usa la fantasia e t’inventa dal nulla per apparire come non è, &lt;br /&gt;di chi dice d’avere il coraggio di viverti sulla propria pelle,&lt;br /&gt;di chi scrive di te perché non ti avrà mai.&lt;br /&gt;E di chi di notte t’ascolta… &lt;br /&gt;con la testa sul cuscino e gli occhi chiusi, &lt;br /&gt;raccontata piano piano nell’orecchio…&lt;br /&gt;perché a me non piace che le belle storie siano di tutti. &lt;br /&gt;Piano piano nell’orecchio…&lt;br /&gt;senza che nessuno ti senta,&lt;br /&gt;mentre al bar si chiedono dove sei finita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-940803456059432888?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/940803456059432888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=940803456059432888' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/940803456059432888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/940803456059432888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/10/piano-piano-nellorecchio.html' title='Piano piano nell&apos;orecchio'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-5249068434108584029</id><published>2009-09-20T09:42:00.000-07:00</published><updated>2010-06-25T01:11:22.132-07:00</updated><title type='text'>Niente chiavata della buonanotte</title><content type='html'>La mia finestra affaccia su un piccolo parco. Ci sono quattro panchine di ferro battuto e anche se è notte fonda distinguo chiaramente la donna distesa su una di esse. Non so il suo nome, ma so che non sta dormendo, e anche se a prima vista potrebbe sembrare una disgraziata gonfia di vino so che non lo è. Quella donna, che doveva essere la mia chiavata della buonanotte, è morta due ore fa. Vi potete fidare se ve lo dico. &lt;br /&gt;L’ho uccisa io.  &lt;br /&gt;Lo so. E’ tremendo, atroce. Assolutamente d’accordo…&lt;br /&gt;Ma dite, siete voi a decidere quando improvvisamente la vostra mano s’avvicina alla guancia per darvi sollievo dal prurito?&lt;br /&gt;Certe cose non si possono controllare. Sbaglio?&lt;br /&gt;Non scelgo le mie vittime. Sono loro che scelgono me. Volano come mosche nella tela del ragno. Io mi limito ad aspettare, annoiato come le troie, guardando distrattamente oltre le teste degli altri. &lt;br /&gt;Prima o poi si è ricompensati. &lt;br /&gt;Come stanotte. &lt;br /&gt;Anche se le cose non sono andate per il verso giusto. &lt;br /&gt;Regola principale. Muoversi sempre, non frequentare mai lo stesso locale più di una volta la settimana. &lt;br /&gt;Un paio di ore fa mi trovavo al bancone del Neu.&lt;br /&gt;Sinceramente non sopporto la musica troppo alta, così ho proposto alla ragazza che avevo puntato qualche minuto prima, e che finalmente aveva deciso di avvicinarsi - peccato per gli zigomi un po’ troppo squadrati - di uscire all’aria aperta. Mi ha seguito. Davanti all’ingresso del locale non è stato difficile convincerla ad accompagnarmi a comprare un pacchetto di sigarette. &lt;br /&gt;Il Neu è perfetto. Isolato. Fuori città. Nessuna si è mai tirata indietro se per raggiungere il tabaccaio più vicino propongo di fare un salto in macchina. &lt;br /&gt;Lei ha bevuto molto. Mentre guido smette di parlare solo quando… &lt;br /&gt;“Cristo!” &lt;br /&gt;Affondo di colpo il piede sul freno. &lt;br /&gt;La macchina slitta sull’asfalto umido, mi accosto cautamente sul ciglio della strada. Catapultata come un macigno verso il cruscotto, la vedo sbattere forte le ciglia. Sembra un bambino che affoga. &lt;br /&gt;“Cos’era?” Si drizza sul sedile, lo sguardo disorientato.&lt;br /&gt;“Un animale mi sa.” &lt;br /&gt;“Non ho sentito la botta… L’hai preso sotto?”&lt;br /&gt;“Sicuro.” Slaccio la cintura di sicurezza e apro lo sportello della macchina. &lt;br /&gt;“Che fai?”&lt;br /&gt;“Do un’occhiata.” &lt;br /&gt;Fingo di controllare fanali e parafango. Non ci sono né tracce organiche, né ammaccature. Accarezzo la carrozzeria e osservo quello che potrebbe essere sangue di cane. &lt;br /&gt;Quando lei sporge la testa dal finestrino la sua voce suona pungente nella notte placida:&lt;br /&gt;“Cosa c’è?”. &lt;br /&gt;“Non lo so... C’è del sangue.”&lt;br /&gt;Scende dall’auto e mi raggiunge davanti al cofano caldo. Immobile, fisso gli insetti che sbattono ciecamente contro il vetro dei fanali. &lt;br /&gt;“Dopotutto”, dico. “Non sono tanto diversi da noi.” &lt;br /&gt;“Come?”&lt;br /&gt;Le rifilo un brutale pugno sulla tempia e l’afferro tramortita tra le braccia. Poi, dopo averla adagiata sull’asfalto, la soffoco con le mie stesse mani.  &lt;br /&gt;Altra regola fondamentale. Naturalezza. Comportarsi nel modo più disinvolto possibile. Lo faccio sempre. Parcheggio la macchina vicino casa, prendo in braccio il corpo della ragazza e salgo in ascensore fino al mio appartamento. &lt;br /&gt;Una volta, davanti l’ascensore, ho incrociato un tale che mi guarda e mi fa: “Idem mia moglie… Non le si sta più dietro se ha un bicchiere in mano.” &lt;br /&gt;Abbiamo riso.   &lt;br /&gt;Sbarazzarsi di un cadavere è un’operazione che richiede cura nei minimi particolari, ma non è così problematico come molti di voi pensano.  &lt;br /&gt;Guardo l’ora. Le 04:12. &lt;br /&gt;Il parco è deserto e lei sempre lì, debolmente illuminata dalla luce opaca dei lampioni. &lt;br /&gt;Appostata vicino all’ingresso del palazzo, anche la macchina della polizia non s’è mossa. &lt;br /&gt;Mi sono accorto di quei figli di puttana appena ho svoltato nella via di casa. &lt;br /&gt;Sono in due. L’agente alla guida ha fumato tre sigarette da quando li osservo. &lt;br /&gt;Ora accende la quarta e il collega abbassa un altro po’ il finestrino.  &lt;br /&gt;Sono lì per me?&lt;br /&gt;C’è stata qualche segnalazione?&lt;br /&gt;Ho corso un rischio tremendo a non lasciare la ragazza in macchina, ma se i poliziotti avessero fatto una ronda e l’avessero notata sarebbero risaliti a me dalla targa. Inoltre non avevo altre possibilità per controllarla senza sforzo dal terzo piano del palazzo. Sono sicuro che dalla posizione in cui si trovano gli sbirri non possono vederla. La visuale di quel preciso angolo di parco è ostruita da un camion da trasloco parcheggiato. &lt;br /&gt;C’è solo da aspettare che le merde si levino dai coglioni. Se dovessero scoprire la ragazza mentre aggirano il giardiano quasi certamente la scambierebbero per una senzatetto e tirerebbero dritti.  &lt;br /&gt;Mosso da un'idea decido di andare al telefono. Compongo il 113. Dico di abitare in via Faenza, la mia parallela. Spiego che in strada è da molto va avanti una chiassosa lite che mi tiene sveglio. M’informano che mandano subito una pattuglia. Molto bene. Ringrazio e torno alla finestra, con la speranza di vedere l’auto accendere fari e motore, immettersi in strada e svoltare a sinistra. &lt;br /&gt;Ovviamente non succede niente di tutto ciò.&lt;br /&gt;Se non si muovono loro, devo muovermi io.  &lt;br /&gt;Esco di casa. Cercando di mantenere la calma di uno che sta andando ad affittare un film supero gli sbirri facendo finta di non accorgermi di loro.&lt;br /&gt;Dall’altro lato della strada c’è una fermata dell’autobus. Di quelle con la tettoia. La raggiungo, mi siedo, e resto in attesa di un barlume. &lt;br /&gt;Alcuni minuti dopo non capisco se è un’ombra quella che vedo scivolare tra le panchine o uno strano gioco di luce prodotto dai rami degli alberi. &lt;br /&gt;Trattengo il fiato. &lt;br /&gt;Immobile, fisso l’ingresso del giardino. &lt;br /&gt;Vento non ce n’è. L’aria è piatta. &lt;br /&gt;All’improvviso, a un colpo di tosse che pare uscito dalla gola di Mangiafuoco, segue un robusto scaracchio che schiocca sull’acciottolato come un colpo di frusta. &lt;br /&gt;Un vecchiaccio lordo con una bottiglia di non so cosa in mano si sofferma sotto il fascio di luce di un lampione e lì resta per qualche secondo, muovendo circolarmente il bacino come se si stesse sgranchendo per un match di hola hoop. La sua faccia ha lo stesso colore giallognolo di dita macchiate di nicotina.&lt;br /&gt;Poi si ferma. Improvvisamente.  &lt;br /&gt;So quello che ha visto il figlio di puttana. &lt;br /&gt;Non posso fare nulla. Non posso andare lì e tentare di fargli cambiare idea. Sbronzo com’è inizierebbe a ululare come un coyote con le vesciche al culo facendo balzare lì la polizia in un baleno. &lt;br /&gt;A passi incerti s’avvicina alla ragazza. La guarda per un minuto abbondante. Alla fine decide di scuoterle una spalla. &lt;br /&gt;Crederà di aver trovato una più sbronza di lui.  &lt;br /&gt;Come previsto non perde tempo. Rapidamente, controfigura di un bulletto che sta decidendo se rubare le caramelle al supermercato, si guarda attorno con gli occhi fuori dal cranio. &lt;br /&gt;A sfilare la gonna e le calze della morta ci mette meno che a slacciarsi la cintura, e felice com’ero io prima di vedere quelle teste di cazzo davanti casa, le monta addosso che è un piacere, non prima di averle passato una mano fradicia di saliva sulla fica.   &lt;br /&gt;Una sciccheria! &lt;br /&gt;Poi qualcosa che non va per il verso giusto. L’uomo esita, si scosta e guarda tra le gambe nude e pallide della ragazza con aria perplessa. Infine, come se stesse rivoltando un materasso, la gira con la schiena verso l’alto e torna a farsela da dietro.    &lt;br /&gt;Dopo quaranta minuti di solenne chiavata il pezzente si drizza in piedi, raccoglie la bottiglia che aveva posato a terra e con le braghe calate ne trangugia una lunga sorsata. &lt;br /&gt;Soddisfatto, prima di rialzarsi i pantaloni, rigira il cadavere nella posizione in cui l’aveva trovato, forse ansioso di non lasciare segni della sua impresa. Regala un rutto alla notte e se ne va.  &lt;br /&gt;Alle 6 sono ancora sotto la tettoia. Il cielo si è ormai schiarito e di tanto in tanto qualche pedone assonnato mi sfila davanti guardandomi distrattamente. Per lo più persone anziane che sembra non abbiano idea di dove strascinare i piedi, costrette a uscire dalle fauci dei palazzi dalla forza dell’abitudine.&lt;br /&gt;Ho addirittura il privilegio di assistere alla prima fermata dell’autobus. Non scende nessuno, io non salgo e il conducente riparte grattando la marcia.   &lt;br /&gt;Mezz’ora dopo il traffico torna ad appestare le strade e finalmente i poliziotti, come se la luce del sole potesse arderli da un momento all’altro, si scollano da quel pezzo di strada. &lt;br /&gt;Riattraverso il parco passando il più possibile vicino alla panchina e, senza soffermarmi troppo, guardo verso il sesso scoperto della ragazza.   &lt;br /&gt;Sinceramente non ricordo se m’aveva detto il suo nome, ma probabilmente, se andassi a sbirciare la sua carta d’identità, scoprirei d’aver assassinato un certo Gennaro, o Ettore, il cui cazzo floscio timidamente rischiarato dalle prime luci del giorno sembra il pesce d’Aprile d’uno squilibrato.     &lt;br /&gt;L’aver ucciso un transessuale mi fa sentire triste e depresso. Ho sempre rispettato il loro essere ai margini della società. La mia migliore amica è un trans e mi manca molto, ora che si è trasferita a Francoforte.  &lt;br /&gt;Acuto come un angolo, un grido di donna costringe un ragazzo col cane a girarsi bruscamente. Il cane abbaia, ma il guinzaglio lo strozza. &lt;br /&gt;Io tiro dritto. Di sicuro qualche signora si è imbattuta nell’oscenità senza vita del parco. Immagino che nel giro di qualche minuto la zona sarà più in fermento di un Multisala.  &lt;br /&gt;Con la mente proiettata a dove andare a caccia da mezzanotte in poi (il Waves? Il Double Dare?) tiro fuori le chiavi del portone e sbircio come sempre verso i quotidiani del giornalaio. Mi avvicino per leggere meglio: “Calciatore minacciato. Chiede e ottiene scorta notturna sotto abitazione.” &lt;br /&gt;Al centro della pagina, a colori, la foto del mio palazzo e una macchina della polizia.  &lt;br /&gt;A casa mi affaccio alla finestra col pensiero che da domani dovrò seriamente impegnarmi a cercare una nuova abitazione. Un uomo senza hobby è un uomo finito.  &lt;br /&gt;Un gruppo di persone ha circondato la panchina del parco e un tale in giacca e cravatta parla animatamente al telefono. Forse con la polizia. Un bambino indica col dito il membro flaccido della salma tirando la mamma per il tailleur.  &lt;br /&gt;Il camion dei traslochi non s’è mosso. &lt;br /&gt;Col buio non me n’ero accorto. Qualche simpaticone ha imbrattato il fianco del furgone con una cubitale N di spray rosso qualificando la ditta in traslochi per transessuali. &lt;br /&gt;Magari, penso, se chiamo la TraNslochi De Lieto ci pensano loro a ripristinare la moralità del quartiere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-5249068434108584029?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/5249068434108584029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=5249068434108584029' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5249068434108584029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5249068434108584029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/09/niente-chiavata-della-buonanotte.html' title='Niente chiavata della buonanotte'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-8793034398094958993</id><published>2009-08-31T10:58:00.000-07:00</published><updated>2009-08-31T10:59:23.100-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SpwPbkuTbGI/AAAAAAAAAF8/hPeY1Yp97Gs/s1600-h/Teschio+con+sigaretta+-+van_gogh.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 238px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SpwPbkuTbGI/AAAAAAAAAF8/hPeY1Yp97Gs/s320/Teschio+con+sigaretta+-+van_gogh.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5376189021562301538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-8793034398094958993?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/8793034398094958993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=8793034398094958993' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8793034398094958993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8793034398094958993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/08/blog-post_31.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SpwPbkuTbGI/AAAAAAAAAF8/hPeY1Yp97Gs/s72-c/Teschio+con+sigaretta+-+van_gogh.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-5895738705520791505</id><published>2009-08-31T08:07:00.000-07:00</published><updated>2010-10-08T06:55:52.186-07:00</updated><title type='text'>Quarto piano. Scala C</title><content type='html'>La Terra gira su un’orbita più schifosa&lt;br /&gt;delle notti in cui ti fissi&lt;br /&gt;sul respiro soffocato della tangenziale.&lt;br /&gt;C’è un tratto sotto la finestra &lt;br /&gt;in cui le macchine sono costrette&lt;br /&gt;a scalare in seconda.&lt;br /&gt;Dalle tapparelle abbassate il rumore&lt;br /&gt;è di gole asfissiate.&lt;br /&gt;Il preservativo è come il suo sguardo.&lt;br /&gt;Pallido.&lt;br /&gt;Sorride carnivora e gode per disperazione&lt;br /&gt;perché non sa fare altro,&lt;br /&gt;il sesso caldo come le lacrime &lt;br /&gt;che cerca di nascondere. &lt;br /&gt;Una volta era il desiderio a renderla bella,&lt;br /&gt;adesso è una puttana&lt;br /&gt;ma le vuoi bene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-5895738705520791505?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/5895738705520791505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=5895738705520791505' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5895738705520791505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5895738705520791505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/08/quarto-piano-scala-c.html' title='Quarto piano. Scala C'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-3099894164384994618</id><published>2009-08-11T09:08:00.000-07:00</published><updated>2009-08-11T09:11:20.709-07:00</updated><title type='text'>Sulla scura sponda</title><content type='html'>Rassicurato &lt;br /&gt;dal canto d’anfibi &lt;br /&gt;sulla scura sponda del lago&lt;br /&gt;avverto la bellezza funebre dell’oscurità  &lt;br /&gt;fremere come una creatura cieca appena nata. &lt;br /&gt;Peccato che &lt;br /&gt;come spuma sulla cresta dell’onda&lt;br /&gt;non riusciamo a non vivere sulla superficie di noi stessi,&lt;br /&gt;soffocati dai battiti del nero cuore dell’accadere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-3099894164384994618?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/3099894164384994618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=3099894164384994618' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3099894164384994618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3099894164384994618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/08/sulla-scura-sponda.html' title='Sulla scura sponda'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-6786332472838405025</id><published>2009-08-01T08:59:00.000-07:00</published><updated>2009-08-01T09:09:57.190-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SnRm60hM9uI/AAAAAAAAAF0/kfMzvEPUiLM/s1600-h/front+cover.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 317px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SnRm60hM9uI/AAAAAAAAAF0/kfMzvEPUiLM/s320/front+cover.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5365026216821454562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eisbär - Eisbär&lt;br /&gt;kaltes Eis&lt;br /&gt;kaltes Eis.&lt;br /&gt;Eisbär - Eisbär &lt;br /&gt;Oh Eisbär!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ich möchte ein Eisbär sein im kalten Polar&lt;br /&gt;dann müßte ich nicht mehr schrei'n&lt;br /&gt;alles wär' so klar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eisbär'n müssen nie weinen.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-6786332472838405025?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/6786332472838405025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=6786332472838405025' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/6786332472838405025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/6786332472838405025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/08/blog-post.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SnRm60hM9uI/AAAAAAAAAF0/kfMzvEPUiLM/s72-c/front+cover.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-5710219045056044699</id><published>2009-07-04T07:24:00.001-07:00</published><updated>2009-09-22T04:28:55.875-07:00</updated><title type='text'>Fame di catrame</title><content type='html'>In tre sulla strada dei rischi.&lt;br /&gt;All’orizzonte solo teschi&lt;br /&gt;solo fuoco lungo i boschi.&lt;br /&gt;Alle spalle lasciano i resti&lt;br /&gt;d’alcolisti &lt;br /&gt;e camionisti,&lt;br /&gt;di teppisti &lt;br /&gt;e anticristi. &lt;br /&gt;Come saette sulla strada dei rischi,&lt;br /&gt;a caccia di sangue, &lt;br /&gt;vento&lt;br /&gt;e whisky.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfugge il sole oltre la pianura. &lt;br /&gt;A fari rotti nella notte scura &lt;br /&gt;ogni buca è una sciagura,&lt;br /&gt;ogni curva una scongiura.&lt;br /&gt;Ma quando il grido alle loro spalle&lt;br /&gt;sembra la risata della valle,&lt;br /&gt;in realtà, strappandosi dalle ossa la pelle,&lt;br /&gt;arde e urla il terzo ribelle.&lt;br /&gt;Restano in due sulla strada della paura.&lt;br /&gt;Veloci verso il domani,&lt;br /&gt;il domani che non dura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche per dei pirati di polvere&lt;br /&gt;diventano troppi i chilometri &lt;br /&gt;da percorrere&lt;br /&gt;senza carne da mordere e&lt;br /&gt;cosce da stringere.&lt;br /&gt;In mezzo al deserto un miraggio. &lt;br /&gt;Un locale sotto le stelle&lt;br /&gt;col suo dannato rock selvaggio.&lt;br /&gt;Lasciano la strada con cautela&lt;br /&gt;ma l’assordante clientela&lt;br /&gt;si fa subito silenziosa.&lt;br /&gt;L’atmosfera velenosa. &lt;br /&gt;Spietate li fissano.&lt;br /&gt;Con lo sguardo li oltrepassano.&lt;br /&gt;Sembrano più di diecimila.&lt;br /&gt;E loro…&lt;br /&gt;Gli unici uomini del Mama Tequila. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un attimo si perdono di vista,&lt;br /&gt;circondati da serpenti&lt;br /&gt;dalle spire soffocanti. &lt;br /&gt;Una pantera s’avvicina. &lt;br /&gt;Lo bacia. Tra le altre lo trascina.&lt;br /&gt;Con una mano gli slaccia la fibbia,&lt;br /&gt;lui la stende sulla sabbia.&lt;br /&gt;“Il diavolo è in cerca di una sposa...&lt;br /&gt;Sei tu la mia rosa?"&lt;br /&gt;Sussurra il secondo ribelle&lt;br /&gt;fremendo sotto le stelle. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come cagne eccitate dallo stesso osso&lt;br /&gt;gli si lanciano tutte addosso:&lt;br /&gt;un succulento antipasto&lt;br /&gt;prima d’unirsi alle altre&lt;br /&gt;e venerare la notte&lt;br /&gt;divorando il corpo dell’ultimo rimasto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più furbo,&lt;br /&gt;l'altro aveva finto di lasciarsi ammaliare&lt;br /&gt;come Ulisse in mezzo al mare.&lt;br /&gt;Non dal cantico delle sirene,&lt;br /&gt;ma dalla carne delle puttane.&lt;br /&gt;Al momento buono&lt;br /&gt;dal suo fucile esplose un tuono. &lt;br /&gt;Una nube di sangue.&lt;br /&gt;Cervella ovunque.&lt;br /&gt;Un inferno, uno sfacelo.&lt;br /&gt;Tra le cannibali scese il gelo. &lt;br /&gt;Egli scappò,&lt;br /&gt;tornò alla moto e accelerò. &lt;br /&gt;Riprese a respirare solo quando&lt;br /&gt;le luci del Tequila&lt;br /&gt;non furono lontane e flebili &lt;br /&gt;come la fiamma di una candela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da solo sulla strada dei rischi.&lt;br /&gt;All’orizzonte solo teschi&lt;br /&gt;solo fuoco lungo i boschi.&lt;br /&gt;Alle spalle lascia i resti&lt;br /&gt;di compagni&lt;br /&gt;e di ribelli.&lt;br /&gt;D’amici&lt;br /&gt;e di fratelli. &lt;br /&gt;Selvaggio sulla strada della paura.&lt;br /&gt;Veloce fino al domani,&lt;br /&gt;il domani che non dura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-5710219045056044699?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/5710219045056044699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=5710219045056044699' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5710219045056044699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5710219045056044699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/07/fame-di-catrame.html' title='Fame di catrame'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' 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src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-4319295174985833545?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/4319295174985833545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=4319295174985833545' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4319295174985833545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4319295174985833545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/06/sauri.html' title='Sauri'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-55364910819629870</id><published>2009-06-10T11:00:00.000-07:00</published><updated>2009-06-10T11:03:12.569-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/Si_1N5GCfjI/AAAAAAAAAFs/lxFlGQqUU_g/s1600-h/Lords+of+the+new+church.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 318px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/Si_1N5GCfjI/AAAAAAAAAFs/lxFlGQqUU_g/s320/Lords+of+the+new+church.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345760901725322802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hey hey we're in the movie&lt;br /&gt;I feel up and I feel groovy&lt;br /&gt;Let's go out and get some of that&lt;br /&gt;Gimme gimme gimme some Russian Roulette&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-55364910819629870?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/55364910819629870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=55364910819629870' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/55364910819629870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/55364910819629870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/06/hey-hey-were-in-movie-i-feel-up-and-i.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/Si_1N5GCfjI/AAAAAAAAAFs/lxFlGQqUU_g/s72-c/Lords+of+the+new+church.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-395779270541818074</id><published>2009-06-07T09:47:00.001-07:00</published><updated>2009-09-21T04:08:02.191-07:00</updated><title type='text'>Lunitudine</title><content type='html'>Dov’eri stasera?&lt;br /&gt;La luna era piena.&lt;br /&gt;Scoppiava di crema.&lt;br /&gt;Lacrimava. &lt;br /&gt;Il suo pianto &lt;br /&gt;soltanto&lt;br /&gt;me bagnava.&lt;br /&gt;Luna piena,&lt;br /&gt;suprema!&lt;br /&gt;Qua sotto tutto trema.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-395779270541818074?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/395779270541818074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=395779270541818074' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/395779270541818074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/395779270541818074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/06/lunitudine.html' title='Lunitudine'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-3611287860334666829</id><published>2009-06-02T06:39:00.000-07:00</published><updated>2009-06-02T06:41:47.966-07:00</updated><title type='text'>Dentro il sogno di un vampiro</title><content type='html'>Mi soffermo un istante &lt;br /&gt;dentro il sogno di un vampiro.&lt;br /&gt;Eccitato mi desto all’alba&lt;br /&gt;con in gola il suo respiro.&lt;br /&gt;E febbrilmente prego! &lt;br /&gt;Prego davanti allo specchio&lt;br /&gt;che non sia solo il mio delirio.&lt;br /&gt;Li sfioro.&lt;br /&gt;Li rimiro e &lt;br /&gt;li rimiro…&lt;br /&gt;Scintillanti, nella mia bocca,&lt;br /&gt;così scarlatti,&lt;br /&gt;sono i denti del vampiro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SiUr7KCqSYI/AAAAAAAAAFk/tU2vhs1_8yo/s1600-h/VampireNosferatu.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 246px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SiUr7KCqSYI/AAAAAAAAAFk/tU2vhs1_8yo/s320/VampireNosferatu.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342724828252752258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-3611287860334666829?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/3611287860334666829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=3611287860334666829' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3611287860334666829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3611287860334666829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/06/dentro-il-sogno-di-un-vampiro.html' title='Dentro il sogno di un vampiro'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SiUr7KCqSYI/AAAAAAAAAFk/tU2vhs1_8yo/s72-c/VampireNosferatu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-3645512105489092988</id><published>2009-05-26T01:47:00.000-07:00</published><updated>2009-05-26T01:53:55.384-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/ShuuHuu-xhI/AAAAAAAAAFc/M2v9fewEwFc/s1600-h/Derek+Raymond.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/ShuuHuu-xhI/AAAAAAAAAFc/M2v9fewEwFc/s320/Derek+Raymond.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340053231005255186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'appartamento era in uno stato di squallore desolante.&lt;br /&gt;Oltre la porta della cucina riuscivo a vedere cataste di bottiglie vuote; sotto il letto sfatto il pavimento era disseminato di mozziconi.&lt;br /&gt;La donna parlava ininterrottamente con voce bassa, impastata, e il tanfo di spazzatura toglieva il respiro. &lt;br /&gt;Sulla tavola ricoperta di tela cerata che ci separava, una mezza porzione di sardine galleggiava nell'olio; lì accanto, una bottiglia di whisky vuota.&lt;br /&gt;Intanto fuori una pioggia pungente cadeva su un parco spoglio dove l'erba era stata calpestata dagli andirivieni senza meta dei disoccupati finché non era rimasto che fango.&lt;br /&gt;Mi alzai e andai a guardare fuori attraverso la pioggia.&lt;br /&gt;Giusto sotto di me un uomo si stava liberando dei suoi stracci per restare a petto nudo come se fosse una giornata magnifica.&lt;br /&gt;Le sue labbra rosse incorniciate da una barba riccia restavano spalancate, per chiudersi solo quando la bocca incontrava il collo della bottiglia, che poi tornava a posare accanto a sé sulla panca. &lt;br /&gt;La pioggia gli scorreva addosso, gli scivolava sulle costole, insistente come un ricattatore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Derek Raymond - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Aprile è il più crudele dei mesi&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-3645512105489092988?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/3645512105489092988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=3645512105489092988' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3645512105489092988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3645512105489092988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/05/lappartamento-era-in-uno-stato-di.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/ShuuHuu-xhI/AAAAAAAAAFc/M2v9fewEwFc/s72-c/Derek+Raymond.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-9027332060695702062</id><published>2009-05-24T10:33:00.000-07:00</published><updated>2009-05-24T10:49:00.975-07:00</updated><title type='text'>L'Animale</title><content type='html'>Fatti mangiar &lt;br /&gt;dall’animale,&lt;br /&gt;non deve mai &lt;br /&gt;patir la fame.&lt;br /&gt;Vuole tutto&lt;br /&gt;il tuo caviale, &lt;br /&gt;non lo senti&lt;br /&gt;come sale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti scoppia dentro&lt;br /&gt;l’animale&lt;br /&gt;con un crampo &lt;br /&gt;intestinale.&lt;br /&gt;Dagli tutto &lt;br /&gt;il tuo arsenale:&lt;br /&gt;la tua bomba &lt;br /&gt;verticale!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendi in mano &lt;br /&gt;l’animale&lt;br /&gt;è un attrezzo &lt;br /&gt;niente male,&lt;br /&gt;non la smette &lt;br /&gt;di schizzare&lt;br /&gt;e io mi sento&lt;br /&gt;un gran maiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ama farti &lt;br /&gt;sanguinare&lt;br /&gt;in un modo &lt;br /&gt;originale:&lt;br /&gt;niente lama &lt;br /&gt;di pugnale,&lt;br /&gt;zero scampo&lt;br /&gt;vaginale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti spaventa&lt;br /&gt;l’animale?&lt;br /&gt;Non è mica&lt;br /&gt;un criminale.&lt;br /&gt;Se t’afferra&lt;br /&gt;sulle scale,&lt;br /&gt;ha una stretta&lt;br /&gt;micidiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Te lo dice &lt;br /&gt;anche il dottore,&lt;br /&gt;è il miglior &lt;br /&gt;medicinale!&lt;br /&gt;Dai non essere&lt;br /&gt;banale,&lt;br /&gt;salta in sella&lt;br /&gt;all’animale!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-9027332060695702062?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/9027332060695702062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=9027332060695702062' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/9027332060695702062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/9027332060695702062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/05/lanimale.html' title='L&apos;Animale'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-9054110917652811488</id><published>2009-05-21T09:00:00.000-07:00</published><updated>2009-05-21T09:07:55.155-07:00</updated><title type='text'>Ho inventato una storia vera</title><content type='html'>Cazzo ve lo giuro! &lt;br /&gt;Vi chiederete come sia possibile. O l’hai inventata, direste, o l’hai presa da un fatto realmente accaduto. &lt;br /&gt;E invece no. L’ho inventata e poi è accaduta. Non proprio per filo e per segno, ovvio, non esattamente come l’avevo immaginata. I nomi per esempio, i nomi non sono gli stessi, e nemmeno i luoghi assomigliano a quelli della mia storia. Addirittura le facce! Le facce non c’entrano proprio niente. Non so come mai. Le facce dei protagonisti dico. La ragazza, la vecchia cotta al sole, Samuel… Volti completamente diversi. &lt;br /&gt;Però è accaduta. &lt;br /&gt;Coincidenza? Non lo escludo. Quello che conta  è che è successo esattamente quello che io ho immaginato. &lt;br /&gt;Lo so che state pensando. Come faccio a sapere che sono accaduti proprio gli stessi fatti? &lt;br /&gt;Non è poi così difficile. Mi sono accaduti di persona...  &lt;br /&gt;L’asfalto bollente del piazzale dell’università…la desolazione irreale di un sabato di luglio alle tre del pomeriggio… ecco la vecchia!…gli appostamenti…Samuel che non si leva mai dal cazzo…&lt;br /&gt;Dovrei andare con ordine, ma adesso che devo iniziare a raccontarvela non so se scrivere la storia che ho in mente o la storia vera. &lt;br /&gt;Cambierebbe poco, in sostanza non cambierebbe affatto, ma non so quale delle due prendere per buona, quale utilizzare. Anche se sono praticamene identiche m’infastidisce sceglierne una al posto dell’altra. So già che scrivendo quello che ho immaginato lo descriverei diversamente che se vi raccontassi passo passo quello che ho vissuto. E non so quale vi piacerebbe di più. Non so se mi spiego… E’ come quando vedi un film tratto da un libro che hai letto. La storia… &lt;br /&gt;Come? &lt;br /&gt;No! Ma sentili… Non se ne parla! Maccheccazzo! Mi sa che m’avete preso per uno di quei soggetti che stanno seduti davanti a un computer a cacare fuori frasi su frasi, pagine su pagine, picchiettando sui tasti lettere del cazzo su lettere del cazzo. Un fottuto scrittore cristoddio! &lt;br /&gt;Scrivile tutt'eddue... Ho sentito bene? Scrivile tutt'eddue… Gli stronzi! Come no…  &lt;br /&gt;Sapete che c’è? Non vi racconto un cazzo e facciamo prima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-9054110917652811488?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/9054110917652811488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=9054110917652811488' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/9054110917652811488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/9054110917652811488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/05/ho-inventato-una-storia-vera.html' title='Ho inventato una storia vera'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-1183678720276690082</id><published>2009-05-17T11:37:00.001-07:00</published><updated>2009-05-17T11:39:38.140-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/ShBZkIiKDnI/AAAAAAAAAFU/ksqFTkVlyS0/s1600-h/A-Scanner-Darkly-1.png"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 198px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/ShBZkIiKDnI/AAAAAAAAAFU/ksqFTkVlyS0/s320/A-Scanner-Darkly-1.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336864035734949490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se fosse possibile vedere l’esterno dall’interno di un corpo di un morto, si riuscirebbe ancora a vedere ma non si potrebbero muovere i muscoli oculari, al punto che non si sarebbe più in condizione di mettere a fuoco. &lt;br /&gt;Non si potrebbe girare né la testa né tanto meno i bulbi oculari. &lt;br /&gt;Tutto quello che si potrebbe fare sarebbe di attendere il transito di un oggetto. &lt;br /&gt;Si sarebbe come ghiacciati. Immobili ad aspettare e ad aspettare. Sarebbe una scena tremenda. &lt;br /&gt;Ti piacerebbe guardare fisso una lattina di birra per tutta l’eternità? &lt;br /&gt;Potrebbe anche non essere così brutto. Non ci sarebbe più nulla da temere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Philip K. Dick&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-1183678720276690082?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/1183678720276690082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=1183678720276690082' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1183678720276690082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1183678720276690082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/05/se-fosse-possibile-vedere-lesterno.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/ShBZkIiKDnI/AAAAAAAAAFU/ksqFTkVlyS0/s72-c/A-Scanner-Darkly-1.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-6127523572381862612</id><published>2009-05-14T09:06:00.000-07:00</published><updated>2009-05-14T09:08:07.878-07:00</updated><title type='text'>L'immaginazione non basta</title><content type='html'>Guidava la sua macchina nera nella notte della città.&lt;br /&gt;Era cattivo.&lt;br /&gt;Non c’erano particolari motivi perché lo fosse. &lt;br /&gt;La famiglia l’amava, gli amici lo rispettavano, la donna lo credeva il miglior compagno che avesse mai avuto. &lt;br /&gt;Ma era cattivo. Crudele. Spietato.&lt;br /&gt;Era nato così. &lt;br /&gt;80. 90. 100 all’ora. Non andava da nessuna parte. Non pensava. &lt;br /&gt;Stringeva i denti e accelerava.&lt;br /&gt;Voleva che tutti sapessero chi era il più cattivo. &lt;br /&gt;Il più cattivo del quartiere. &lt;br /&gt;Cazzo! Il più cattivo della città. &lt;br /&gt;C’è qualcuno più cattivo di me? Si chiese grattandosi le palle.  &lt;br /&gt;Ce n’è solo uno più stronzo in questa fica marcia di città?&lt;br /&gt;Poi si schiantò a 120 all’ora contro un furgone che non aveva rispettato lo stop. &lt;br /&gt;Prima di morire, cercando di capire cosa fosse quella cosa che gli picchiettava sul ginocchio &lt;br /&gt;(era il suo cervello), espresse un desiderio. &lt;br /&gt;Un intenso desiderio dai neri abissi del suo cuore nero.&lt;br /&gt;Un pensiero rapido ed enorme, unico. &lt;br /&gt;Scommetto &lt;br /&gt;che non riuscite &lt;br /&gt;neanche solo a iniziare &lt;br /&gt;a immaginare &lt;br /&gt;quale esso sia, vero?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-6127523572381862612?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/6127523572381862612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=6127523572381862612' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/6127523572381862612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/6127523572381862612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/05/limmaginazione-non-basta.html' title='L&apos;immaginazione non basta'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-5811571587288653124</id><published>2009-05-13T15:45:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T15:46:34.555-07:00</updated><title type='text'>Stanche ombre</title><content type='html'>Sulle giornate&lt;br /&gt;che non si lasciano vivere&lt;br /&gt;scivolano stanche ombre&lt;br /&gt;come i fluidi &lt;br /&gt;che vedo scorrere&lt;br /&gt;lungo le tue cosce.&lt;br /&gt;Perché erigi &lt;br /&gt;fatiscenti rovine&lt;br /&gt;oltre il velo &lt;br /&gt;dei miei incubi?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-5811571587288653124?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/5811571587288653124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=5811571587288653124' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5811571587288653124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5811571587288653124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/05/stanche-ombre.html' title='Stanche ombre'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' 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href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/1905235517808031586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=1905235517808031586' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1905235517808031586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1905235517808031586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/05/pomeriggio-in-bilico.html' title='Pomeriggio in bilico'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-7548124255950893374</id><published>2009-03-03T06:06:00.000-08:00</published><updated>2009-03-24T05:40:03.474-07:00</updated><title type='text'>E i corvi?</title><content type='html'>A volte faccio come le troie. Guardo distrattamente oltre le teste degli altri come se non esistessero. E aspetto. &lt;br /&gt;“Predi… il …turo?” Mi chiede un po’ impastata. Neanche mi guarda. &lt;br /&gt;“Come?” Mi piego sulla sua bocca rossa. &lt;br /&gt;“Predici il futuro?” Solleva il cocktail dal bancone. I suoi occhi scivolano su quelli ghiacciati di Nosferatu il Vampiro, il cui volto smunto ghigna sulla mia maglietta. &lt;br /&gt;“E’ Nosferatu, non Nostradamus! Io al massimo arrivo a due buchi sul collo.” Capovolge di colpo la testa all’indietro e si copre il volto con una mano pallida. Inizia a ridere poco spontaneamente dicendo che figure del cazzo così le fa spesso. Dice anche qualcos’altro, ma alle mie orecchie non arriva una sola parola completa. &lt;br /&gt;Le casse appese alle colonne di cemento battono come neri cuori sotterranei costringendo me ad alzare la voce e lei a scostarsi di qualche centimetro per non graffiarsi eccessivamente i timpani, già belli conci dalla serata agli sgoccioli.  &lt;br /&gt;Mi sporgo oltre il bancone e faccio cenno al barista di avvicinarsi. Quando la sua faccia stanca e gonfia mi è a un palmo dal naso ordino da bere. Lei ha smesso di ridere e mi guarda in silenzio, le labbra strette all’estremità della cannuccia. &lt;br /&gt;Non voglio sapere il suo nome. Mi piacerebbe conoscerla poco approfonditamente, solo qualche futile informazione per colmare i fastidiosi squarci di silenzio, e galleggiare finché ho fiato sulla superficie vaga della sua personalità. &lt;br /&gt;“Balliamo?”&lt;br /&gt;Strizza un poco gli occhi oltre le mie spalle, come a concentrarsi sul pezzo che le casse hanno iniziato a vomitare sulla pista violacea. “Sunglasses!” &lt;br /&gt;“Balliamola.” Raggiungiamo il centro del locale e sotto le luci guizzanti, prima di posare il bicchiere ai piedi di una colonna, la osservo attentamente per una manciata di secondi, giusto il tempo per assimilare il suo fisico fragile e minuto, capire che mi piace, e ribadire a me stesso il desiderio di non conoscere nient’altro di lei se non l’odore della sua pelle chiarissima.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo seduti su un divanetto davanti a una parete specchiata. Non ci siamo più detti una parola. Tra noi e i nostri riflessi abbagliati dallo strobo, la pista semi deserta. Una ragazza scivola attraverso l’oscurità e si accovaccia davanti al divanetto. I suoi occhi sono due teste di cerino fosforescenti. &lt;br /&gt;“Noi andiamo. Tu che fai?” All’entrata del locale, appoggiato alle parete dell’arco di pietra, un ragazzo con un mazzo di chiavi in mano punta il suo sguardo dalla nostra parte.  &lt;br /&gt;La ragazza accovacciata non ha ancora ottenuto risposta. M’intrometto: “Restiamo. Ti porto a casa io.” &lt;br /&gt;Le amiche si scambiano un’occhiata veloce. “Ti fidi?” Le chiede quella, ignorandomi come se non esistessi. &lt;br /&gt;Lei alza le spalle e mi domanda: “Hai bevuto?” &lt;br /&gt;“Certo. Perché il tipo là secondo te è sobrio?” Muovo la testa verso l’ingresso, aspettando una sua risposta e ignorando l’amica. Come se non esistesse. &lt;br /&gt;“Torno con lui. Ti chiamo domani!” La ragazza ai piedi del divano si solleva, bacia l’amica sulla guancia lasciandole un livido di rossetto e, senza salutarmi, attraversa la pista, ancheggiando convinta, cosciente del fatto che i miei occhi sono incollati sulle sue chiappe.  &lt;br /&gt;Non appena parte una canzone decente ci alziamo contemporaneamente e raggiungiamo il centro della pista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cristo!” Affondo di colpo il piede sul freno. La macchina slitta sull’asfalto umido e io mi accosto col cuore in gola sul ciglio scuro della statale. Fortunatamente non avevamo nessuna macchina alle spalle. Addormentatasi da qualche minuto e catapultata come un macigno verso il cruscotto, la ragazza senza nome sbatte forte gli occhi come un bambino che affoga. Si drizza sul sedile, lo sguardo ancora bagnato di sonno. &lt;br /&gt;“Cos’era?”&lt;br /&gt;“Un animale, mi sa.” &lt;br /&gt;“L’hai preso sotto?”&lt;br /&gt;“Sì.” Slaccio la cinta e apro lo sportello della macchina.&lt;br /&gt;“Che fai?”&lt;br /&gt;“Do un’occhiata.”  &lt;br /&gt;L’auto è avvolta da una cataratta di foschia e l’aria è densa del concime che sale dai campi  adiacenti. Controllo i fanali e il parafango. Non ci sono né tracce organiche, né ammaccature. Mi avvicino al margine della strada, dove ha inizio un terreno erboso che di colpo si incurva verso il basso trasformandosi in un fosso nero. Accarezzo l’angolo della carrozzeria sotto il fanale e portando la mano davanti la luce osservo quello che potrebbe essere sangue di cane. E’ vischioso, ancora caldo. E’ da quando ho inchiodato che mi ostino a pensare di aver tirato sotto un cane, ma all’improvviso ho la rapida visione di un vagabondo ubriaco che cammina sul ciglio della statale diretto verso l’alba di febbraio. Mi servirebbe una torcia per penetrate le ombre del fosso. Guardo nel buio sperando che gli occhi si abituino alle tenebre, ma non scorgo che un indistinto grigiore prodotto dalla foschia che la luna tinge d’argento.  &lt;br /&gt;“Cosa c’è?” La ragazza sporge la testa dal finestrino. La sua voce è subito inghiottita dalla notte gelida. &lt;br /&gt;“Non lo so. C’è del sangue.”&lt;br /&gt;Prima di risalire in macchina resto qualche secondo immobile davanti al cofano caldo, a fissare gli insetti che sbattono ciecamente contro il vetro dei fanali. Dopotutto non sono tanto diversi da noi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entriamo in città sfrecciando accanto a un gruppo di case basse e senza vita. &lt;br /&gt;“Non ricordo come ti chiami.”&lt;br /&gt;“Non te l’ho detto.” Le dico senza staccare gli occhi dalla strada.&lt;br /&gt;“Nemmeno io mi sa...”&lt;br /&gt;“Non dirmelo.”&lt;br /&gt;“Non vuoi saperlo?”&lt;br /&gt;“No.”&lt;br /&gt;“Perché?”&lt;br /&gt;“Mi piace non saperlo.” Non aggiungo altro. Dopo un paio di semafori, prima di rallentare a un incrocio che sembra una voragine, le chiedo se devo andare a destra o a sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un forte spasmo lungo tutta la gamba mi risveglia da un incubo vivido e tremendo, facendomi involontariamente colpire il polpaccio di lei stesa al mio fianco. Mi metto a sedere sul bordo del letto e sfilo il preservativo che viene via morbidamente come la pelle di un serpente. &lt;br /&gt;Incastrati nella mia mente, bocconi sfilacciati dell’incubo. &lt;br /&gt;Sono in piedi sulla statale, con la macchina accesa accanto e una figura al suo interno che mi guarda dal finestrino appannato. Ho una torcia in mano e la punto rapidamente verso l’oscurità, nel punto in cui sento provenire un rumore liquido, come di melma smossa. Il fascio di luce non fa che aumentare l’intensità della foschia, costringendomi a discendere di qualche passo il dislivello del fosso. Improvvisamente mi rendo conto che l’aria che esce dal mio naso, seppur debolmente, è in grado di diradare un po’ della foschia che mi circonda. Così soffio forte, come un bambino sulla sua quinta torta di compleanno o un vecchio sulla sua ottantesima. Indirizzo la torcia dove il rumore si fa più intenso ed eccolo la, riverso a terra. Non capisco cosa sia. La sua carne è consumata, succhiata all’inverosimile come un seno ricco di latte obbligato a sfamare una frotta di neonati affamati. &lt;br /&gt;La ragazza è stesa su un fianco. Ha aperto gli occhi e mi rivolge la parola con un filo di voce. “Sognavi di giocare a pallone?”&lt;br /&gt;Sorrido. &lt;br /&gt;“Sei strano.”&lt;br /&gt;“Mi dispiace averti svegliato.”&lt;br /&gt;“Adesso ti va di sapere il mio nome?”&lt;br /&gt;“No. Che ore sono?”&lt;br /&gt;Prende il cellulare dal comodino. La luce del display illumina i tratti dolci del suo viso. Se dovessi tirare a indovinare direi che il suo nome inizia per M. &lt;br /&gt;“E’ presto. Le 10,” mi dice. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sole timido e lebbroso illumina il paesaggio senza voglia, mentre ripercorro gli stessi chilometri fatti inversamente poco prima dell’alba. &lt;br /&gt;Ho insistito perché potessi andare da solo, ma lei è stata risoluta e prima che potessi infilarmi il cappotto era già sull’uscio di casa. Ora è seduta accanto a me, le gambe accavallate ed entrambe le mani sulle ginocchia. &lt;br /&gt;“Non ci credo che ti sono cadute le chiavi di casa,” asserisce freddamente.&lt;br /&gt;“Se non mi credi perché sei venuta.”&lt;br /&gt;“Ammettilo. Vuoi vedere quello che hai investito...”&lt;br /&gt;Completo una rotonda.    &lt;br /&gt;“E centra l’incubo che hai fatto.”&lt;br /&gt;Un’auto ci sorpassa e duecento metri più avanti viene inghiottita dalla nebbia. Mi volto verso di lei: “Chi te lo dice che ho fatto un incubo?”&lt;br /&gt;“Ti agitavi.”&lt;br /&gt;“Non vuol dire niente. Stavo semplicemente sognando.”&lt;br /&gt;“Anche io ho fatto un incubo. Lo vuoi sentire?”&lt;br /&gt;“No.”&lt;br /&gt;“Ero sul ciglio della strada e tu eri in macchina. Mi guardavi da dietro il finestrino appannato. Però avevo una torcia e…”&lt;br /&gt;“Basta.”&lt;br /&gt;“Ascolta anch’io voglio vedere quello che hai investito.”&lt;br /&gt;“Non l’hai visto nel sogno?”&lt;br /&gt;“No. Era incomprensibile. Era… squagliato?”&lt;br /&gt;Usciamo dalla città per venire abbracciati dai colori smorti della campagna. Un sentore pungente di sterco fuoriesce dai bocchettoni dell’aria condizionata. &lt;br /&gt;Dopo venti minuti di statale e di silenzio: “Ti ricordi il punto esatto?” La sua domanda arriva nel momento in cui scorgo i segni della frenata sull’altra corsia.  &lt;br /&gt;“No.”&lt;br /&gt;“E quindi?”&lt;br /&gt;“Quindi siamo arrivati.” Accosto sulla destra e tiro il freno a mano. Una volta dall’altra sponda percorriamo avanti e indietro almeno cento metri di terreno, le teste basse rivolte verso il fosso illuminato dalla tremolante luce del giorno, efficace come quella di una cella frigorifera o di un obitorio a ferragosto.&lt;br /&gt;“Vedi niente?” Mi domanda lei a una ventina di passi di distanza. &lt;br /&gt;Le vado incontro. “No. Tu?”&lt;br /&gt;“Nulla, però guarda.” Indica verso il campo, dove cinque o sei corvi, strappando e lacerando con i loro becchi acuminati, si cibano tra l’erba alta. Afferro un sasso e lo scaglio verso di loro. Dopo una piroetta spaventata nell’aria immobile, ridiscendono elegantemente sul fortunato banchetto. &lt;br /&gt;“Stai qui”, dico scendendo verso il fosso. Salto affondando nel terreno argilloso e pregno d’acqua. Raccolgo un’altra pietra e la scaglio verso gli uccelli affamati. Tre di loro volano via immediatamente, mentre gli altri desistono, continuando a beccare e strappare. Batto le mani e lancio un grido. I corvi, berciando sguaiatamente, si alzano in volo. Mi assale una vampata di calore e nello stesso istante in cui muovo un altro passo, le mie narici sono invase da un odore acre e sgradevole. &lt;br /&gt;Poi lo vedo. Lo vedo, ma non lo distinguo. I miei occhi non inviano al cervello informazioni necessarie per comprendere le sue fattezze. E’ adagiato su un letto di fango e di erba acciaccata. Deve aver strisciato fin lì dal ciglio della strada, morendo durante la notte. Adesso il suo corpo è martoriato dalle beccate, pallido come una perla. Incarnazione della tristezza.&lt;br /&gt;“Che cos’è?!” Mi chiede la ragazza ad alta voce. E’ arrivata a metà declivio. &lt;br /&gt;Le urlo di risalire.&lt;br /&gt;“L’hai trovato?”&lt;br /&gt;“No!” Ritorno da lei mentre i corvi ripiombano sul campo. Saltiamo il fosso e atterriamo sul terreno compatto della statale. &lt;br /&gt;“Perché non vuoi dirmi cos’era?”&lt;br /&gt;“Perché non ho visto niente.”&lt;br /&gt;“E i corvi?”&lt;br /&gt;“Semi. C’è un sacco di semi abbandonato.”&lt;br /&gt;Attraverso la strada e mi fermo davanti allo sportello della macchina. Lei non mi segue, i capelli mossi dal vento. In lontananza un grande camion galoppa ad alta velocità lungo la grigia lingua d’asfalto. Lo seguo con lo sguardo, mentre il rumore si fa più intenso e profondo. E’ a un centinaio di metri da noi quando la ragazza, portandosi le mani alla bocca, urla per farsi sentire:&lt;br /&gt;“Mi chiamo M…!” Il resto del nome viene divorato dal rombo pesante del mezzo, ovattato dalle ragnatele della nebbia e scalciato lontano dallo spostamento dell’aria, che mi fa vacillare contro lo specchietto dell’auto.&lt;br /&gt;Quando la campagna ritrova il suo silenzio mortale le dico che lo sapevo già.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/Sa2cl4EPaqI/AAAAAAAAAFM/EwodWS8SojE/s1600-h/491339_34244834.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/Sa2cl4EPaqI/AAAAAAAAAFM/EwodWS8SojE/s320/491339_34244834.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309071710258948770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-7548124255950893374?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/7548124255950893374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=7548124255950893374' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7548124255950893374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7548124255950893374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/03/e-i-corvi.html' title='E i corvi?'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/Sa2cl4EPaqI/AAAAAAAAAFM/EwodWS8SojE/s72-c/491339_34244834.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-1865779784422519572</id><published>2009-02-26T09:36:00.000-08:00</published><updated>2009-02-26T14:07:06.942-08:00</updated><title type='text'>Sotto lo strobo</title><content type='html'>Pregnant-shemale-sado-dwarf.&lt;br /&gt;Fisso lo strobo mentre &lt;br /&gt;nuove porno categorie &lt;br /&gt;affollano la mia mente &lt;br /&gt;come un pavimento sotto l’albero di Natale.   &lt;br /&gt;Prima di percorrere la via delle tenebre &lt;br /&gt;col sollievo dell’amore&lt;br /&gt;devo imparare a digerire&lt;br /&gt;quello che non ingoio.&lt;br /&gt;Solo allora potrò buttarmi dalla nave &lt;br /&gt;prima che il mare la risucchi.&lt;br /&gt;Capitano. Codardo Capitano! &lt;br /&gt;E’ inutile che cerchi di capire.&lt;br /&gt;Io e te non immagineremo mai &lt;br /&gt;allo stesso modo&lt;br /&gt;il rumore che fa un pugno &lt;br /&gt;spinto con forza &lt;br /&gt;in un barattolo di vene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-1865779784422519572?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/1865779784422519572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=1865779784422519572' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1865779784422519572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1865779784422519572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/02/sotto-lo-strobo.html' title='Sotto lo strobo'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-4406119267459590003</id><published>2009-02-14T13:42:00.000-08:00</published><updated>2009-02-14T13:43:23.108-08:00</updated><title type='text'>L'attimo in cui il nostro amore si spezza</title><content type='html'>La musica esce a tutto volume &lt;br /&gt;dagli sportelli aperti della macchina&lt;br /&gt;che sembrano ali di coleottero.&lt;br /&gt;E tu balli, balli, balli&lt;br /&gt;sull’asfalto scuro&lt;br /&gt;sotto una luna di crema. &lt;br /&gt;Un’ostia nel nero del cielo. &lt;br /&gt;All’improvviso, &lt;br /&gt;teso come i muscoli &lt;br /&gt;di una preda spaventata,&lt;br /&gt;il nostro amore si spezza.&lt;br /&gt;E non ci accorgiamo di nulla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-4406119267459590003?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/4406119267459590003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=4406119267459590003' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4406119267459590003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4406119267459590003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/02/lattimo-in-cui-il-nostro-amore-si.html' title='L&apos;attimo in cui il nostro amore si spezza'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-843273174401553729</id><published>2009-01-31T09:17:00.001-08:00</published><updated>2009-01-31T09:17:51.470-08:00</updated><title type='text'>Frigo</title><content type='html'>Bimba già lo sai:  &lt;br /&gt;è successo l’altro giorno. &lt;br /&gt;Glielo avevo detto&lt;br /&gt;di non starti troppo intorno.&lt;br /&gt;Frigo!&lt;br /&gt;Che bel posto &lt;br /&gt;gli ho trovato.&lt;br /&gt;Adesso è lì il tuo amico:&lt;br /&gt;smembrato e conservato.&lt;br /&gt;E io non faccio altro,&lt;br /&gt;tutto il giorno qui davanti,&lt;br /&gt;tra i suoi pezzi congelati, &lt;br /&gt;a capire se mi manchi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-843273174401553729?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/843273174401553729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=843273174401553729' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/843273174401553729'/><link 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href="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SYDTs1O7rDI/AAAAAAAAAEY/Fx1NioPbESc/s1600-h/lux2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 251px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SYDTs1O7rDI/AAAAAAAAAEY/Fx1NioPbESc/s320/lux2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296465928945118258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I'm cramped!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-635725135067177861?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/635725135067177861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=635725135067177861' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' 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width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-2851928682924739977</id><published>2009-01-25T04:53:00.000-08:00</published><updated>2009-01-26T01:20:18.183-08:00</updated><title type='text'>Regina svitata</title><content type='html'>Splendente,&lt;br /&gt;unica invitata &lt;br /&gt;nella mia folle &lt;br /&gt;e insana testa,&lt;br /&gt;è la mia mente.&lt;br /&gt;Mente indigesta.&lt;br /&gt;Regina svitata &lt;br /&gt;della festa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-2851928682924739977?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/2851928682924739977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=2851928682924739977' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2851928682924739977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2851928682924739977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/01/regina-svitata.html' title='Regina svitata'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-2499805261316113040</id><published>2009-01-22T01:33:00.001-08:00</published><updated>2009-01-22T01:33:31.195-08:00</updated><title type='text'>Zero bar</title><content type='html'>Torno a casa&lt;br /&gt;pieno di grigio. &lt;br /&gt;10 gradi. Caldaia morta.&lt;br /&gt;Parquet umido e gonfio &lt;br /&gt;alle estremità del corridoio. &lt;br /&gt;Entrare al cesso e in cucina &lt;br /&gt;è come finire impastati in un sogno&lt;br /&gt;di dense fantasie. &lt;br /&gt;Muffa dietro il materasso &lt;br /&gt;lasciato contro il muro&lt;br /&gt;per tutte le vacanze di Natale.&lt;br /&gt;La tocco col dito e l’annuso.&lt;br /&gt;Scopro che &lt;br /&gt;il mio sperma &lt;br /&gt;sa di muffa.&lt;br /&gt;Oltre che &lt;br /&gt;di fresco &lt;br /&gt;e di vivo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-2499805261316113040?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/2499805261316113040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=2499805261316113040' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2499805261316113040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2499805261316113040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/01/zero-bar.html' title='Zero bar'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-3092734675658912990</id><published>2009-01-21T13:32:00.000-08:00</published><updated>2009-01-21T13:34:37.327-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SXeUyuEZ-iI/AAAAAAAAAEQ/hRY3nmYp5eA/s1600-h/TSOL_dis.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 315px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SXeUyuEZ-iI/AAAAAAAAAEQ/hRY3nmYp5eA/s320/TSOL_dis.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293863486078188066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;True Sounds Of Liberty&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-3092734675658912990?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/3092734675658912990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=3092734675658912990' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3092734675658912990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3092734675658912990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/01/true-sounds-of-liberty.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SXeUyuEZ-iI/AAAAAAAAAEQ/hRY3nmYp5eA/s72-c/TSOL_dis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-1278356023547661868</id><published>2009-01-20T11:49:00.000-08:00</published><updated>2009-01-20T11:50:02.497-08:00</updated><title type='text'>Nero</title><content type='html'>La vita è un corridoio e ogni porta ha la sua chiave.&lt;br /&gt;Non ti è dato molto tempo per trovare quella giusta. &lt;br /&gt;Puoi fare qualche tentativo, &lt;br /&gt;ma nel frattempo qualcuno ha già varcato la soglia &lt;br /&gt;e richiuso l’uscio davanti la tua faccia. &lt;br /&gt;Lo senti ridere dall’altra parte,&lt;br /&gt;mentre cambi entrata e riprovi di nuovo, &lt;br /&gt;con l’angoscia che ti superino nuovamente. &lt;br /&gt;Così fino alla fine dei giorni, &lt;br /&gt;fino all’ultima porta, &lt;br /&gt;l’unica che si apre da sola, &lt;br /&gt;come quelle della Coop. &lt;br /&gt;Sarai così contento di non dover più tribolare &lt;br /&gt;con quel pesante mazzo di chiavi, &lt;br /&gt;che la Morte ti sembrerà la cosa più bella della Vita, &lt;br /&gt;perché quella più semplice.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-1278356023547661868?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/1278356023547661868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=1278356023547661868' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1278356023547661868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1278356023547661868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/01/nero.html' title='Nero'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-3378772223489493989</id><published>2009-01-05T11:21:00.000-08:00</published><updated>2009-01-05T11:26:49.840-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SWJe8OP0T5I/AAAAAAAAAEE/O8o0Ao2EbHg/s1600-h/alice_cooper_-_trash-front.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SWJe8OP0T5I/AAAAAAAAAEE/O8o0Ao2EbHg/s320/alice_cooper_-_trash-front.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287893301195984786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I want to love you but &lt;br /&gt;I better not touch,&lt;br /&gt;I want to hold you &lt;br /&gt;but my senses tell me to stop,&lt;br /&gt;I want to kiss you &lt;br /&gt;but I want it too much,&lt;br /&gt;I want to taste you &lt;br /&gt;but your lips are venomous poison.&lt;br /&gt;Your poison &lt;br /&gt;running through my veins!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-3378772223489493989?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/3378772223489493989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=3378772223489493989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3378772223489493989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3378772223489493989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/01/i-want-to-love-you-but-i-better-not.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SWJe8OP0T5I/AAAAAAAAAEE/O8o0Ao2EbHg/s72-c/alice_cooper_-_trash-front.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-3087025855759476777</id><published>2009-01-03T11:12:00.000-08:00</published><updated>2009-01-03T11:13:32.569-08:00</updated><title type='text'>Gatta oscena</title><content type='html'>Io e te,&lt;br /&gt;come gatti,&lt;br /&gt;ci graffiamo&lt;br /&gt;attratti &lt;br /&gt;a tratti.&lt;br /&gt;Oggi puttana, &lt;br /&gt;domani sirena, &lt;br /&gt;sei la mia droga in vena.&lt;br /&gt;Io e te,&lt;br /&gt;come ratti,&lt;br /&gt;ci mordiamo &lt;br /&gt;attratti&lt;br /&gt;a tratti.&lt;br /&gt;Un pezzo a pranzo,&lt;br /&gt;un pezzo a cena, &lt;br /&gt;ti divoro,&lt;br /&gt;gatta oscena.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-3087025855759476777?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/3087025855759476777/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=3087025855759476777' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3087025855759476777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3087025855759476777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2009/01/gatta-oscena.html' title='Gatta oscena'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-8929535724295365646</id><published>2008-12-11T14:13:00.000-08:00</published><updated>2008-12-11T14:14:47.922-08:00</updated><title type='text'>Spezzatino</title><content type='html'>“Porca la troia!” Esclamo fissando ciò che è rotolato fuori dallo sportello dell’armadio. &lt;br /&gt;Fabio lancia un verso strozzato e con un salto indietro si ritrova catapultato in mezzo alla stanza.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’offerta era stranamente vantaggiosa. Un mobile credenza scomponibile in quattro parti con un letto pieghevole in uno degli scomparti. 70 euro.     &lt;br /&gt;Lo stiamo acquistando da un tizio che ci apre la porta in infradito il 12 dicembre. Non riesco ad affibbiargli un’età precisa. Neanche approssimativa. Si è lasciato crescere una barbetta poco folta che sembra attaccata con la colla. Nella casa c’è uno strano odore dolciastro e fa molto caldo. La sua stretta di mano è un colabrodo e rischia di sfuggirmi dalle dita come una saponetta. &lt;br /&gt;Ciabattando Colabrodo ci conduce in camera da letto e ci mostra l’armadio. Sul comodino noto uno smalto rosso e una limetta per le unghie.&lt;br /&gt;“Vivi da solo?” Chiedo a Colabrodo.&lt;br /&gt;“Adesso sì.” Risponde Colabrodo. La sua espressione è vuota. Guardandolo negli occhi è come se fissassi il muro alle sue spalle. &lt;br /&gt;Macelleria. Ecco l’odore che si respira in quell’appartamento. Carne da macello. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cazzo dai! Dammi una mano!” Dico a Fabio protendendo verso di lui l’arto mozzato ancora sgocciolante. In ginocchio davanti allo sportello mi domando come diavolo abbia fatto Colabrodo a farci stare la testa e le braccia di… di… Di chi cazzo sono quelle braccia e quella testa? La ragazza? La moglie? I rimanenti pezzi del corpo suppongo siano distribuiti negli altri scomparti  meticolosamente incastrati. Quello che si dice una donna ben conservata.  &lt;br /&gt;La testa non oso toccarla più. Ho provato a sollevarla prendendola per i capelli, ma il collo reciso ha fatto da ventosa sul pavimento gorgogliando schifosamente. Provo a rificcare le braccia nello sportello, ma appena ne infilo una, l’altra ricade subito fuori. &lt;br /&gt;“Non così!” Oltre a un armadio con uno spezzatino umano Fabio ha acquistato anche un po’ di colorito e la capacità di divulgare le proprie stronzate. &lt;br /&gt;“E come?”&lt;br /&gt;“Come la bandiera dei pirati.”&lt;br /&gt;“Dici con le braccia incrociate sotto la testa?” &lt;br /&gt;“No, sopra. Così.” Fabio incrocia gli avambracci sopra la fronte. “Devi infilare prima la testa e poi incastrare le braccia.”&lt;br /&gt;“Così è al rovescio.”&lt;br /&gt;“Non è al rovescio.”&lt;br /&gt;“Sì che lo è! Lo so per certo. Ho la bandiera appesa in camera, le ossa stanno sotto il teschio.”&lt;br /&gt;“Ti sbagli.”&lt;br /&gt;“Cazzo! No!”&lt;br /&gt;“Ti dico di sì. Vuoi che non sappia com’è fatta una bandiera dei pirati?”&lt;br /&gt;“Infatti non lo sai!” Ci manca solo che iniziamo a litigare per una minchiata del genere.&lt;br /&gt;“Ci scommetto quello che vuoi.”&lt;br /&gt;“Andiamo a dare un’occhiata?” &lt;br /&gt;“Dai!”&lt;br /&gt;Mi alzo sulle ginocchia. “Ma se è come dico io lo metti apposto te lo schifo,” dico spingendo la testa col piede. Scivola sul parquet come un disco di hockey, disegnando una scura sgommata di sangue.  &lt;br /&gt;Fabio mi passa accanto ed esce dalla stanza. “Non è come dici tu!”&lt;br /&gt;Porca la troia! Quando s’impunta così mi verrebbe voglia di farlo a pezzi e infilarlo in un armadio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-8929535724295365646?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/8929535724295365646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=8929535724295365646' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8929535724295365646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8929535724295365646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/12/spezzatino.html' title='Spezzatino'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-5917454320234250008</id><published>2008-11-30T03:09:00.000-08:00</published><updated>2008-11-30T03:12:24.390-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/STJ1BywmNUI/AAAAAAAAACE/dl8lV2RDmdk/s1600-h/81naked-31.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 246px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/STJ1BywmNUI/AAAAAAAAACE/dl8lV2RDmdk/s320/81naked-31.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274406787270194498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuo a ripetermi &lt;br /&gt;che non tutte le donne sono puttane.&lt;br /&gt;Lo sono solo le mie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Charles Bukowski&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-5917454320234250008?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/5917454320234250008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=5917454320234250008' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5917454320234250008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5917454320234250008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/11/continuo-ripetermi-che-non-tutte-le.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/STJ1BywmNUI/AAAAAAAAACE/dl8lV2RDmdk/s72-c/81naked-31.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-1727519806961190982</id><published>2008-11-27T12:07:00.000-08:00</published><updated>2008-11-27T12:08:04.591-08:00</updated><title type='text'>Ti penso alle cinque</title><content type='html'>Dicembre.&lt;br /&gt;Notte alle cinque&lt;br /&gt;col tempo che stringe&lt;br /&gt;col freddo che punge&lt;br /&gt;ti penso comunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicembre.&lt;br /&gt;Giorno qualunque&lt;br /&gt;col cuore che piange&lt;br /&gt;col domani che spinge&lt;br /&gt;Ti penso alle cinque.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-1727519806961190982?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/1727519806961190982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=1727519806961190982' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1727519806961190982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1727519806961190982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/11/ti-penso-alle-cinque.html' title='Ti penso alle cinque'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-7958869885611098860</id><published>2008-11-24T06:25:00.000-08:00</published><updated>2009-05-25T05:17:10.720-07:00</updated><title type='text'>Un teschio entro l'una</title><content type='html'>Luna &lt;br /&gt;dice alle amiche &lt;br /&gt;che s’innamora &lt;br /&gt;di chi le dona &lt;br /&gt;un teschio entro l’una.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta un teschio&lt;br /&gt;per l’amore di Luna. &lt;br /&gt;Un teschio &lt;br /&gt;entro l’una. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luna&lt;br /&gt;dice alle amiche &lt;br /&gt;che scappa&lt;br /&gt;con chi le dona &lt;br /&gt;un teschio entro l’una.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta un teschio &lt;br /&gt;per portarsi via Luna.&lt;br /&gt;Un teschio &lt;br /&gt;entro l’una.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luna&lt;br /&gt;dice alle amiche&lt;br /&gt;che fa l’amore&lt;br /&gt;con chi le regala &lt;br /&gt;un teschio entro l’una.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta un teschio &lt;br /&gt;per godere entro l'una.&lt;br /&gt;Un teschio per Luna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SS2aSt9J7-I/AAAAAAAAAB0/DSNCdeEF2k4/s1600-h/In_Love_With_Death.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 216px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SS2aSt9J7-I/AAAAAAAAAB0/DSNCdeEF2k4/s320/In_Love_With_Death.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273040385085140962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-7958869885611098860?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/7958869885611098860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=7958869885611098860' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7958869885611098860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7958869885611098860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/11/un-teschio-entro-luna_24.html' title='Un teschio entro l&apos;una'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SS2aSt9J7-I/AAAAAAAAAB0/DSNCdeEF2k4/s72-c/In_Love_With_Death.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-7321581378754250211</id><published>2008-11-22T04:39:00.001-08:00</published><updated>2009-02-21T11:58:02.650-08:00</updated><title type='text'>Figli nati male</title><content type='html'>Siamo i figli nati male, &lt;br /&gt;siamo mostri a Carnevale.&lt;br /&gt;Come viti, &lt;br /&gt;quando l’uva pesa,&lt;br /&gt;siamo storti.&lt;br /&gt;Siamo già morti.  &lt;br /&gt;Siamo i figli nati male, &lt;br /&gt;condannati a sanguinare.&lt;br /&gt;Come foglie secche, &lt;br /&gt;quando il vento è forte, &lt;br /&gt;ondeggiamo lentamente&lt;br /&gt;nelle mani della Morte.&lt;br /&gt;Siamo i figli nati male,&lt;br /&gt;ogni giorno è un funerale.&lt;br /&gt;Fianco a fianco zoppichiamo,&lt;br /&gt;l’uno all’altro ci appoggiamo.&lt;br /&gt;Come soldati, &lt;br /&gt;quando il coraggio brucia in gola,&lt;br /&gt;siamo forti.&lt;br /&gt;Siamo già morti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-7321581378754250211?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/7321581378754250211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=7321581378754250211' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7321581378754250211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7321581378754250211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/11/i-figli-nati-male.html' title='Figli nati male'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-3275413338977435383</id><published>2008-11-18T14:06:00.000-08:00</published><updated>2008-11-18T14:08:20.079-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SSM8zVpJYHI/AAAAAAAAABs/qW_0ogKhDWU/s1600-h/grim-reaper3.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 308px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SSM8zVpJYHI/AAAAAAAAABs/qW_0ogKhDWU/s320/grim-reaper3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270122841634332786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ da tutta la morte che attendo questo momento”, disse la magra e nera figura offrendoci la falce.  &lt;br /&gt;“Perché proprio a noi?” Chiesi alla Morte. &lt;br /&gt;“Perché proprio a te, vorrai dire.” &lt;br /&gt;Non avevo ancora realizzato di aver fatto a pezzi il mio amore, con tanto Amore, sul sedile posteriore della macchina. &lt;br /&gt;Mani appiccicose come se le avessi immerse nella marmellata.  &lt;br /&gt;“Alza la musica. Mi piace quello che ascolti.” Disse la Morte.&lt;br /&gt;Sul cofano della macchina danzò e danzò per tutta la Tua vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-3275413338977435383?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/3275413338977435383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=3275413338977435383' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3275413338977435383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3275413338977435383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/11/e-da-tutta-la-morte-che-attendo-questo.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SSM8zVpJYHI/AAAAAAAAABs/qW_0ogKhDWU/s72-c/grim-reaper3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-8397468961944531557</id><published>2008-11-18T13:04:00.000-08:00</published><updated>2008-11-27T02:34:27.102-08:00</updated><title type='text'>Cuore Piromane</title><content type='html'>Adesso, Cuore piromane!&lt;br /&gt;Prendi fuoco&lt;br /&gt;e portami giù.&lt;br /&gt;Ti prego, Cuore vampiro!&lt;br /&gt;Succhia e sputa &lt;br /&gt;questa cancrena  &lt;br /&gt;e curami in silenzio. &lt;br /&gt;Quando eri malato&lt;br /&gt;contavo i tuoi attimi.&lt;br /&gt;Ora, Cuore selvaggio,  &lt;br /&gt;ballo i tuoi battiti.&lt;br /&gt;Cuore piromane!&lt;br /&gt;Tra le fiamme del tuo sangue,&lt;br /&gt;tra le vampate dei tuoi muscoli,  &lt;br /&gt;non sogno più l’Inferno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SS52xZNi7PI/AAAAAAAAAB8/2PT5zGCagIg/s1600-h/banner-2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 256px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SS52xZNi7PI/AAAAAAAAAB8/2PT5zGCagIg/s320/banner-2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273282804650798322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-8397468961944531557?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/8397468961944531557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=8397468961944531557' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8397468961944531557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8397468961944531557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/11/cuore-piromane.html' title='Cuore Piromane'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SS52xZNi7PI/AAAAAAAAAB8/2PT5zGCagIg/s72-c/banner-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-4093552519039897000</id><published>2008-11-17T06:12:00.000-08:00</published><updated>2008-11-17T06:19:35.772-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SSF8Md3aiCI/AAAAAAAAABc/SgI5SrriU4c/s1600-h/manson013.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SSF8Md3aiCI/AAAAAAAAABc/SgI5SrriU4c/s400/manson013.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5269629592617519138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NEXT MOTHERFUCKER GONNA GET MY METAL!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-4093552519039897000?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/4093552519039897000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=4093552519039897000' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4093552519039897000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4093552519039897000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/11/next-motherfucker-gonna-get-my-metal.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SSF8Md3aiCI/AAAAAAAAABc/SgI5SrriU4c/s72-c/manson013.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-8596606000235960987</id><published>2008-11-17T00:47:00.000-08:00</published><updated>2008-11-17T06:20:24.647-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Che pena.&lt;br /&gt;E’ la più bella,&lt;br /&gt;ma si vergogna a uscire di casa.&lt;br /&gt;Dopo che gliel'ho fracassata contro il muro, &lt;br /&gt;non riesce più a montarsi la testa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-8596606000235960987?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/8596606000235960987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=8596606000235960987' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8596606000235960987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8596606000235960987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/11/che-pena.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-2449775733766998696</id><published>2008-11-14T12:01:00.000-08:00</published><updated>2008-11-14T12:03:31.285-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Un'altra pagina dal Diario Osceno di Clarissa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’Avana. 12 luglio 1983&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stanca, ho lavorato molto. Non li conto mai, ma credo di aver baciato, leccato, pompato, ingoiato e preso avanti e indietro almeno una ventina di cazzi oggi. Conosco puttane che ricordano il numero esatto dei cazzi che hanno avuto tra le mani durante la giornata. Io non ce la faccio. Perdo subito  il conto. Mi trascino come una gatta arruffata per Plaza della Revolution.  Flavio mi segue con lo sguardo. Mi spoglia. Quando gli sono a un palmo dal naso mi afferra per la spalla e mi gira verso di sé. Verso i suoi dipinti. Il sesso folto di una donna seduta su un baule a gambe aperte è nero e sfrontato. Il culo rotondo di una giovane mulatta piegata su un vecchio balcone è come un frutto dolcissimo. Seni imperlati di sudore. Pelli ambrate. Cosce scure, morbide. Capezzoli duri. Donne ridanciane, denti bianchissimi. Tutte nude, tutte meravigliose. Flavio vuole che posi per lui. Gli bastano solo per un paio d’ore, ma non può pagarmi. Anche mio nonno era un pittore. Dipingeva tempeste. Solo quelle. Non so se era l’unica cosa che sapeva ritrarre, o se era ispirato solo quando il mare era in tormenta. Accetto di posare per Flavio e lui è l’uomo più felice della terra. Prima, guardando i quadri, avevo avuto una strana sensazione, un lieve capogiro. Li osservo più attentamente. In effetti non sarebbe stato facile capirlo a una prima occhiata. Le espressioni sono così diverse, anche le acconciature, i colori dei capelli, gli abiti... Ma appartengono tutti alla stessa donna. E’ davvero bellissima. Che fine ha fatto? Flavio s’incupisce. Ricordi quel palazzo di calle San Làzaro saltato per aria? Sì. Abitava al quarto piano. Non dico nulla. Rimango con lo sguardo fisso sui dipinti a familiarizzare con lo sguardo della donna, con il contorno delle sue labbra, col colore della sua pelle. In basso a destra, dove di solito firmano i pittori, ci sono delle strane macchioline, come piccole incrostature. Su tutte le tele. Dico a Flavio di muovere il culo. Mi fanno malissimo i piedi. Nuda dietro la tela, a casa sua, sdraiata su un letto di cuscini, ascolto le sue indicazioni. Non riesco a trovare la posizione che desidera. Sono scomoda e insofferente. Flavio dice di sistemarmi come voglio, la sua voce è pacata e gentile, leggermente effeminata. Mi metto su un fianco e lui aggrotta la fronte, studiando le proporzioni. Inizia a dipingere. Dopo una decina di minuti mi assale un intenso torpore. Gli dico che mi sto per addormentare. Parla Clarissa, raccontami di te! Non so da dove iniziare e quando trovo un buon punto di partenza mi accorgo di avere dei vuoti di memoria vastissimi, come se non avessi vissuto per interi anni. Flavio mi ascolta attentamente e ogni tanto mi domanda qualcosa. Il tempo passa in fretta. All’improvviso fa uno scatto indietro finendo a un metro dalla tela. Studia il quadro socchiudendo un poco gli occhi. E’ perfetto! Ti prego, resta ancora immobile Clarissa, continua a guardarmi. Ubbidisco. Spostando lo sguardo dal quadro ai miei occhi Flavio si abbassa i pantaloni e tira fuori l’uccello. Inizia a palparselo finché non gli diventa dritto e lungo. Piega le ginocchia spingendo in avanti il bacino e si masturba lentamente. Lo osservo in silenzio, con la fica umida. Ho una voglia matta di stringere quel pezzo di carne tra le mani e infilarmelo in ogni buco. Flavio geme e si avvicina alla tela, schizzandola con rapidi getti di sperma. Uno, due, tre, quattro… Rimette l’animale dentro i pantaloni e respirando affannosamente gira la tela verso di me. E’ un quadro sublime, magnifico. In basso a destra il dipinto è sporco di sperma. Una goccia cadde sul pavimento. Tra qualche minuto, all’aria immobile e dolce della notte, la firma del pittore si seccherà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-2449775733766998696?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/2449775733766998696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=2449775733766998696' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2449775733766998696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2449775733766998696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/11/unaltra-pagina-dal-diario-osceno-di.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-4654334264511286821</id><published>2008-11-05T13:26:00.000-08:00</published><updated>2008-11-05T13:29:05.611-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;Il 2 settembre 1983 il corpo di Clarissa Sarzo, una delle più sensuali prostitute di tutta L’Avana, viene ritrovato senza vita e barbaramente martoriato nel suo appartamento di San Miguel. Nessuna traccia dell’assassino. Nell’abitazione della jinetera un diario finemente rilegato le cui pagine, odorose di inchiostri profumati, testimoniano i suoi ultimi giorni di vita. Per l’alto valore lirico e il traboccante impatto espressivo che lo pervade, il diario viene pubblicato da una coraggiosa casa editrice cubana, riscuotendo forte acclamazione di critica e di pubblico. Immediata la reazione della censura, che bollando il linguaggio della donna come perverso e scurrile, ne proibisce la pubblicazione. Passano venticinque anni dalla sua prima comparsa e “Il diario osceno di Clarissa” supera con successo un nuovo esame censorio. E’ con immensa soddisfazione che lo riproponiamo nella sua libidinosa e oscena veste originale. Vi auguriamo un’intensa lettura!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’Avana. 12 luglio 1983&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pedro compie 74 anni e non sa quanto tempo gli resta da vivere. Non lo sa nemmeno suo figlio Rafael, e per questo vuole fargli il regalo più bello della sua vita. Ci accordiamo senza difficoltà. 50 pesos adesso e 100 a lavoro finito. Rafael insiste che indossi la veste di seta blu che ha preso dall’armadio della moglie. E’ nuova, molto delicata. Devo fare attenzione a non sciuparla. Viene da me e sta a guardare mentre mi preparo. E’ un rompicoglioni. Truccati così, non esagerare col profumo, cambiati le scarpe. Lo mando a fare in culo in un attimo. Sto per sedermi sull’uccello del padre paralitico e ha pure il coraggio di scassarmi le palle. Quando gli dico che non si fa più niente mi addolcisce con frasi tutte mandorle e miele. Ha molta fantasia. E’ divertente sentirlo parlare e faticare per trovare le parole giuste. Usciamo alle nove. Fa molto caldo. La veste s’incolla alla pelle sudata. Per strada Rafael attacca a parlare del cazzo di suo padre. E’ meglio che sia preparata, blatera. A me non va di starlo a sentire, ma lui è insistente. Dice che ha un chilo di cazzo. Largo e lungo così. Gli rispondo che di cazzi grossi ne ho visti una vagonata. Il problema è sempre il contrario. Più volte mi è capitato di abbassare le mutande a un uomo e di trovarmi davanti il cazzetto moscio di un bambino. Non coi cubani. Sono gli europei il vero dramma: con loro c’è da tremare tutte le volte. Rafael pensa sia colpa della paralisi: il sangue non defluisce correttamente e s’incanala tutto lì. Quando il vecchio sente bussare alla porta afferra le ruote della carrozzina e va ad aprire. Rafael l’ha sbarbato e profumato. Gli ha pulito per bene l’uccello e il culo. Mi sono raccomandata. Lo bacia sulla fronte e lo scansa per lasciarmi passare. Le ruote della carrozzina fanno il rumore di un tappo di sughero che sfrega contro il collo di una bottiglia. Rafael sembra preoccupato. Non capisco se per l’abito della moglie, o per la paura che al vecchio possa prendere un infarto ancora prima di avermela annusata. Prima di uscire mi dice che mi aspetta di sotto.  Pedro mi guarda attraverso il velo delle cataratte, ha un viso profondamente segnato, maltrattato dalla vita. Spingo la carrozzina al centro del monolocale. Allora? Le piacciono i regali di compleanno Pedro? Il vecchio apre la bocca esibendo una dentatura di pastafrolla completamente marcia. Rantola qualcosa di incomprensibile. Aghnfff! Aghnfff! Le vene del collo gli si gonfiano per lo sforzo. Ci riprova. Aghnfff! Rafael non mi aveva detto che il padre fosse muto. Mi chino su di lui e inizio a sfilargli i pantaloni, ma è più immobile di un pezzo di marmo e non gli passano da sotto il culo. Ci riesco dando uno strattone secco e deciso. Aghnfff! Pedro è senza mutande. Tra le gambe, scuro e flaccido come un lumacone di mare, ha un cazzo smisurato. Glielo massaggio un po’, stringendolo sempre più forte man mano che lo sento crescere tra le dita. Aghnfff! Lo afferro con entrambe le mani e le faccio scorrere lentamente su quella pellaccia dura. Alla fine lo prendo in bocca, riuscendo a succhiarlo solo per metà. Pedro gode come un animale Aghnfff! Aghnfff! e con quel pezzo di carne tra i denti mi bagno come una quindicenne. Rifletto sul fatto che potrei masturbarlo fino a farlo venire, senza scoparmelo, prendere i 100 pesos e arrivederci e grazie. Rafael non lo saprebbe mai. Ma la voglia di sentire la fica riempita da un cazzo del genere è tremenda. Alzo la veste e mi siedo cavalcioni sulla sedia a rotelle, trattenendo il respiro. Più muovo il bacino, più i rantoli di Pedro si fanno ravvicinati. Aghnfff! Aghnfff! Aghnfff! Lo scopo per una manciata di minuti e quando sento che sta per scoppiare scatto in piedi e continuo con la mano. Pedro viene come un idrante Aaaaagggghnnnnfff!, schizzandomi abbondantemente. Fantastico! Uno sperma denso e giallastro che sembra maionese. Un odore molto forte. Aspetto che il respiro di Pedro torni regolare. Ha gli occhi chiusi e la testa reclinata contro il sedile della carrozzina. Rafael mi aspetta nell’androne del palazzo e quando mi vede in fondo alle scale è sbigottito. Grida, tira un calcio al muro, sembra pazzo. E’ fuori di sé: la veste di seta della moglie è tutta imbrattata di sperma. Mi insulta e non vuole pagarmi. Io non so proprio cosa dire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-4654334264511286821?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/4654334264511286821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=4654334264511286821' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4654334264511286821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4654334264511286821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/11/il-2-settembre-1983-il-corpo-di.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-147362007531822573</id><published>2008-10-26T09:18:00.000-07:00</published><updated>2008-10-26T09:19:38.780-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SQSYg7f0QuI/AAAAAAAAAA8/nP-Ig7Ar5FI/s1600-h/psychobilly.bmp"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 276px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SQSYg7f0QuI/AAAAAAAAAA8/nP-Ig7Ar5FI/s400/psychobilly.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261497956169958114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gimme danger,&lt;br /&gt;little stranger.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-147362007531822573?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/147362007531822573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=147362007531822573' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/147362007531822573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/147362007531822573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/10/gimme-danger-little-stranger.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SQSYg7f0QuI/AAAAAAAAAA8/nP-Ig7Ar5FI/s72-c/psychobilly.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-864728637440584417</id><published>2008-10-20T23:54:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T23:55:32.607-07:00</updated><title type='text'>Nodo alla cravatta</title><content type='html'>Mi stavo preparando per andare alla festa. Dovevo vestirmi elegante, perché sull’invito era scritto così. Giacca e cravatta.&lt;br /&gt;E i pantaloni? Tutti si dimenticano dei pantaloni quando è il momento di scrivere gli inviti. &lt;br /&gt;Per la fretta, forse. O l’emozione di invecchiare un altro anno.  &lt;br /&gt;Scelsi un paio di jeans sbiaditi e presi l’unica cravatta in mio possesso. La guardai come si guarda uno stronzo di cane sul parquet della propria camera. &lt;br /&gt;Un minuto dopo suonavo il campanello del dirimpettaio.&lt;br /&gt;“Chi è?”&lt;br /&gt;“Abito qui davanti…”&lt;br /&gt;Mi sentii osservato attraverso lo spioncino. Sapevo che la lente mi stava deformando e mi innervosii. Sulla soglia apparve un pelato con le labbra rosate e carnose come prosciutti. Gli spiegai il mio problema. Si annodò la cravatta al collo, la allentò appena e me la riconsegnò trionfalmente.&lt;br /&gt;“Che cappio!” Dissi.&lt;br /&gt;“Come?”&lt;br /&gt;“Nulla. Arrivederci.” &lt;br /&gt;Rientrai in casa e indossai la cravatta. &lt;br /&gt;Mi sentivo ridicolo con quel pezzo di stoffa floscio, triste, all’ingiù. Senza vita. Come un pene stanco. &lt;br /&gt;All’improvviso mi sentii stanco anche io. E solo. &lt;br /&gt;La cravatta non ha senso. La maggior parte della gente la indossa senza voglia, con la stessa indolenza con la quale apparecchia il tavolo della cucina per fare colazione il lunedì mattina di una giornata grigio smog. La gente non indossa la cravatta, se la butta addosso. &lt;br /&gt;Ed esce di casa. &lt;br /&gt;Tra i mostri.&lt;br /&gt;Alla festa conoscevo tutti, ma in fondo non conoscevo nessuno. &lt;br /&gt;Un saluto, un sorriso, una battuta. Avevo l’impressione che guardassero la mia cravatta. &lt;br /&gt;L’invidia della cravatta! Roba da maniaci del tessuto. Feticisti dell’ordito. &lt;br /&gt;Ebbi un principio di erezione e con il fagotto nei pantaloni andai in cucina a versarmi da bere. La musica era deprimente. Elettronica. Un tappeto omogeneo di basse e sinuose frequenze. Strumentale, ovviamente. E rotonda. Una musica molle e rotonda come le palle che mi stava frantumando. &lt;br /&gt;Posai il bicchiere sull’unico centimetro di tavolo libero e mi appoggiai distrattamente allo stipite della porta. &lt;br /&gt;Una ragazza, seduta sul divano del salone, mi guardava da lontano. &lt;br /&gt;Da troppo lontano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-864728637440584417?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/864728637440584417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=864728637440584417' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/864728637440584417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/864728637440584417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/10/nodo-alla-cravatta.html' title='Nodo alla cravatta'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-7951966907883925515</id><published>2008-10-17T05:57:00.000-07:00</published><updated>2009-05-25T06:07:50.085-07:00</updated><title type='text'>Orgasmo</title><content type='html'>Prendi in mano il sesso della notte,&lt;br /&gt;accarezzagli i nervi, &lt;br /&gt;solleticagli le vene. &lt;br /&gt;Come argentata &lt;br /&gt;saliva di lumaca,&lt;br /&gt;schizza la mia scia di poesia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-7951966907883925515?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/7951966907883925515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=7951966907883925515' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7951966907883925515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7951966907883925515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/10/orgasmo.html' title='Orgasmo'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-5677429860186088117</id><published>2008-10-12T14:56:00.000-07:00</published><updated>2008-10-12T15:01:30.836-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SPJy0oLiGqI/AAAAAAAAAA0/FmEaw2r8m5Y/s1600-h/27771922_276e641224.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SPJy0oLiGqI/AAAAAAAAAA0/FmEaw2r8m5Y/s400/27771922_276e641224.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256389963559344802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L.A.M.F.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-5677429860186088117?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/5677429860186088117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=5677429860186088117' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5677429860186088117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5677429860186088117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/10/born-to-lose.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SPJy0oLiGqI/AAAAAAAAAA0/FmEaw2r8m5Y/s72-c/27771922_276e641224.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-7283359381986773746</id><published>2008-10-12T14:22:00.000-07:00</published><updated>2009-05-25T05:54:50.085-07:00</updated><title type='text'>Lascio</title><content type='html'>Stanza vuota. &lt;br /&gt;Ghiacciata.&lt;br /&gt;La persiana abbassata &lt;br /&gt;ovatta i rumori del traffico. &lt;br /&gt;Di nuovo la voce dal muro denudato: &lt;br /&gt;“Tu qui non sei mai stato!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Afferro le valigie.&lt;br /&gt;Se non vuoi impazzire non ascoltare&lt;br /&gt;le pareti della tua camera.&lt;br /&gt;Hanno imparato a conoscerti&lt;br /&gt;e sanno come ucciderti. &lt;br /&gt;Uscendo non chiudo la porta,&lt;br /&gt;ma provo a sperare in qualcosa di diverso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-7283359381986773746?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/7283359381986773746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=7283359381986773746' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7283359381986773746'/><link rel='self' 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vertiginosamente ci sfioreremo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-3532917105324313303?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/3532917105324313303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=3532917105324313303' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3532917105324313303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3532917105324313303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/10/al-prossimo-segno-salto-nellinfinito.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-2589787556747538267</id><published>2008-10-09T11:12:00.000-07:00</published><updated>2008-10-09T23:44:21.279-07:00</updated><title type='text'>Sillogismo</title><content type='html'>Il tempo non aspetta nessuno.&lt;br /&gt;Non sono nessuno.&lt;br /&gt;Il tempo non mi aspetta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-2589787556747538267?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/2589787556747538267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=2589787556747538267' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2589787556747538267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2589787556747538267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/10/sillogismo.html' title='Sillogismo'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-5226036972579810755</id><published>2008-10-05T08:36:00.000-07:00</published><updated>2008-10-05T08:37:09.342-07:00</updated><title type='text'>Un consiglio sotto terra</title><content type='html'>Non capivo cosa stesse dicendo il matto seduto accanto a me.&lt;br /&gt;Oscillava la testa avanti e indietro biascicando parole impastate&lt;br /&gt;attraverso sporchi denti di pastafrolla. &lt;br /&gt;A un tratto ha sbarrato le palpebre &lt;br /&gt;e come un folgorato s’è messo a gridare:&lt;br /&gt;“Impiccati con la tua corda! Impiccati con la tua corda! Impiccati con la tua corda!”&lt;br /&gt;Giustissimo!&lt;br /&gt;Tutti dovremmo custodire una corda personale &lt;br /&gt;da passare un giorno attorno al collo, &lt;br /&gt;senza pensare a quelle degli altri. &lt;br /&gt;Io alla fermata sono sceso dalla metro&lt;br /&gt;e camminando verso casa ho giocato&lt;br /&gt;a non calpestare le foglie morte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-5226036972579810755?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/5226036972579810755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=5226036972579810755' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5226036972579810755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5226036972579810755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/10/un-consiglio-sotto-terra.html' title='Un consiglio sotto terra'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-8157367689378561961</id><published>2008-10-04T08:45:00.000-07:00</published><updated>2008-10-04T08:50:08.681-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SOeP_ZkPZhI/AAAAAAAAAAs/XHGEITrlUo0/s1600-h/g1197231001_pedro_juan_gutierrez_72.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SOeP_ZkPZhI/AAAAAAAAAAs/XHGEITrlUo0/s400/g1197231001_pedro_juan_gutierrez_72.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253325809708394002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'arte è utile solo se è irriverente,&lt;br /&gt;tormentata, carica di angoscia e disperazione.&lt;br /&gt;Solo un'arte risentita, indecente, violenta, volgare,&lt;br /&gt;può mostrarci l'altra faccia della realtà,&lt;br /&gt;quella che non vediamo mai o che, &lt;br /&gt;per evitare fastidi alla nostra coscienza, &lt;br /&gt;preferiamo non vedere.&lt;br /&gt;Ecco. Altro che pace e tranquillità.&lt;br /&gt;Chi dorme sonni tranquilli è troppo vicino a Dio&lt;br /&gt;per essere un artista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.J. GUTIERREZ&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-8157367689378561961?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/8157367689378561961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=8157367689378561961' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8157367689378561961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8157367689378561961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/10/larte-utile-solo-se-irriverente.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SOeP_ZkPZhI/AAAAAAAAAAs/XHGEITrlUo0/s72-c/g1197231001_pedro_juan_gutierrez_72.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-2749216500910231357</id><published>2008-10-01T14:02:00.000-07:00</published><updated>2008-10-01T14:14:21.375-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Qual è l’ora migliore per dichiarare guerra al mondo?&lt;br /&gt;Un’ora fa. &lt;br /&gt;E tutto scivola tra le mani come sabbia asciutta. &lt;br /&gt;Ti svegli una mattina e tutto in una volta&lt;br /&gt;non sei più quello di una volta.&lt;br /&gt;Te ne accorgi dagli odori, dalla vista più nitida,&lt;br /&gt;dai rumori nettissimi.&lt;br /&gt;E’ un muto richiamo. &lt;br /&gt;“C’era una volta una splendida ragazza desiderata da tutti…” &lt;br /&gt;Hey! Basta storie d’amore!&lt;br /&gt;Crepate, vigliacche coppie innamorate. &lt;br /&gt;E tu volta pagina, stronzo!&lt;br /&gt;“C’era una volta un saggio filosofo…&lt;br /&gt;Sentiamo… &lt;br /&gt;Il suo nome era Socrate. &lt;br /&gt;Socrate ripeteva spesso:&lt;br /&gt;“Conosci te stesso”. “Conosci te stesso”.&lt;br /&gt;“Conosci te stesso!”&lt;br /&gt;Ora non so quante volte l’abbia ripetuto,&lt;br /&gt;ma deve aver rotto i coglioni a sufficienza &lt;br /&gt;se ancora oggi ci ricordiamo &lt;br /&gt;le parole di quel vecchio finocchio. &lt;br /&gt;Conosci te stesso!&lt;br /&gt;Per me è difficile. &lt;br /&gt;Non mi presenterei mai a uno come me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-2749216500910231357?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/2749216500910231357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=2749216500910231357' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2749216500910231357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2749216500910231357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/10/qual-lora-migliore-per-dichiarare.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-6009404996563312178</id><published>2008-09-12T12:22:00.000-07:00</published><updated>2008-09-12T12:23:54.117-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>M'annoia così tanto &lt;br /&gt;star fermo a non far niente&lt;br /&gt;che scarico l'acqua ancora prima di&lt;br /&gt;aver finito di pisciare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-6009404996563312178?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/6009404996563312178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=6009404996563312178' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/6009404996563312178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/6009404996563312178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/09/mannoia-cos-tanto-star-fermo-non-far.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' 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href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=8383816360423733896' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8383816360423733896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8383816360423733896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/09/noi.html' title='Noi'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' 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href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/7092751565250025975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=7092751565250025975' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7092751565250025975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7092751565250025975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/09/sono-stanco-di-pensare-e-di-far.html' title='Cervello Nero'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' 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href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=8210741605490705227' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8210741605490705227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8210741605490705227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/09/metro.html' title='Metro'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' 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Buio profondo. &lt;br /&gt;Il forte dolore ai polsi e alle caviglie mi dice che non sto sognando.&lt;br /&gt;Percepisco una presenza: alito caldo sui piedi.&lt;br /&gt;All'improvviso un morso. Rapido come una tagliola sul corpo di una lepre.&lt;br /&gt;Mi divorano lentamente, partendo dalle gambe,&lt;br /&gt;salendo fino allo stomaco,&lt;br /&gt;staccando grandi pezzi di carne e ossa.&lt;br /&gt;Un fulmine illumina la stanza e&lt;br /&gt;per una frazione di secondo ci guardiamo negli occhi. &lt;br /&gt;Sono i miei incubi. &lt;br /&gt;Mi ero scordato di dar loro la cena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SMJvkCcS3gI/AAAAAAAAAAk/Ufdl6uLLwC0/s1600-h/StarVampire.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SMJvkCcS3gI/AAAAAAAAAAk/Ufdl6uLLwC0/s400/StarVampire.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5242875581134200322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-3470482080892662805?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/3470482080892662805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=3470482080892662805' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3470482080892662805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3470482080892662805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/09/mi-sveglio-nel-cuore-della-notte-legato.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SMJvkCcS3gI/AAAAAAAAAAk/Ufdl6uLLwC0/s72-c/StarVampire.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-1502018101874094681</id><published>2008-06-05T09:16:00.000-07:00</published><updated>2009-06-02T06:42:49.776-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SEgRp_fX8aI/AAAAAAAAAAY/vS8x8QohyUI/s1600-h/schoolbullies.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5208432382169313698" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SEgRp_fX8aI/AAAAAAAAAAY/vS8x8QohyUI/s400/schoolbullies.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Mi soffermo un istante dentro il sogno di un vampiro.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-1502018101874094681?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/1502018101874094681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=1502018101874094681' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1502018101874094681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1502018101874094681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/06/mi-soffermo-un-istante-dentro-al-sogno.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/SEgRp_fX8aI/AAAAAAAAAAY/vS8x8QohyUI/s72-c/schoolbullies.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-3549983602149892458</id><published>2008-06-02T14:02:00.000-07:00</published><updated>2009-09-02T03:03:43.169-07:00</updated><title type='text'>Un compleanno</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Per il suo ventiquattresimo inverno volle farsi un regalo.&lt;br /&gt;Vibrò il suo bicchiere contro quello dell’amica e qualche minuto dopo si stupì di come i sonniferi le interruppero i lineamenti.&lt;br /&gt;Al Neon si fece corteggiare da un giovane dalle lunghe ciglia e parlando poco lo condusse a casa.&lt;br /&gt;Nell’oscurità lo spinse delicatamente contro il letto sul quale la ragazza senza vita, faticosamente, tratteneva il calore rimasto.&lt;br /&gt;Lo schiocco della cintura di lui si fuse col rumore soffice delle natiche di lei contro il cuscino della poltrona e mentre egli tentava una cadaverica penetrazione, ella divaricò un poco le gambe nude e il clitoride umido e vivo si carezzò come un soffio.&lt;br /&gt;Lì, seduta nel buio, si masturbò per sempre.   &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-3549983602149892458?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/3549983602149892458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=3549983602149892458' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3549983602149892458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/3549983602149892458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/06/un-compleanno.html' title='Un compleanno'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-4153681517687394035</id><published>2008-05-27T14:18:00.000-07:00</published><updated>2009-09-02T03:09:21.232-07:00</updated><title type='text'>Cannibale</title><content type='html'>Al chiaro di una luna orba&lt;br /&gt;la paura che ti paralizza&lt;br /&gt;trasforma il mio appetito in una marmellata&lt;br /&gt;di idee bianchissime.&lt;br /&gt;E' una viscida serenata!&lt;br /&gt;Ti mangio fino a scoppiare, cannibale sazio d'amore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-4153681517687394035?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/4153681517687394035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=4153681517687394035' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4153681517687394035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4153681517687394035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/05/fame.html' title='Cannibale'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-2247307228243107060</id><published>2008-05-17T06:17:00.000-07:00</published><updated>2008-05-17T06:23:11.533-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Celati dietro movimenti, frasi, gesti apparentemente senza senso,&lt;br /&gt;vi sono percezioni, emozioni, paure vissute durante i sogni che improvvisamente,&lt;br /&gt;durante la giornata, vengono risvegliati dal nostro inconscio per venire&lt;br /&gt;involontariamente e subitaneamente soddisfatti.&lt;br /&gt;Così, come uno si trova all'improvviso a canticchiare&lt;br /&gt;un motivo dimenticato, a pronunciare una parola inaspettata,&lt;br /&gt;a muovere un arto in modo imprevedibile,&lt;br /&gt;allo stesso modo altri,&lt;br /&gt;mossi da quegli impulsi che cessano di sonnecchiare,&lt;br /&gt;uccidono, stuprano, feriscono, distruggono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-2247307228243107060?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/2247307228243107060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=2247307228243107060' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2247307228243107060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2247307228243107060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/05/celati-dietro-movimenti-frasi-gesti.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-2130241269114946635</id><published>2008-05-15T08:52:00.000-07:00</published><updated>2008-05-15T08:53:42.866-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Tra lo scrivere una buona poesia&lt;br /&gt;e fare una bella cacata&lt;br /&gt;non c'è nessuna differenza.&lt;br /&gt;Evita di tirare i muscoli&lt;br /&gt;e lascia che tutto venga fuori da sè.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-2130241269114946635?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/2130241269114946635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=2130241269114946635' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2130241269114946635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2130241269114946635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/05/tra-lo-scrivere-una-buona-poesia-e-fare.html' title=''/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-1183945802562678850</id><published>2008-05-11T08:10:00.000-07:00</published><updated>2009-05-25T05:59:07.524-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='B'/><title type='text'>Crudità</title><content type='html'>Bistecche di parole al sangue,&lt;br /&gt;Fettine magre di frasi e paragrafi bolliti,&lt;br /&gt;Pezzi di poesie disossati,&lt;br /&gt;Carpacci di sillabe,&lt;br /&gt;Bocconcini di lettere,&lt;br /&gt;Hamburger di consonanti.&lt;br /&gt;Da pagina 46 a pagina 48 una fame irresistibile.&lt;br /&gt;Chiudo il libro: lo mordo di netto.&lt;br /&gt;Mastico piano.&lt;br /&gt;E mi spello.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-1183945802562678850?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/1183945802562678850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=1183945802562678850' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1183945802562678850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1183945802562678850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/05/affamato.html' title='Crudità'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-7531923276886503233</id><published>2008-05-06T02:28:00.000-07:00</published><updated>2009-05-25T06:00:18.343-07:00</updated><title type='text'>Primavera</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il cuore sotterraneo pompa tiepida linfa;&lt;br /&gt;&lt;st1:personname productid="la Natura" st="on"&gt;la Natura&lt;/st1:personname&gt;, solleticata, ritrova la sua tinta.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Stridono gli scoiattoli e sulle fresche gemme&lt;br /&gt;le pernici si alzano in volo: le ali gonfie di dolci brezze.&lt;br /&gt;Esplodono i fiumi e le correnti, brillanti,&lt;br /&gt;trasportano i ghiacci alle pendici dei monti.&lt;br /&gt;Tutto, dopo lunghi mesi di morte, riprende ad ansimare&lt;br /&gt;come il vecchio sotto le scale &lt;br /&gt;quando, delle ragazzine,&lt;br /&gt;mangia con lo sguardo le sottili mutandine. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-7531923276886503233?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/7531923276886503233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=7531923276886503233' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7531923276886503233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/7531923276886503233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/05/primavera.html' title='Primavera'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-5800476846449361387</id><published>2008-05-02T01:44:00.000-07:00</published><updated>2009-05-25T05:41:26.369-07:00</updated><title type='text'>Hanno rubato il tuo teschio</title><content type='html'>Accanto alla lapide &lt;br /&gt;il profumo dell’edera &lt;br /&gt;era quello dei tuoi capelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho aperto la tomba &lt;br /&gt;e l’aria carica di pioggia &lt;br /&gt;mi ha strappato il respiro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Hanno rubato il tuo teschio! &lt;br /&gt;Hanno rubato il tuo teschio! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso,&lt;br /&gt;nella notte, &lt;br /&gt;ho paura di ritrovarmelo davanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-5800476846449361387?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/5800476846449361387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=5800476846449361387' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5800476846449361387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/5800476846449361387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/05/teschio.html' title='Hanno rubato il tuo teschio'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-8167891499666888558</id><published>2008-05-01T09:12:00.000-07:00</published><updated>2009-09-02T03:09:56.814-07:00</updated><title type='text'>Ali</title><content type='html'>&lt;div&gt;Come fan le mosche &lt;/div&gt;&lt;div&gt;sulla carne che va a male,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;attorno ai palazzi volano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;finchè la notte non muore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I gabbiani.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-8167891499666888558?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/8167891499666888558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=8167891499666888558' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8167891499666888558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/8167891499666888558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/05/ali.html' title='Ali'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-1237990898611553972</id><published>2008-05-01T09:04:00.000-07:00</published><updated>2009-05-25T06:05:28.062-07:00</updated><title type='text'>Notte fonda</title><content type='html'>Sono tormentato.&lt;br /&gt;Sento il rumore degli occhi che si muovono&lt;br /&gt;sotto la pelle sottile delle palpebre. &lt;br /&gt;Devo tenere il foglio ben teso se voglio scrivere senza bucarlo.&lt;br /&gt;Macchierei le lenzuola.&lt;br /&gt;Dovrei lavarle, stenderle e aspettare che si asciughino.&lt;br /&gt;Ore in piedi immobile &lt;br /&gt;attendendo che l’umidità svanisca.&lt;br /&gt;La luna, sopra le case, soffocata dalle malattie dell’aria,&lt;br /&gt;è più grossa degli occhi spaventati di un bambino.&lt;br /&gt;Sull’asfalto&lt;br /&gt;una riga di smalto.&lt;br /&gt;Qualcuno ha avuto la fantastica idea &lt;br /&gt;di truccare la strada per la festa del quartiere.&lt;br /&gt;È rossa come una bocca &lt;br /&gt;da mordere e da fottere,&lt;br /&gt;lunga e senza curve &lt;br /&gt;come le zampe degli aironi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-1237990898611553972?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/1237990898611553972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=1237990898611553972' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1237990898611553972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/1237990898611553972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/05/notte-fonda.html' title='Notte fonda'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666264140395405931.post-653683094931282942</id><published>2008-05-01T08:56:00.000-07:00</published><updated>2009-05-25T06:01:57.961-07:00</updated><title type='text'>Profumo di fantasma</title><content type='html'>Sdraiati sull’erba a guardare le stelle&lt;br /&gt;con tutto il mio amore &lt;br /&gt;t’ho ritagliato la pelle.&lt;br /&gt;E adesso, come una maledizione, &lt;br /&gt;il tuo odore non mi lascia.&lt;br /&gt;Lo sento tutto intorno, &lt;br /&gt;tra le ombre della strada,&lt;br /&gt;il tuo profumo di fantasma &lt;br /&gt;che mi segue ovunque vada.&lt;br /&gt;Profumo di te,&lt;br /&gt;profumo di fantasma,&lt;br /&gt;accompagnami nella notte,&lt;br /&gt;nella notte che non passa.&lt;br /&gt;Profumo di te,&lt;br /&gt;profumo che adoro,&lt;br /&gt;ricordami chi ero,&lt;br /&gt;in un passato che ora ignoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-653683094931282942?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/653683094931282942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=653683094931282942' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/653683094931282942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/653683094931282942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/05/profumo-di-fantasma.html' title='Profumo di fantasma'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' 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rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/4813413131571604051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=4813413131571604051' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4813413131571604051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/4813413131571604051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/05/boccone-triste.html' title='Boccone triste'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' 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morto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666264140395405931-2018973138380261346?l=cervellonero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cervellonero.blogspot.com/feeds/2018973138380261346/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666264140395405931&amp;postID=2018973138380261346' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2018973138380261346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666264140395405931/posts/default/2018973138380261346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cervellonero.blogspot.com/2008/05/allombra-di-una-lapide.html' title='All&apos;ombra di una lapide'/><author><name>Filippo Santaniello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14062456571660914882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fMKz1A3D0EU/TIep4Q5M-FI/AAAAAAAAAIU/moGUKUKOEn0/S220/bloody+priest.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
